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Telecamere che controllano e analizzano tutti i luoghi pubblici, DNA e impronte digitali registrate, riconoscimento facciale e rilevamento dati per dare un punteggio ai cittadini. Non è fantascienza, ma i programmi del presente e del futuro che il governo della Cina intende mettere in atto per il controllo della popolazione. Secondo quanto riporta El Confidencial, in alcune interviste con esponenti delle università cinesi e con gli stessi funzionari del governo, quello che Pechino intende mettere in atto è una serie d’iniziative che, entro pochi anni, porranno la cittadinanza cinese sotto l’occhio costante e vigile non solo delle forze di sicurezza, ma di tutto il complesso statale. Una delle prime tappe di questo processo è già stata raggiunta attraverso la nascita di Skynet, un progetto di controllo facciale delle persone attraverso l’installazione di più di cento milioni di telecamere in tutto il territorio cinese (guarda il VIDEO). Come confermato dallo stesso ufficio per la sicurezza urbana di Pechino, oggi il territorio della capitale è già totalmente coperto dalle telecamere collegate alle centrali operative delle forze di sicurezza ed entro il 2020 saranno poste sotto osservazione tutte le aree pubbliche più importanti della Cina. Come previsto dal ministero della Sicurezza, il progetto Skynet prevede non soltanto il controllo da parte delle telecamere, ma anche il progetto, più ambizioso, di collegare le immagini ottenute a quelle presenti nelle carte d’identità. In questo modo, ogni telecamera, attraverso un programma di riconoscimento facciale, potrà ottenere immediatamente il nome dell’individuo visualizzato.

Mentre il progetto per il programma di riconoscimento facciale prosegue, non senza problemi dovuti anche al fatto che la chirurgia e l’uso di trucchi o indumenti più voluminosi possono in qualche modo ostacolare la buona riuscita della visualizzazione, altri programmi governativi procedono spediti verso la realizzazione. Uno di questi prevede l’acquisizione di massa delle impronte digitali e dei campioni di DNA dei cittadini per ottenere un profilo biometrico di tutta la popolazione. Una pratica che ha chiaramente messo in allarme molti gruppi di attivisti dei diritti umani, che vedono in questa pratica una pericolosa autorizzazione alla violazione della privacy. Human Rights Watch ha posto in particolare il problema della registrazione dei dati che sta già avvenendo nello Xinjiang, la regione dove la minoranza uigura rappresenta da sempre una minaccia per il governo cinese. Per molti, è evidente che ci sia un intento discriminatorio volto a colpire prima di tutto la minoranza musulmana cinese, considerata un pericolo per la crescita del radicalismo islamico nel territorio cinese. A questo, si aggiunge il sistema di riconoscimento vocale dei cittadini. Un sistema che permette di identificare immediatamente una persona attraverso l’ascolto della voce, per esempio tramite telefono, incrociando poi automaticamente i dati con i registri della polizia. Se per il governo questo programma avrà lo scopo di prevenire il crimine, dando la possibilità alle forze di sicurezze di sapere immediatamente se si è prossimi al compimento di un reato, dall’altro lato sono in molti a vedere la realizzazione di un mondo non troppo diverso da quello previsto in Minority Report.

A questi programmi che hanno a che fare con il tema della sicurezza, se ne aggiunge poi un altro che non nasce allo scopo di prevenire il crimine, ma per controllare e organizzare la vita dello Stato attraverso un esame dettagliato della vita delle persone. Quello che conta di fare il governo di Pechino è di costruire un sistema di punteggi dei cittadini in modo da distinguere i cittadini più meritevoli da quelli meno meritevoli. Per farlo, il sistema prevedrà la raccolta di tutti i dati utili per valutare la vita del soggetto, da ciò che fa nel tempo libero, ai suoi acquisti, alle amicizie, fino ai contatti professionali. Tutto questo condurrà a una struttura di dati incrociati con cui il governo valuterà ad esempio la possibilità per il cittadino di ottenere un prestito o di accendere un mutuo. Ma il progetto si potrebbe spingere più in là, secondo quanto afferma lo stesso Ufficio per la sicurezza urbana di Pechino. Infatti, stando a quanto confermato al quotidiano iberico, è possibile l’uso di queste classifiche anche per capire chi merita un visto per l’Europa, chi può viaggiare all’estero, chi può ottenere vantaggi e chi può accedere alle cariche pubbliche.

Non c’è soltanto la lesione della privacy a essere considerata il punto fondamentale di questi progetti. Le esperienza-pilota dei programmi di incrocio dei dati – su cui la Cina sta già investendo da anni quantità enormi di denaro – dimostrano che questi sistemi hanno anche l’utilità di controllare il flusso del mercato nazionale e di orientarlo. Per una popolazione di un miliardo e 400 milioni di abitanti, il regolamento del mercato è una priorità del governo che supera di gran lunga il rispetto della riservatezza del cittadino.