Il rimbalzo dell’oro sul mercato mondiale sta mettendo a rischio i territori indigeni nell’Amazzonia brasiliana. Il prezzo della risorsa, bene rifugio per eccellenza, è in crescita a causa della pandemia ed ha toccato, nel mese di agosto, i 2100 dollari l’oncia (+35 per cento da inizio anno). Il problema è che più del 20 per cento delle terre indigene, secondo quanto rivelato dall’Istituto per le risorse mondiali , è esposto a concessioni minerarie ed attività illegali e, come segnalato dal Folha di San Paolo, le esportazioni di oro brasiliano sono cresciute del 35 per cento da gennaio ed agosto. Un giro di affari invitante e pericoloso che ha colpito, in un modo o nell’altro, il 31 per cento di tutte le riserve in Amazzonia, già sotto pressione a causa dell’allevamento intensivo, delle coltivazioni di soia e della deforestazione.

Un disastro annunciato

Un sondaggio, realizzato nel 2019 dall’istituto demoscopico Datafolha, ha mostrato come l’86 per cento dei cittadini brasiliani è contrario allo svolgimento di attività minerarie nei territori indigeni che, però, sono state incoraggiate da un controverso disegno di legge presentato dal Presidente Jair Bolsonaro. Il disegno di legge è stato presentato al Congresso nel mese di febbraio ma il Presidente della Camera dei Deputati Rodrigo Maia, pur non ritenendolo incostituzionale, ha deciso di posticiparne la votazione. Il Ministero delle Miniere e dell’Energia ha dichiarato all’emittente pubblica tedesca Deutsche Welle (le parole sono riportate dal sito ecowatch.com) che lo scopo della proposta è quello di “regolamentare le attività” nelle terre indigene. Un processo che, secondo il Ministero, dovrebbe avvenire nell’ambito di “consultazioni con le comunità”, che potrebbero prendere parte alle attività estrattive. Il rischio è quello di provocare un disastro ambientale e sanitario dato che molti cercatori d’oro hanno deciso di continuare ad operare anche nel bel mezzo della pandemia. Il Covid-19 ha colpito duramente il Brasile, che ha registrato oltre 5 milioni di casi di infezione provocati dal virus SARS-CoV-2, ma potrebbe avere un effetto devastante sulle popolazioni indigene, vittime della povertà ed ai margini della società brasiliana.

Una condizione di miseria

Buona parte delle popolazioni dell’Amazzonia è vulnerabile nei confronti delle malattie infettive. Il razzismo presente nel Paese impedisce loro di accedere al mercato del lavoro, a servizi educativi ed a cure mediche degne di questo nome. I timori sono peraltro giustificati da lontani ricordi ancestrali: il 90 per cento degli indigeni delle Americhe è perito a causa degli effetti della colonizzazione europea, in particolare modo in seguito alle infezioni provocati dai virus importati dal Vecchio Continente. Le federazioni indigene amazzoniche hanno lanciato una serie di progetti per mitigare le ricadute socio-economiche provocate dalla pandemia ma non si tratta di un compito facile. Le popolazioni locali vivono in diversi contesti abitativi: dalle comunità isolate dal resto del mondo e lontane alcuni giorni di canoa dalle strade più vicine a quelle che popolano le città e che hanno bisogno di un costante afflusso di denaro per poter sopravvivere.

L’isolamento sociale, in molti devono attraversare enormi distanze per poter beneficiare della sanità pubblica e l’assenza di protocolli specifici destinati agli indigeni pongono queste persone in una condizione di doppia vulnerabilità. Il personale sanitario, che avrebbe lo scopo di proteggere queste popolazioni dal Covid-19, si è trasformato, insieme ai minatori illegali, in un pericoloso vettore della malattia ed ha contribuito ad infettare molte persone che vivevano in territori isolati. I confini delle riserve indigene dovrebbero essere protetti dagli agenti inviati dal governo centrale ma le loro attività sono state ridimensionate a causa dei tagli del budget e del ricollocamento del personale. Pescatori, bracconieri e chiunque pratichi un’attività illegale è così in grado di fare il suo ingresso nei territori, di compiere attività illegali e potenzialmente di infettare le persone. Una situazione drammatica che, molto probabilmente, non è al centro dell’agenda politica del presidente Bolsonaro e della classe politica della nazione.

Un Natale di pace per i Cristiani che soffrono
DONA ORA
Un Natale di pace per i Cristiani che soffrono
DONA ORA