Steve Narvaez Jara voleva diventare un pilota, invece è stato pugnalato a morte fuori da un appartamento dell’East London. Il ragazzo stava studiando fisica e ingegneria aerospaziale e, a soli 20 anni, aveva tutta la vita davanti. Jara è stato uno dei quattro giovani londinesi accoltellati a 15 ore di distanza l’uno dall’altro e la prima vittima del 2018, a soli 206 minuti dall’inizio dell’anno. La morte del giovane ha segnato il doloroso inizio di un anno insanguinato per la capitale britannica.

Nel 2018 a Londra sono avvenuti 134 omicidi, il più alto numero da un decennio. Per la prima volta nella storia, Londra ha superato le turbolente strade di New York in quanto a numero di morti. Sembra che a guidare la violenza sia stata una combinazione letale di possesso di coltelli e cultura giovanile: almeno la metà delle uccisioni ha visto coinvolta un’arma da taglio e un terzo delle vittime aveva meno di 24 anni. Il sindaco Sadiq Khan ha puntato il dito contro i tagli alle forze di polizia e ha descritto l’ondata di violenza come “un flagello che ha devastato famiglie e intere comunità”.

Ma il problema delle armi da taglio nel Regno Unito va ben oltre la capitale. Con 285 casi da gennaio a marzo 2018, gli accoltellamenti fatali in Inghilterra e Galles hanno raggiunto il più alto livello mai registrato. Nel febbraio 2019 Birmingham, la seconda città più grande del Paese, ha visto morire tre adolescenti in soli dodici giorni per colpa di crimini legati alle armi da taglio. Nelle Midlands Orientali, tra il 2017 e il 2018 gli ospedali hanno registrato un aumento del 50% dei giovani finiti in rianimazione: tutti i 28 ragazzi erano stati accoltellati.

Queste cifre, però, non riescono a descrivere la componente umana del fenomeno. “Ogni morte è straziante: si parla di un essere umano con speranze, amori e aspirazioni” afferma il dott. Junior Smart della St. Giles Trust, un’organizzazione benefica operante negli ospedali che si occupa di contrastare la violenza. Il dott. Smart aggiunge: “È semplicemente sbagliato che un genitore debba seppellire il proprio figlio a causa di questa brutalità”.

L’aumento dei crimini con coltelli e pugnali esercita un’enorme pressione sul servizio sanitario. Secondo recenti statistiche, sono stati registrati quasi 5.000 ricoveri ospedalieri per ferite da arma da taglio, che hanno provocato un frenetico consumo di risorse sanitarie. Il professor Chris Moran, national clinical director di traumatologia, sostiene che sia sempre più difficile fornire le cure essenziali ai pazienti poiché lo staff esperto è costantemente impegnato a lottare per far fronte all’ondata di accoltellamenti. È un problema che non può essere risolto negli ospedali. Moran afferma: “Troppi giovani hanno la possibilità di comprare coltelli semplicemente camminando per la strada”. Quindi è lì, nella comunità, che la crisi deve essere affrontata.i Il governo sta finanziando con circa 220 milioni di sterline progetti di prevenzione mirati a impedire che i giovani possano scendere in strada armati con un coltello. I progetti riguarderanno i bambini a rischio di coinvolgimento criminale, che vanno guidati verso gruppi di supporto in modo da allontanarli dalle bande.

Secondo alcuni, questo approccio a lungo termine va a scapito di un’attività di polizia dura e immediata. Sir Denis O’Connor, ex assistente commissario della Metropolitan Police, ha criticato la strategia del governo descrivendola come “silenziosa sul tema della deterrenza”, sostenendo che il governo sia “più focalizzato sui suoi discorsi che sull’azione”. Per contrastare tali critiche, i ministri hanno approvato nuove misure di prevenzione della criminalità che possono essere applicate a tutti coloro che si sospetta portino coltelli, a patto che gli individui abbiano un’età dai 12 anni in su. Le misure di prevenzione includono coprifuoco, restrizione dell’uso dei social media e corsi di sensibilizzazione alla violenza; le porte del carcere invece potrebbero aprirsi per coloro che vengono sorpresi a violare le normative in materia di armi da taglio.

Uno specifico problema, tuttavia, viene citato più e più volte dalle forze dell’ordine che si trovano in prima linea: il numero di poliziotti. Durante il decennio in cui i crimini con armi bianche hanno raggiunto cifre record, il numero di agenti di polizia è sceso di 20mila unità. Per i poliziotti più esperti, questo parallelismo non può essere ignorato. Quando il primo ministro Theresa May ha respinto l’esistenza di una correlazione tra crimini con armi da taglio e numero di poliziotti, il capo della polizia di Londra Cressida Dick ha affermato che “senza dubbio” esiste un legame tra crimini violenti e numero di poliziotti.

La Dick e i suoi colleghi hanno dichiarato che per affrontare e fermare la piaga dei crimini con arma da taglio sono necessari tra i 200 e i 300 milioni di sterline: la polizia ha ricevuto solamente la metà di questa cifra. Il denaro, 100 milioni di sterline promessi dal ministero delle finanze, sarà destinato ai distretti di polizia delle aree dove la violenza è più alta. I finanziamenti alle forze di polizia sono diminuiti di quasi un quinto durante gli ultimi anni, l’aumento degli omicidi compiuti utilizzando coltelli è andato di pari passo. Secondo Sadiq Khan, il denaro extra equivale a “una goccia nell’oceano”. Gli agenti di polizia, però, hanno apprezzato l’aumento dei fondi a loro disposizione. Il National Police Chiefs Council ha dichiarato che il denaro può aiutare ad aumentare il numero di agenti che sorvegliano gli hotspot della criminalità, consentendo allo stesso tempo di avere un addestramento nazionale su come combattere la criminalità legata alle armi da taglio, per esempio acquistando sotto copertura coltelli da negozi sospetti oppure educando i giovani sui pericoli legati al porto di armi da taglio.

Forse, ciò che rende più fiduciosi sono i fondi che il governo sta indirizzando verso le cosiddette Violence Reduction Units (Vru). Basato su un rivoluzionario metodo utilizzato a Glasgow in Scozia- ex capitale europea dell’omicidio – il progetto è incentrato su un semplice principio: la violenza si può prevenire e non è inevitabile. Insieme al rafforzamento delle tradizionali tattiche di polizia (più perquisizioni, pene detentive più lunghe etc…) le Vru hanno adottato un approccio clinico nei confronti dei reati violenti. La maggior parte dei crimini avveniva nei quartieri più poveri della città scozzese, martoriati dalla droga. Notando questo fenomeno, la polizia ha iniziato a trattare la violenza come il sintomo di una malattia, una malattia chiamata deprivazione sociale. La priorità delle unità era affrontare il problema alla radice nel minor tempo possibile.

Le vittime di violenza venivano raggiunte in ospedale e a loro venivano offerti assistenza psicologica e un rifugio sicuro, in modo da allontanarle da un percorso fatto di vendette e ritorsioni. Coloro che si trovavano in carcere venivano indirizzati verso lavori socialmente utili e percorsi di formazione con finalità educative e occupazionali. Negli undici anni che sono trascorsi dalla nascita delle Vru, il numero di persone entrate negli ospedali di Glasgow per ferite da arma da taglio è diminuito del 65%. Nello stesso periodo, il numero di omicidi si è dimezzato. Non c’è da meravigliarsi se progetti simili stanno spuntando in tutto il Regno Unito.

Tuttavia, le neonate Vru e altri programmi di prevenzione della criminalità devono affrontare enormi problemi. Mentre la fiducia dell’opinione pubblica verso la polizia continua a crescere, la popolazione nera della Gran Bretagna rimane meno fiduciosa nei confronti delle forze dell’ordine. A Londra, è quattro volte più probabile che gli agenti di polizia usino la forza contro persone di colore piuttosto che contro bianchi. I giovani neri vengono sproporzionatamente selezionati per subire perquisizioni anche se, rispetto ai fermati bianchi, la polizia ha statisticamente meno probabilità di trovare prove di reato. Nonostante ciò, recenti analisi mostrano che un quarto delle vittime di accoltellamenti è di colore, la percentuale più alta mai registrata.

Questi problemi del sistema devono essere risolti se si vuole porre un freno all’ondata di crimini con armi da taglio nel Regno Unito. Governo, polizia e cittadini devono mettere in comune le loro risorse e coordinare le loro strategie nella speranza di una svolta. Se ciò non dovesse accadere, ci saranno altre centinaia di Steve Narvaez Jara: ragazzi giovani e pieni di speranze ridotti a una statistica sulla punta di una lama.

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