L’Unione europea starebbe pensando di vietare il fumo delle sigarette (pure quelle elettroniche) in alcuni luoghi come le fermate degli autobus, le terrazze dei bar, le aree gioco per bambini, nonché nelle piscine all’aperto e nei parchi di divertimento.
In attesa di capire come si svilupperanno le discussioni in quel di Bruxelles, il piano andrebbe ad integrare le attuali linee guida del 2009 volte a ridurre l’esposizione al fumo passivo nei luoghi pubblici, nei luoghi di lavoro e nei trasporti pubblici.
Le linee guida, che non saranno giuridicamente vincolanti, verranno impiegate dalla Commissione europea per fornire agli Stati membri dell’Ue un quadro da usare come riferimento per frenare le malattie correlate al tabacco.
Le nuove raccomandazioni della Commissione, ha spiegato il sito Politico, andrebbero a riguardare non solo le sigarette tradizionali, ma anche i “prodotti del tabacco riscaldato” e le sigarette elettroniche, con o senza nicotina. L’idea, in ogni caso, consisterebbe nell’estensione del divieto di fumo in vari spazi all’aperto, un aspetto che fin qui è sempre stato regolamentato, caso per caso, dai singoli Stati membri.

Il fumo negli spazi pubblici: le mosse dell’Ue
Gli ultimi numeri ci dicono che la percentuale di fumatori nell’Ue è diminuita solo di un punto percentuale in tre anni, ed è questo che avrebbe suscitando richieste di ulteriori misure di controllo del tabacco. Non solo: quasi un quarto (24%) della popolazione dell’Unione europea rientrerebbe nella categoria dei fumatori.
In base alle ipotetiche nuove linee guida, le aree esterne o semi-esterne, definite come spazi parzialmente coperti o chiusi, come tettoie, balconi, portici e cortili, associate a esercizi di servizi quali ristoranti, bar e caffetterie, dovrebbero diventare zone vietate al fumo.
L’eventuale provvedimento dovrebbe interessare anche gli snodi dei trasporti pubblici, tra cui le fermate degli autobus e gli aeroporti, e sarà vietato fumare anche nelle aree esterne collegate a luoghi di lavoro, ospedali e case di cura. Saranno presumibilmente incluse anche le aree ricreative in cui sono presenti bambini, e quindi parchi giochi pubblici, parchi di divertimento, piscine e zoo, così come le strutture educative, dagli asili nido alle università.

Il modello asiatico
Finirà un’era per i fumatori? In Europa sono già emerse le preoccupazioni dei tabagisti più o meno incalliti, spaventati di non poter più dare sfogo al loro vizio.
In Asia, continente definito da Statista Country Outlook la Globe’s Smoking Stronghold – e cioè la “roccaforte dei fumatori del pianeta” – non sembrano esserci simili timori. E questo nonostante le leggi emanate dai vari governi della regione siano rigidissime nei confronti dell’arte fumatoria.

In Cina, dove vive un fumatore su tre del mondo, è vietatissimo fumare in aeroporti (a meno di rarissime smoking area) e nelle aree pubbliche al chiuso. I regolamenti, già da qualche anno, stabiliscono inoltre che le zone fumatori all’aperto negli spazi pubblici non debbano essere posizionate sui percorsi pedonali.
La realtà spesso dice ben altro ma i provvedimenti parlano chiaro. Così come chiarissimi appaiono quelli adottati da Singapore, Malesia, Giappone e Corea del Sud, dove la pressione nei confronti dei fumatori è spinta ancora più in alto: si può fumare soltanto all’interno di apposite aree.
In attesa di capire quale percorso vorrà intraprendere l’Ue, immaginare di liberare le città dal fumo imitando i modelli asiatici potrebbe non essere un’utopia. Al contrario, sarebbe un compromesso che accontenterebbe tutti. Forse.
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