A New York City qualcuno ha deciso di combattere i crimini cibernetici che riguardano la pedofilia e gli abusi sessuali creando una task force esperta di “Dark Web” e social network che impiega piattaforme sviluppate dalla divisione per le ricerche avanzate del Pentagono. A volerlo è stato il procuratore distrettuale di Manhattan, Cyrus Vance, che ha deciso di investire decine di milioni di dollari per mettere a servizio dei newyorkesi i mezzi più sofisticati di cui la moderna tecnologia ci ha dotati.

Come si apprende da La Stampa, il procuratore distrettuale – eletto nel 2011 – ha mosso una guerra contro tutte le violazioni della dignità dei minori su Internet, che spesso, ignari dei rischi che una parte di società deviata può covare, diventano prede del cosiddetto “Sex trafficking“: ossia “oggetto” di vendita e contrabbando di pornografia infantile che li vede come vittime di abusi o di agghiaccianti “stupri online” proiettati in video streaming. Spesso consumati sul corpo di bambini o bambine di pochissimi anni. Questo genere di crimini sono “in crescita esponenziale“, avverte il procuratore distrettuale di Manhattan, ma “l’opinione pubblica rimane distaccata”, ha proseguito nell’intervista concessa in esclusiva al quotidiano torinese. E questo nonostante scandali sessuali sempre più frequenti, si pensi al caso Weinstein (anche se ben diverso), o al controverso caso Epstein.

Per questo motivo tra 600 magistrati e 800 funzionari del suo “piccolo esercito” che combatte i crimini più disparati che avvengono nella tentacolare metropoli americana è stata istituita una nuova particolare unità, specializzata in crittografia e mezzi di comunicazione che offrono il servizio di scambio materiale multimediale e video streaming: il luogo dove vengono adescati e corrotti minori, o contrabbandati materiali pornografici illegali. La Task force opera sia sulla rete internet comune – quella che siamo in grado di consultare tutti – ma che anche nel cosiddetto Dark web: il mondo online cui hanno accesso solo gli hacker e coloro che vogliono compiere azioni, spesso illecite, senza essere tracciati. Il fenomeno della violazione dei minori, che viene amplificato dalla vendita e dal passaggio di materiale pedopornografico, è raccapricciante nelle sue manifestazioni, e ripercuote gravi conseguenze sulla crescita delle giovani vittime, che possono riportare gravi traumi psicologici.

L’unità speciale che combatte il “sex trafficking”, opera al sesto piano del numero 80 Centre Street, e fa parte del più grande  Cybercrime Bureau. È stata chiamata Human Trafficking Response Unit, e viene descritta come un ambiente “fantascientifico”, dove esperiti del mondo cibernetico elaborano dati al computer per incrociare informazioni e decodificare telefoni cellulari sequestrati sui diversi luoghi del crimine. Il procuratore Vance ha spiegato come i suoi esperti adottino “due strumenti chiave”: una piattaforma digitale per scandagliare milioni di messaggi scambiati sul Dark web, e intercettare avvisi pubblicitari, foto sospette, e conversazioni possibilmente pericolose, in modo da scoprire le fasi iniziale di un tentativo di adescamento, e bloccarlo sul nascere. Il secondo è un’unità esperta nella decodifica dei “telefoni cellulari” che prende un gran numero di apparecchi collegati tra loro: attraverso questa rete telefonica vengono agganciati i numeri e vengono “reperite le prove chiave” che danno luogo a procedere contro stupratori e ricettario i pornografia che ritrae minorenni e bambini. A fornire la piattaforma che impiega queste sofisticate tecnologie è stata niente di meno che la Darpa – Defence Advance Research Project Agency – divisione per progetti di ricerca avanzati del Pentagono, che avrebbe investito 70 milioni di dollari nella piattaforma ideata da Vance e il suo team.

Il problema nella lotta al cyberpedofilia

Il problema principale nella lotta alla cyberpedofilia è che nonostante tutte le aziende hi-tech che offrono piattaforme per lo scambio di messaggi e email abbiano messo a punto programmi per intercettare messaggi sospetti, esse continuano – a buon titolo – a difendere la messaggistica attraverso la crittografia; poiché deve essere garantita la privacySe questo non avvenisse, tutte le comunicazioni all’intorno di una Stato, diventerebbero soggette al controllo del governo come avviene in quei paesi sottoposti a regimi autoritari. E la grande denuncia del sistema da “Grande Fratello” orwelliano predisposta dalla National Security Agency per spiare il mondo interno e svelata da Edward Snowden a nulla sarebbe valsa.

La piattaforma sviluppata dalla Darpa per il team del procuratore Vance è in funzione dal 2017, ma la sfida resta ancora quella di trovare il “giusto equilibrio per impedire che la tutela del diritto civile metta a rischio una libertà individuale”. Intanto però il problema del sex trafficking cresce. Secondo una stima fatta dal team del procuratore Vance, “le immagini pornografiche illegali di minori, anche di bambini di due o tre anni, sono passate dalle 100.000 di dieci anni fa a 45 milioni nel 2018”. Nonostante questo dato preoccupante, il “caso” è ancora molto distante dall’opinione pubblica che è non sembra essere stata sufficientemente messa al corrente di questo grave rischio in espansione. Solo il New York Times , sebbene sia uno dei maggiori quotidiani degli Stati Uniti, ha per la prima volta ha affrontato questa scabrosa questione, dedicando due grandi inchieste nel 2017 alla sfida per la protezione dei minori lanciata dal procuratore Vance. La diffusione di abusi sui minori, non può che richiamare l’attenzione dei massimi vertici in Vaticano, che travolto da una serie di scandali di “pedofilia” che hanno trovano il loro culmine nella vicenda che ha convinto il cardinale australiano George Pell, ha già lanciato un appello contro questa immonda piaga sociale. Papa Francesco ha chiesto di passare “all’azione”, per frenare e debellare questo fenomeno. Proprio oggi infatti, la guida del Vaticano ha rivolto un appello a tutte le maggiori aziende hi-tech, riunendo nella Ponteficia Academia Scientiarium rappresentanti di Facebook, Google, Microsoft, Apple, Amazon per dare vita a un confronto che costringa la nostra società del futuro a porsi da vicino questo grave problema al quale la moderna tecnologia presta il fianco.