È il momento del Giappone. Tutti ne parlano, tutti vorrebbero andarci, tutti sognano qualsiasi cosa incarni l’atmosfera nipponica: dal romanzo ambientato a Tokyo con un gatto in copertina al ramen inzuppato nel brodo. Nonostante questo Paese sia finito sotto i riflettori, travolto da un turismo di massa senza precedenti, e si trovi in cima alla lista dei desideri di milioni di viaggiatori, c’è un suo lato oscuro (e invisibile) che cresce di pari passo con la sua fama.
La citata Tokyo, tentacolare megalopoli da 10 milioni di abitanti – che diventano poco meno di 40 milioni considerando l’immensa area metropolitana – si sta trasformando in un’insolita meta di turismo sessuale.
Se negli anni d’oro del boom economico del Giappone, diciamo tra gli anni ’70 e ’80, il popolo maschile nipponico era solito avventurarsi nel Sud-est asiatico, tra Thailandia e Filippine, per assaporare il sapore di incontri illeciti e folli nottate a baso di sesso, oggi la situazione si è capovolta. Sono gli stranieri che adesso accorrono nella capitale giapponese per praticare turismo sessuale, complice lo yen sempre più debole e la povertà in aumento.

Tokyo a luci rosse
Il South China Morning Post ha acceso i riflettori su un parco di Tokyo, Okubo Park, nel quartiere Kabukicho di Shinjuku, diventato sinonimo del commercio sessuale della città.
Qui un crescente numero di giovani donne aspetta i clienti – per lo più stranieri, in primis cinesi – da prima ancora che tramonti il sole e per gran parte della notte. Queste adolescenti, dai 19-20 anni in su, si rivolgono all’industria del sesso per sopravvivere, per coprire vecchi debiti o spese di vita quotidiana.
!Gli uomini vagano nella zona con gli occhi puntati qua e là alla ricerca della candidata perfetta con la quale soddisfare i propri desideri”, ha scritto il quotidiano Japan Times descrivendo la scena tipica del nuovo epicentro del piacere di Tokyo.
Attenzione però, perché a Okubo Park non ci sono papponi, ma solo uomini in cerca di sesso a pagamento e giovani donne pronte a concedersi. Il parco di Kabukicho è dunque diventato un punto caldo per la prostituzione di strada non regolamentata, parte della quale coinvolge anche minorenni che si impegnano in sesso non protetto. Violenza e molestie sono diffuse, e la zona è sempre più pericolosa, in netto contrasto con l’immagine del Giappone come Paese sicuro.
In cerca di sesso
“Il parco Okubo sta diventando parte integrante dell’esperienza turistica per i visitatori stranieri”, ha dichairato al Scmp Kazuna Kanajiri, rappresentante di Paps, un’organizzazione no-profit che offre supporto alle vittime di violenza sessuale. A volte i turisti stranieri arrivano in gruppo, accompagnati da un interprete che li aiuta a negoziare con le ragazze.
“A Kabukicho qualunque donna cammini in giro da sola viene avvicinata da persone che cercano di reclutarla per attività sessuali”, ha proseguito Kanajiri. “La realtà è che il Giappone è diventato un Paese in cui gli uomini stranieri possono ottenere giovani donne e sostanzialmente acquistare servizi sessuali”, ha affermato Kazunori Yamanoi del Partito Democratico Costituzionale del Giappone, il principale partito di opposizione del Paese.
La polizia ha intensificato i controlli nel quartiere ma il fenomeno persiste. Ricordiamo che in Giappone comprare e vendere sesso a pagamento è illegale, ma il divieto è limitato alla sola penetrazione. La legge anti prostituzione in vigore, inoltre, impone una pena fino a sei mesi di prigione e una multa fino a 10.000 yen, ma solo per il venditore del servizio e non per l’acquirente. Detto altrimenti, se un uomo paga per fare sesso all’Okubo Park, per la legge non sarebbe colpevole. L’unica responsabile? La ragazza.


