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Calano i contagi in tutta Europa, anche se resta alta l’allerta sulle varianti del virus. Nel Vecchio Continente i casi che si registrano ogni settimana sono ancora oltre un milione. Numeri che restano alti ma che, secondo i dati dell’Oms, nelle ultime quattro settimane sarebbero ininterrottamente in discesa, così come si è inclinata verso il basso anche la curva dei nuovi decessi.

La Germania si blinda per paura delle varianti

I tassi di infezione stanno diminuendo progressivamente anche in Germania. Ma il Paese si blinda per il timore della diffusione delle varianti del virus. La scorsa settimana la cancelliera Angela Merkel ha deciso assieme ai governatori dei Land tedeschi di prorogare il lockdown fino al prossimo 7 marzo. Non solo. Le frontiere con il Tirolo austriaco e la Repubblica Ceca sono sigillate proprio per l’alto numero di casi collegati alle mutazioni del virus.

L’ingresso nel Paese, per chi arriva da queste aree, è consentito soltanto ai cittadini tedeschi o residenti in Germania, e a poche categorie di lavoratori. Tutti devono registrarsi online e munirsi di certificato di negativitĂ  al Covid. I controlli saranno serrati, ha annunciato il ministro dell’Interno, Horst Seehofer. Ma la decisione del governo tedesco fa discutere.

“Il virus non sarĂ  fermato dalle frontiere chiuse”, ha attaccato nei giorni scorsi la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, che ha avvertito: “Tornare ad un’Europa dei confini chiusi è sbagliato”. Ma il ministro dell’Interno, sulla Bild, ha replicato secco: “La commissione ha fatto abbastanza errori, dovrebbe sostenerci piuttosto che ostacolare con i suoi consigli”.

L’incubo delle mutazioni del virus

Insomma, il governo di Angela Merkel tira dritto. Le riaperture ci saranno soltanto quando il tasso di infezione scenderĂ  sotto quota 35 nuovi casi ogni 100mila abitanti per settimana. Gli ultimi dati diffusi dal Robert Koch Institut parlano di un calo settimanale di 2.100 nuovi positivi e di 138 decessi in meno. Ma l’incidenza nazionale su sette giorni calcolata su 100mila abitanti è al 60,1. Un numero ancora lontano dal target fissato dalla cancelliera.

“Il virus – ha insistito la scorsa settimana la Merkel in una conferenza stampa con i governatori – non guarda ai giorni del calendario ma ai numeri delle infezioni”. E la diffusione delle varianti, ha avvertito, può “distruggere” i traguardi raggiunti finora grazie ai mesi di lockdown. A Berlino sono giĂ  405 i casi di persone infettate dai nuovi ceppi del Covid, oltre il 10 per cento del totale dei casi. In un centinaio di pazienti si tratta della variante britannica. Dilek Kalayci, la ministra della Salute del Land, sostenitrice del lockdown, ha avvertito che se le mutazioni dovessero divenire dominanti “la dinamica delle infezioni sarebbe totalmente diversa”.

Il mea culpa della Merkel e la rabbia dei commercianti

Il lockdown “non durerĂ  un giorno in piĂą del necessario”, ha promesso la Merkel la scorsa settimana. Ma le parole d’ordine restano “prudenza” e “attenzione”. Visto che, per stessa ammissione della cancelliera, la seconda ondata poteva essere contenuta se il governo avesse preso da subito provvedimenti piĂą restrittivi. “Non abbiamo adottato misure di chiusura delle attivitĂ  con sufficiente tempestivitĂ  o con la dovuta sistematicitĂ , pur a fronte dei segnali dell’arrivo di una seconda ondata e delle grida di allarme lanciate da vari scienziati”, ha ammesso la cancelliera in un discorso al Bundestag pronunciato qualche giorno fa.

Nel frattempo, però, monta la rabbia dei commercianti. Stefan Genth, direttore esecutivo dell’Associazione del commercio di Germania (Hde), intervistato dall’emittente televisiva Ard avverte che per il 20 per cento delle imprese, senza altri aiuti da parte dello Stato, l’unica alternativa resta il fallimento. E il totale potrebbe salire al 57 per cento nel secondo semestre dell’anno, con la perdita di almeno 250 mila posti di lavoro.

L’affondo dell’Afd: “Non ci sono basi scientifiche per il lockdown”

“Non solo gli aiuti economici forniti fino ad oggi sono stati inadeguati, ma gran parte di essi non ha ancora neppure raggiunto le imprese, il miglior aiuto per i nostri imprenditori è quello di porre fine immediatamente al lockdown per far ripartire il lavoro”, attacca Sebastian Münzenmaier, vicepresidente del gruppo Alternative für Deutschland (AfD) al Bundestag e presidente della Commissione parlamentare per il Turismo. Per il principale partito tedesco di opposizione la decisione di prorogare il lockdown è sbagliata, “sproporzionata” e “non è basata su alcuna prova scientifica”.

“Da mesi – spiega il deputato ad Inside Over – in linea con le posizioni di scienziati e virologi di fama chiediamo un cambio di rotta nella gestione della pandemia”. “Vogliamo dare una protezione speciale ai gruppi a rischio, specialmente nelle case di riposo, e considerare opzioni diverse come orari di apertura speciali nei negozi, l’uso dei taxi per i gruppi a rischio e un sistema di tracciamento piĂą efficiente”.

Su una cosa sola è d’accordo con la cancelliera: “Il governo federale non è solo stato troppo esitante la scorsa estate, ma è pienamente responsabile del caos che si è creato fin dall’autunno del 2020”. “A livello nazionale non è stato ordinato un numero sufficiente di vaccini e il risultato – conclude – è stato un altro blocco che continua ancora oggi, rischiano di portando centinaia di migliaia di persone alla disoccupazione e alla rovina personale ed economica”.

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