In Cina sono obbligatorie e chi non le indossa infrange la legge. In Corea del Sud e Giappone sono fortemente consigliate una volta fuori dalle proprie abitazioni, anche se di fatto tanta è la meticolosità dei cittadini che è come se fossero obbligatorie. In Asia tutti con la mascherina per sfuggire al nuovo coronavirus. E in Occidente? La situazione è diversa. Le indicazioni in merito all’utilità delle mascherine nella prevenzione delle infezioni da Covid-19 non sono chiare. Anzi: il più delle volte risultano contrastanti tra loro, al punto che ogni persona sceglie di affidarsi alla propria volontà.

E così c’è chi indossa sempre la sua mascherina, chi la utilizza soltanto quando deve andare a fare la spesa in un supermercato e chi, ancora, solo in presenza di sintomi, tra cui tosse e raffreddore. Sul sito del ministero della Salute si possono leggere indicazioni che fanno riferimento alle direttive dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) che “raccomanda di indossare anche una mascherina solo se sospetti di aver contratto il nuovo coronavirus e presenti sintomi quali tosse o starnuti, oppure se ti prendi cura di una persona con sospetta infezione da nuovo coronavirus”.

A detta dell’Oms l’uso della mascherina aiuta a “limitare la diffusione del virus” ma “deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani”. L’Oms afferma inoltre che “la mascherina non è necessaria per la popolazione generale in assenza di sintomi di malattie respiratorie”.

Quale mascherina?

Insomma, secondo l’Oms la mascherina è utile solo in certi casi e se unita ad altre misure di igiene. L’Occidente ha seguito alla lettera queste indicazioni mentre in Asia, come abbiamo visto, la tendenza è di indossare queste protezioni individuali. Importante fare una distinzione tra i diversi tipi di mascherine.

Quelle chirurgiche, cioè di garza, servono al personale sanitario per proteggere i pazienti. Secondo Walter Ricciardi, membro esecutivo dell’Oms “Ai sani non servono assolutamente a niente. Non hanno nessuna protezione nei confronti del virus che penetra attraverso quei fogli di garza e quindi non proteggono”. Ci sono poi le mascherine Ffp2 e Ffp3, che sono quelle dotate di filtro e che – aggiunge Ricciardi – “proteggono veramente, ma devono essere utilizzate soltanto dal personale sanitario che cura i malati infettivi e dalle forze dell’ordine che in certe circostanze possono trovarsi in contatto coi malati”.

Due approcci a confronto

L’approccio occidentale considera le mascherine utili soltanto per i malati di coronavirus e per chi chi deve prendersi cura di loro. E ancora: le mascherine servono a immunodepressi e alle persone più esposte alle infezioni. Queste sono le raccomandazioni dette e ridette da innumerevoli esperti. Diverso, invece, l’approccio asiatico che lo considera quasi un dovere.

David Hui, un esperto di medicina respiratoria presso l’Università cinese di Hong Kong che ha studiato lo scoppio della Sars tra il 2002 e il 2003, ha detto al Time che è “buon senso” indossare una mascherina per proteggersi da virus contagiosi come il Covid-19. “Se ti trovi di fronte a qualcuno che è malato, la maschera darà protezione – ha spiegato Hui – La maschera fornisce una barriera dalle goccioline respiratorie, che è principalmente il modo in cui il virus si diffonde.”

Come se non bastasse i pazienti affetti da nuovo coronavirus hanno spesso sintomi lievi o addirittura assenti (è il caso degli asintomatici). Hui ha aggiunto che la mancanza di solide prove a sostegno dell’efficacia delle maschere contro il virus non è un motivo per respingerne l’uso, perché potrebbe non esserci mai una prova scientifica definitiva.