Il quadro epidemiologico della Germania è in peggioramento ed il Paese potrebbe non essere in grado di allentare le misure restrittive in vista della Pasqua. Le dichiarazioni, sconfortanti, del ministro della Salute Jens Spahn sembrano aver preso atto di una situazione tutt’altro che rosea. Il tasso di incidenza settimanale del Covid-19 sta accelerando ed è passato dai 90 casi per 100mila abitanti di questo giovedì ai 95 registrati nella giornata di venerdì. La progressione è ancora più evidente se si considera che, circa due settimane fa, l’incidenza nell’arco dei sette giorni era di poco superiore ai 60 casi di Covid-19 ogni 100mila abitanti. La curva dei contagi è tornata ad innalzarsi e questo sviluppo è destinato a scombinare i piani del governo tedesco, che aveva da poco raggiunto un compromesso con i 16 Land per allentare il lockdown in vigore dal 16 dicembre.

Notizie poco incoraggianti

Il piano del governo federale, strutturato in cinque fasi, è operativo da alcune settimane ed ha portato al ritorno della didattica in presenza per gli alunni più giovani ed alla riapertura dei negozi dei fiori, dei barbieri e parrucchieri. A partire dall’8 marzo hanno potuto riaprire, con eventuali limitazioni legate all’incidenza locale, anche i negozi non essenziali, i musei, gli zoo ed i giardini e sono state allentate le restrizioni sugli sport all’aria aperta. Il piano include, però, anche una clausola che prevede un ritorno alle restrizioni più dure qualora l’incidenza superi i 100 casi per 100mila abitanti e sembra che questo scenario sia destinato a concretizzarsi nel breve termine. Con ovvie ricadute dal punto di vista economico e psicologico.

Angela Merkel ed i 16 leader regionali si incontreranno lunedì per parlare della possibile estensione del lockdown. La cancelliera ha dichiarato di aver sperato di non dover reintrodurre le misure restrittive così in fretta ma ha anche chiarito che gli ultimi sviluppi lo renderanno, con tutta probabilità, inevitabile. Il governo è preoccupato dalle vacanze pasquali ed ha invitato i cittadini a non viaggiare ed a limitare gli incontri unicamente ai familiari più stretti. La variante britannica del Covid-19, più contagiosa, è ormai predominante in Germania e contribuisce al 72 per cento di tutti i casi del paese. Un mese e mezzo fa la proporzione era di appena il 6 per cento e questo rapido aumento è comune a quanto sperimentato da altre nazioni come Repubblica Ceca e Slovacchia. La presenza della variante britannica, come dichiarato dall’Istituto Robert Koch ( responsabile per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive in Germania), potrebbe portare ad un aumento delle infezioni più serio di quello verificatosi a Natale. I medici tedeschi che lavorano nei reparti di terapia intensiva si sono recentemente chiesto al governo di imporre un lockdown parziale nel timore che la terza ondata possa provocare un collasso del sistema sanitario. L’assenza di misure stringenti potrebbe portare, secondo i dottori, all’occupazione di 5 o 6mila posti letto in terapia intensiva contro i 2800 che erano occupati al 15 marzo.

Il possibile futuro politico

La delusione per un lockdown che dura ormai da quattro mesi e le problematiche incontrate dalla campagna vaccinale stanno iniziando ad erodere il consenso popolare di cui godevano Angela Merkel ed il suo partito, l’Unione Cristiano Democratica (CDU). Il movimento ha subito una cocente sconfitta alle elezioni locali che si sono svolte nel Baden-Wurttemberg, dove ha ottenuto il 23.9 per cento dei voti rispetto al 28 per cento conseguito nel 2016 e nella Renania-Palatinato, dove il partito si è fermato al 26.5 per cento dei voti mentre nel 2016 aveva sfiorato il 32 per cento. Le consultazioni erano considerate una cartina tornasole in vista delle elezioni federali che si svolgeranno a settembre e che segneranno la fine del lungo cancellierato di Angela Merkel. I sondaggi realizzati negli ultimi giorni certificano le difficoltà della CDU, il cui gradimento è in netto calo ma che riesce ancora a piazzarsi al primo posto rispetto agli altri partiti tedeschi, con una percentuale di voti che dovrebbe essere compresa tra il 29 ed il 31 per cento del totale. Quello che accadrà nei prossimi mesi si rivelerà  decisivo per le sorti dell’Unione Cristiano Democratica e del suo nuovo segretario Armin Laschet. Il superamento della crisi provocata dal Covid-19 potrebbe consentire al movimento di recuperare terreno e di vincere le consultazioni federali ma per far sì che ciò accada è necessario che si verifichi un netto cambio di passo ed un ritorno ad una crescita economica consistente. L’opinione pubblica tedesca ha bisogno di normalità e potrebbe rivolgersi a Socialdemocratici e Verdi qualora queste esigenze non verranno soddisfatte.

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