Ufficialmente al momento non è stato registrato alcun caso di contagio da nuovo coronavirus, ma vista la situazione in cui si ritrova da anni al suo interno e visti i numeri già fatti registrare dai vicini, la Libia adesso prova a blindarsi. Anzi, sembra essere iniziata una vera e propria guerra nella guerra: sia il governo di Fayez Al Sarraj che l’esercito guidato da Khalifa Haftar, hanno come obiettivo quello di colpire la propaganda e dimostrarsi ciascuno più pronto dell’altro nel prendere misure di prevenzione dell’epidemia. E dunque, quel nemico comune che risponde al nome di Covid-19 non sembra al momento in grado di far avvicinare le parti.
A Tripoli si blindano mentre Haftar lancia prevenzione
Come già descritto nei giorni scorsi in questo articolo per InsideOver, il governo stanziato nella capitale ha varato una serie di misure che prevedono, tra le altre cose, la chiusura di porti ed aeroporti oltre che la blindatura dei confini. Solo per rari casi le autorità di Tripoli possono dare il benestare per l’accesso in territorio libico, con l’obiettivo quindi di contenere il più possibile l’arrivo di possibili infettati dall’estero. Difficile capire in che modo un governo, quale quello di Al Sarraj, possa in qualche modo far rispettare molti di questi divieti, che riguardano anche locali, sale da ballo e negozi: una chiusura molto simile a quella attuata in Italia e che per il premier libico, in difficoltà nell’avere il controllo del territorio in mano alle milizie a lui vicine, non sarà semplice renderla operativa.
Le misure approvate da Al Sarraj comunque, sono state mostrate dai media a lui vicini come segno dell’attenzione di Tripoli alla pandemia da coronavirus. Dall’altra parte del paese, il generale Haftar ha risposto schierando il suo migliore reparto, ossia la brigata 155, per disinfettare e sterilizzare l’aeroporto di Bengasi. Non solo: dal quartier generale del Libyan National Army, hanno fatto sapere di aver varato un piano generale per il contrasto del coronavirus nel paese. Ed in tal senso, dalla Cirenaica hanno annunciato la predisposizione di nuovi interventi di sterilizzazione nei punti più delicati ed importanti della regione. A questo, occorre aggiungere anche l’annuncio di controlli più mirati nei porti e negli aeroporti per evitare il transito di possibili contagiati provenienti dall’estero. Lo stesso Haftar poi, in questo mercoledì ha annunciato un coprifuoco nelle aree controllate dal suo esercito che va dalle 23:00 alle 6:00 del mattino. Nel frattempo proprio il suo portavoce Al Mismari ha dichiarato di esseri messi in isolamento a seguito di un viaggio operato all’estero.
I messaggi di solidarietà all’Italia
In questo contesto comunque, occorre sottolineare come sia dalla parte occidentale che orientale del paese sono arrivati messaggi di incoraggiamento al nostro paese. Non certamente un fatto scontato, visti gli altalenanti rapporti degli ultimi mesi tra alcune parti libiche e l’Italia. Se la solidarietà espressa ufficialmente dal governo di Al Sarraj era comunque attesa, con l’esecutivo di Tripoli che ha inviato un messaggio di vicinanza a Roma, diversa è la situazione invece per le parole espresse da diversi capi tribali. Basit Al Hussein, membro del consiglio tribale libico, ad AgenziaNova ha dichiarato, con riferimento alla prova che stanno affrontando gli italiani contro il coronavirus, che “Un popolo con tale forza e determinazione sarà vittorioso alla fine”.
L’ambasciata libica a Roma, ha poi ufficialmente espresso la vicinanza di tutta la missione diplomatica e tutta la comunità libica al nostro paese: “Siamo solidali con gli amici, il governo e il popolo italiano nella loro campagna contro l’epidemia di coronavirus – si legge in una dichiarazione dell’ambasciata – Siamo tutti una mano, a Dio piacendo, per sradicare questa epidemia”.
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