Due medici per trans di fama mondiale lanciano l’allarme: nel mondo si sta davvero esagerando con il cambio di sesso sui minorenni. A dirlo Marci Bowers, medico che ha eseguito più di 2.300 interventi chirurgici di cambio del sesso durante la sua carriera – una specialista di vaginoplastica che ha operato – fra gli altri – la star dei reality televisivi Jazz Jennings – ed Erica Anderson, psicologa presso la Child and Adolescent Gender Clinic dell’Università della California a San Francisco. Entrambe fanno parte del World Professional Association for Transgender Health (WPATH), l’organizzazione che stabilisce gli standard mondiali per le cure mediche transgender. Intervistate da Abigail Shrier sul blog dell’ex giornalista del New York Times, Bari Weiss, Bowers ed Anderson hanno raccontato di aver tentato invano di pubblicare un articolo al New York Times nel quale provano a spiegare che molti operatori sanitari transgender stanno trattando i bambini “in modo avventato”. Una presa di posizione coraggiosa, difforme dal pensiero unico politicamente corretto, che i redattori del quotidiano liberal hanno prontamente cestinato.

I due medici transgender lanciano l’allarme

Bowers ed Anderson mettono fortemente in discussione le linee guida del WPATH, il quale raccomanda che per molti bambini disforici di genere la soppressione ormonale della pubertà inizi nelle prime fasi. Secondo il WPATH, infatti, i farmaci bloccanti della pubertà sono “interventi completamente reversibili”. Se un minorenne assume questi farmaci, dunque, può sempre tornare indietro, senza troppi problemi, secondo l’organizzazione. Ma è davvero così? Molti medici sollevano non pochi dubbi e preoccupazioni rispetto alle linee guida dell’organizzazione, all’interno della quale però non c’è spazio alcuno per il dissenso, come confermano i due medici che ora avanzano dubbi sull’uso smodato di bloccanti della pubertà. Farmaci che di conseguenze ne hanno, eccome. Caso emblematico quello della già citata Jazz Jennings, la persona più giovane a diventare un’icona transgender a livello nazionale negli Stati Uniti, operata da Bowers all’età di 17 anni.

Rischi per la salute e gravi conseguenze

Come spiega Shrier, come migliaia di adolescenti in America che soffrono della disforia di genere, Jazz aveva assunto bloccanti per la pubertà sin dall’età di 11 anni. All’età di 17 anni, il pene di Jazz aveva le dimensioni e la maturità sessuale di un bambino di 11 anni. Come Bowers ha spiegato a Jazz e alla sua famiglia prima dell’intervento, Jazz non aveva abbastanza pelle del pene e dello scroto con cui ricostruire la vagina. Quindi Bowers ha dovuto prendere un campione del rivestimento dello stomaco di Jazz per completare l’operazione. Inizialmente, l’operazione di Jazz sembrava fosse andata a buon fine, ma poco dopo ha detto ai medici di sentire un “dolore pazzesco”. Fu ricoverata di corsa in ospedale, dove la stava aspettando la dottoressa Jess Ting. “Mentre la stavo mettendo a letto, ho sentito qualcosa che scoppiava”, ha detto Ting in un episodio di “I Am Jazz”. La nuova vagina di Jazz – o neovagina, come dicono i chirurghi – si era divisa.

C’è un altro problema, di cui si tiene poco conto. “Bloccare” la pubertà, una fase così delicata dello sviluppo negli adolescenti, ha delle ripercussioni molto serie sul corpo umano poiché in questo periodo non solo si stimola la crescita degli organi sessuali ma anche l’appetito sessuale. “Se non hai mai avuto un orgasmo prima dell’intervento chirurgico, e poi la tua pubertà viene bloccata, è molto difficile averlo dopo”, spiega Bowers. “Lo considero un grosso problema, in realtà”. La stessa Jazz Jennings, in un episodio di “I Am Jazz”, Jazz ha rivelato di non aver mai provato un orgasmo e che potrebbe non essere mai in grado di provarlo. Anche quest’elemento viene taciuto da chi sostiene e promuove il cambio di sesso sui minori.

Anche in Italia sempre più transizioni di genere fra i minori

Il fenomeno della transizione di genere è in crescita in tutto l’occidente. Come conferma il Corriere della Sera, sono sempre di più, anche in Italia, i minori transgender che chiedono di poter cambiare sesso o di iniziare percorsi di transizione. “Solo nel nostro centro di Napoli, siamo passati dal singolo minore che ci ha chiesto assistenza psicologica nel 2005, quando abbiamo iniziato a occuparci di under 18, ai 31 presi in carico quest’anno” spiega al Corriere Paolo Valerio, ordinario di Psicologia clinica all’Università Federico II di Napoli e presidente dell’Osservatorio nazionale identità di genere (Onig). Solo nel 2015, fra aprile e dicembre, 1.013 minorenni inglesi sono stati sottoposti a terapie per il “disordine dell’identità di genere”, trattamenti che vanno dalla consulenza psicologica fino al bombardamento ormonale per bloccare lo sviluppo del paziente in vista del cambiamento chirurgico del sesso.