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Società

La Cina rafforza la sicurezza nei laboratori di malattie infettive

Una legge dedicata alla biosicurezza per tutelare la sicurezza sanitaria nazionale, da conseguire mediante più rigidi controlli sui laboratori di microbiologia e istituti medici, e pene più severe per i trasgressori. La Cina ha approvato la cosiddetta Biosecurity Law lo...
Laboratorio in Cina (LaPresse)

Una legge dedicata alla biosicurezza per tutelare la sicurezza sanitaria nazionale, da conseguire mediante più rigidi controlli sui laboratori di microbiologia e istituti medici, e pene più severe per i trasgressori. La Cina ha approvato la cosiddetta Biosecurity Law lo scorso 17 ottobre in una sessione del Comitato permanente della 13esima Assemblea nazionale del popolo cinese (Npc). La norma entrerà in vigore a partire dal 15 aprile 2021, ponendosi l’obiettivo di rafforzare la governance della biosicurezza. Un vecchio obiettivo, questo, diventato tuttavia fondamentale all’indomani della pandemia di Covid-19.

È interessante leggere il contenuto della legge in relazione a quanto accaduto in Cina proprio a causa del Sars-CoV-2. A detta di alcuni osservatori, Pechino avrebbe varato la normativa in virtù delle numerose controversie riguardanti il Wuhan Institute of Virology. Facciamo un piccolo passo indietro: lo scorso dicembre a Wuhan scoppia un’epidemia causata da un virus sconosciuto. Ancora oggi, a distanza di quasi un anno, non conosciamo l’origine esatta dell’agente patogeno misterioso. Tra le ipotesi messe sul tavolo, oltre all’origine naturale del coronavirus, c’è anche quella che vorrebbe il virus fuoriuscito per errore dal laboratorio BSL-4 dei Wuhan. Ricordiamo che i centri in questione sono strutture dotate del più alto livello di biosicurezza esistente e che al loro interno si analizzano i virus più pericolosi.

Che cosa cambia con la nuova legge

Anche se al momento non ci sono prove scientifiche, l’ipotesi della fuoriuscita del virus dal suddetto laboratorio ha fatto breccia in una parte dell’opinione pubblica. Gli Stati Uniti hanno più volte accusato la Cina di non aver rispettato le misure di sicurezza necessarie all’interno del laboratorio, e che per questo motivo il virus sarebbe fuoriuscito dal laboratorio di Wuhan. Pechino ha smentito categoricamente la voce, eppure non ha alcuna intenzione di finire, in futuro, per una seconda volta in un ipotetico occhio del ciclone. Ecco perché si è improvvisamente resa necessaria una legge più stringente sulla biosicurezza.

Ma che cosa contiene la Biosecurity Law cinese? Secondo quanto riferisce il China Daily, la Cina stabilirà undici sistemi di base per la prevenzione e il controllo del rischio di biosicurezza, tra cui – riporta l’agenzia cinese Xinhua – un sistema di monitoraggio del rischio e di allarme rapido, un sistema di condivisione e diffusione delle informazioni, un sistema di risposta alle emergenze e un sistema di indagine e tracciabilità.

La legge chiarisce inoltre le responsabilità delle autorità locali competenti a tutti i livelli, imponendo sanzioni amministrative e multe. In particolare, gli istituti medici o i membri del loro personale che nascondono, informano in maniera errata, ritardano o omettono le segnalazioni di malattie infettive, epidemie animali o vegetali o malattie a grappolo di cause sconosciute, devono essere ammoniti; i direttori devono essere sanzionati e rischiano la sospensione degli attestati di pratica per un certo periodo.

Evitare nuove controversie

Detto altrimenti, il governo centrale intende rafforzare la responsabilità dei governi locali per quanto riguarda la supervisione e la prevenzione di epidemie all’interno delle rispettive giurisdizioni. La legge mira a migliorare la capacità della Cina di governare la biosicurezza per prevenire e controllare i principali rischi nel settore, compresi focolai di malattie infettive che coinvolgono animali e piante e la biosicurezza nei laboratori di microbiologia.

“Le sfide che abbiamo dovuto affrontare in materia di ecologia e salute umana e la pandemia contro la quale il mondo intero sta ancora combattendo hanno agito come un grande allarme per noi, e ci ha fatto pensare che la biosicurezza deve essere elevata”, ha spiegato Li Zongsheng, deputato e avvocato dell’Assemblea che si occupa di protezione della fauna selvatica. La nuova legge prevede una multa fino a un milione di yuan (149 mila dollari) per coloro che immettono sul mercato animali usati nelle sperimentazioni e la confisca dei guadagni illegali.

Come se non bastasse, a luglio, il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie ha emesso una linea guida che ordina alle autorità di rafforzare il lavoro di supervisione e ispezione per nuove attività di esperimenti sul coronavirus nei laboratori di tutta la nazione. A settembre, il ministero dell’Agricoltura e degli affari rurali ha infine pubblicato un documento che ordinava un ulteriore rafforzamento della supervisione per la gestione dei laboratori per garantire la sicurezza della produzione nell’allevamento degli animali, negli alimenti di origine animale e nella salute pubblica.





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