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Il celebre regista 89enne Woody Allen, icona del cinema mondiale, è stato recentemente al centro di un’ennesima controversia tanto ingiustificata quanto vergognosa. Durante un intervento in collegamento video alla Settimana Internazionale del Cinema di Mosca, il regista americano ha espresso il suo profondo apprezzamento per il cinema russo, ricordando con entusiasmo un incontro a New York con il leggendario regista sovietico Sergei Bondarchuk e la visione del monumentale Guerra e pace, un capolavoro di sette ore che lo ha profondamente colpito.

Cos’ha detto Woody Allen

Parlando dal soggiorno di casa sua, in un dialogo informale con il regista russo Fyodor Bondarchuk, Allen ha condiviso ricordi personali e un sincero amore per la cultura cinematografica russa, citando le sue visite a Mosca e San Pietroburgo. Parole di apprezzamento verso due città e verso la cultura cinematografica russa. Qual è il problema? Eppure, queste parole, che non sono altro che un tributo alla storia del cinema, sono state strumentalizzate per alimentare l’ennesima polemica pretestuosa, che nulla ha a che fare con la guerra in Ucraina ma rientrano in una vera e propria crociata ideologica contro tutto ciò che riguarda la Russia e la sua storia.

L’affondo di Kiev e la replica del regista

Il ministero degli Esteri ucraino ha condannato la partecipazione di Allen in videocollegamento al Festival del Cinema di Mosca. In un post sui social media, il ministero ha dichiarato: “La partecipazione di Woody Allen alla Settimana Internazionale del Cinema di Mosca è una vergogna e un insulto al sacrificio degli attori e registi ucraini uccisi o feriti dai criminali di guerra russi nella loro guerra contro l’Ucraina”.

Ha aggiunto che Allen, partecipando a un festival che riunisce sostenitori di Putin, “chiude gli occhi di fronte alle atrocità commesse dalla Russia in Ucraina ogni giorno da 11 anni” e che “la cultura non deve mai essere usata per sbiancare crimini o servire come strumento di propaganda”. Non si comprende a quale titolo il ministero degli Esteri ucraino dica a un cittadino americano – in questo caso, ma potrebbe essere di qualsiasi altra nazionalità – cosa debba o non debba fare. Fatto ancor più grave, il regista è stato inserito nel controverso database Myrotvorec, il quale informazioni personali su coloro che sono considerati “nemici dell’Ucraina“.

In risposta, Allen ha chiarito la sua posizione in una dichiarazione al Guardian: “Per quanto riguarda il conflitto in Ucraina, credo fermamente che Vladimir Putin sia completamente nel torto. La guerra che ha causato è spaventosa. Tuttavia, qualunque cosa abbiano fatto i politici, non credo che interrompere le conversazioni artistiche sia mai un modo per aiutare“.

È chiaro dunque che l’anziano e geniale regista di Io e Annie e Manhattan sia stato trascinato nell’ennesima crociata ideologica nella quale nemmeno l’arte e la cultura vengono risparmiate. Il tutto ripescando le trite e ritrite accuse moralistiche che riguardano la sua vita privata. Disgustoso.

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