Occhio ai dati sulle vaccinazioni anti Covid. Il portale Ourworldindata sottolinea come, all’11 novembre, l’Italia possa vantare una delle percentuali migliori d’Europa, con il 72% della popolazione completamente vaccinata e il 5,2% in attesa di completare il ciclo. Totale: 78% di persone coperte da almeno una dose di vaccino. L’Olanda ha dati molto simili a quelli del nostro Paese: il 73% degli olandesi è stato completamente vaccinato, mentre il 3,1% ha fin qui ricevuto una dose. Totale: 76% di persone schermate dall’effetto dei vaccini.

Fatta eccezione per le dimensioni della popolazione (all’incirca 60 milioni di italiani contro quasi 18 milioni di olandesi), le due situazioni sono molto simili. Ebbene, l’Olanda ha registrato oltre 16mila infezioni da Sars-CoV-2 nelle ultime 24 ore, il numero più alto dall’inizio della pandemia. Poco importa se le autorità hanno somministrato i vaccini: i dati ufficiali hanno spinto i consulenti del governo a suggerire di attuare un lockdown parziale di circa due-tre settimane.

Secondo quanto riportato dall’emittente televisiva Nos, la nuova misura decreterebbe la cancellazione di eventi, la chiusura di teatri e cinema e l’anticipo degli orari di chiusura di bar e ristoranti, laddove le scuole resterebbero aperte. Una volta terminato il “lockdown parziale”, gli stessi esperti consigliano inoltre di limitare l’ingresso ai luoghi pubblici soltanto ai vaccinati o a chi di recente è guarito dal Covid-19. Nelle prossime ore l’esecutivo guidato da Mark Rutte comunicherà il da farsi nel corso di una conferenza stampa.

Contagi in aumento

La sensazione, insomma, è che l’Olanda si avvii verso un lockdown parziale. Le indiscrezioni vanno tutte in questa direzione. La scorsa settimana il governo ha reintrodotto l’ordine di indossare mascherine nei negozi e ampliato l’uso del passa vaccinale. Da allora, i casi sono aumentati. Negli ultimi sette giorni, infatti, 86.384 persone sono risultate positive al Covid-19, con una media di 12.341 al giorno. Il maggior numero di contagi è stato registrato ad Amsterdam, con 616 contagi, seguita da Rotterdam con 586 nuovi casi, L’Aia con 389 e Utrecht 263. Negli ospedali sono ora ricoverate 1.699 persone a causa del Covid-19, il numero più alto dal 23 maggio.

Nel frattempo, il ministro della Salute, Hugo de Jonge, ha chiesto una raccomandazione urgente sulla necessità di una dose di richiamo per le persone che hanno ricevuto il vaccino monodose di Johnson & Johnson. E questo perché alcuni studi dimostrerebbero che la loro protezione si sarebbe affievolita più velocemente rispetto ad altri vaccini. In ogni caso, le autorità offriranno dosi di richiamo dei vaccini contro il Covid-19 alle persone di età superiore agli 80 anni a partire da dicembre. Poi toccherà agli ultrasessantenni e al personale sanitario in contatto diretto con i pazienti.

L’ombra del lockdown

Anche se non tutte le nazioni europee hanno la stessa percentuale di vaccinati, stiamo assistendo a un incremento dei contagi nonostante l’ampio utilizzo di vaccini anti Covid. Addirittura, come nel caso dell’Olanda, c’è chi ha registrato i numeri più alti da quando è scoppiata la pandemia. Sapevamo che i vaccini non avrebbero potuto, da soli, evitare nuove ondate. Ci aspettavamo però, come più volte ripetuto dagli esperti, di non ritrovarci più con il fiato sul collo e con il timore di nuove misure restrittive.

A quanto pare, lo spettro del lockdown potrebbe invece tornare presto a frequentare i nostri incubi. Lo hanno già rinominato “mini lockdown” o anche “lockdown parziale” (oppure “lockdown per i non vaccinati”). Qualunque sia il suo nome, l’Olanda si avvia nuovamente a chiudersi a riccio. L’Italia al momento sta reggendo l’urto, anche se diverse regioni iniziano a far registrare dati preoccupanti (soprattutto nell’area Nord-Est del Paese). Il ministro della Salute Roberto Speranza ha dichiarato a Repubblica che “quanto all’ipotesi di nuovi futuri lockdown generalizzati, non si può paragonare la stagione delle misure più radicali all’attuale”. Una frase emblematica che non può certo far dormire sogni tranquilli. L’Olanda, da questo punto di vista, è più che un esempio.

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