Diventa fotoreporter IMPARA DAI PROFESSIONISTI

Robbie Lawlor, criminale pregiudicato dublinese di 36 anni, è la 161esima vittima dal 2009 dell’accesa faida che si disputa sull’isola d’Irlanda per il commercio transfrontaliero della droga, per valori stimati di centinaia di milioni di euro. L’omicidio, avvenuto nella serata di giovedì, è avvenuto con un colpo da arma da fuoco, con l’unico sospettato – fermato con una valigia contenente 50mila euro – è stato rilasciato dalla polizia di Belfast su cauzione. L’episodio farebbe seguito ad un banalissimo furto di una sacca da ginnastica all’interno di una palestra locale, che ha portato alla regolazione dei conti tra le due gang attive sul territorio. Tuttavia, l’episodio non sarebbe che il cerino che ha innescato la reazione della banda, da incanalare all’interno di questioni molto più ampie e delicate, legate al commercio ed al contrabbando di sostanze stupefacenti.

Belfast è l’hub distributivo per il Regno Unito

Essendo un’isola ed essendo soggetta a particolare trattamento doganale, introdurre di contrabbando merce illegale all’interno del territorio britannico è sempre stato molto complicato per qualsiasi trafficante di merci e di stupefacenti. Tuttavia, un sentiero più semplice da seguire – grazie ai minori controlli doganali effettuati a Dublino – sarebbe proprio quello che permetterebbe alla droga di entrare nel Regno Unito tramite l’Irlanda del Nord, via terra dall’Eire. In questo modo, una volta superato il confine le merci sarebbero al sicuro da controllo doganale e trasportabili più facilmente verso il suolo britannico.

Questa particolare situazione ha contribuito alla nascita di numerose bande dedite al contrabbando di stupefacenti, generando un mercato da centinaia di milioni di euro; oltre ad incrementare i malviventi “iscritti” nella criminalità organizzata dell’isola. Mentre tuttavia sino all’altro giorno si pensasse che la maggioranza delle operazioni e delle tensioni si verificassero nella Repubblica d’Irlanda, l’ultima regolazione dei conti e il movente suggeriscono invece che il vero hub si trovi nell’Ulster britannica, nella capitale Belfast; e questa ipotesi ha messo in allarme l’intera polizia del Paese.

La faida tra gang e la piaga della droga irlandese

Dato il valore effettivo del mercato in gioco, è apparso chiaro sin da subito come le varie bande operanti nel settore criminale sarebbero entrate presto o tardi in conflitto.  Ciò accadde precisamente nel 2009, quando iniziarono le prime regolazioni dei conti svolte nel classico stile di guerriglia irlandese: con l’aiuto del buio e con colpi di arma da fuoco.

Questa tecnica di guerra – risalente sin alla formazione della prima Ira dopo l’insurrezione di Pasqua del 1916 – è alla base della particolare ferocia delle operazioni, che oltre ad allarmare la polizia Nordirlandese e la Garda di Dublino ha generato preoccupazioni anche nella popolazione. In questa contesa, Lawlor non è stato che la 161esima vittima degli scontri in meno di 12 anni: quasi una persona ogni mese. E soprattutto, la paura è che dietro alle azioni criminali ci possano essere proprio gli interessi dei più recenti gruppi indipendentisti cattolici della New Ira.

La Repubblica d’Irlanda è uno dei Paesi europei ad avere il più alto contrabbando illecito di stupefacenti. Mentre da un lato ciò sia dovuto al suo ruolo di canale d’ingresso verso il Regno Unito, dall’altro anche l’alta percentuale di utilizzo locale è una piaga che i governi non sono ancora riusciti a sconfiggere.

Essendo in buona parte dovuto alla particolare forma di pagamento molto utilizzata nel mercato e consistente nel riconoscimento dei compensi in merce da rivendere, il fenomeno ha generato un mercato indotto che ha colpito soprattutto la fascia più giovane della popolazione. E le ultime crisi economiche vissute dal Paese, in ultima battuta, non hanno aiutato nella gestione della situazione.

.
Sogni di diventare fotoreporter?
SCOPRI L'ACADEMY