La casa farmaceutica Servier condannata per omicidio colposo

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“Inganno aggravato” e “omicidi e lesioni non intenzionali”. Sono queste, secondo quanto riportato dal quotidiano Le Monde, le due accuse che, in Francia, hanno travolto il gigante farmaceutico Servier, condannato da un tribunale francese per una pillola molto particolare. Stiamo parlando di una pillola per il diabete e la perdita di peso ritenuta responsabile di migliaia di morti nell’ambito di uno dei più grandi scandali sanitari recenti del Paese.

Il farmaco in questione si chiama Mediator, è stato sul mercato per 33 anni e usato da quasi 5 milioni di persone prima di essere ritirato nel 2009 – oltre un decennio dopo la sollevazione di tali preoccupazioni – per paura che potesse provocare gravi problemi cardiaci. L’agenzia francese dei medicinali (ANSM), per aver ritardato la sospensione della commercializzazione del Mediator, è stata multata di 303 mila euro per il suo ruolo nello scandalo.

L’ex numero due di Servier, Jean-Philippe Seta, è stato condannato a una pena detentiva sospesa di quattro anni mentre il tribunale ha multato l’azienda per 2.7 milioni di euro. I laboratori Servier “nonostante la consapevolezza di aver corso per molti anni i rischi, (…) non hanno mai preso le misure necessarie” e “hanno indebolito la fiducia nel sistema sanitario”, ha dichiarato la presidente del tribunale Sylvie Daunis.

La vicenda

L’indagine giudiziaria sulla vicenda è stata aperta oltre dieci anni fa, mentre l’intero processo è terminato dopo 18 mesi dal suo inizio. Nel corso dell’ultimo processo straordinario, durato più di 517 ore, sono state deferite al tribunale 14 persone fisiche e 11 persone giuridiche. Ma com’è stato possibile prescrivere il Mediator per 33 anni nonostante i ripetuti allarmi sulla sua pericolosità?

Secondo l’accusa, i laboratori Servier avevano consapevolmente nascosto le proprietà anoressizzanti – come, ad esempio, la soppressione dell’appetito  – e altri effetti collaterali del farmaco. Che, sottolineiamolo ancora una volta, è stato utilizzato da circa 5 milioni di persone fino al suo ritiro dal mercato nel 2009. Il farmaco era stato commercializzato in Francia nel 1976 come un prodotto coadiuvante per curare il diabete.

Era tuttavia usato ovunque come un antifame. Lo scorso giugno, il procuratore Aude Le Guilcher aveva chiesto di “ristabilire la fiducia tradita” sanzionando la “scelta cinica” e la “scommessa sinistra” di un’azienda che ha preferito privilegiare “i propri interessi finanziari” rispetto alla salute dei consumatori nonostante “i rischi che non poteva ignorare” .

Un farmaco tossico

Il Mediator è stato ritenuto causa di almeno 1.500-2.100 decessi. I primissimi allarmi sulla tossicità del farmaco sono emersi alla fine degli anni ’90. Tra gli effetti collaterali più diffusi, l’ipertensione arteriosa polmonare, una patologia tanto rara quanto fatale, e gravi lesioni delle valvole cardiache dei pazienti. Anche se la giustizia ha adottato il pugno duro contro l’azienda, bisogna considerare che le multe inflitte al colosso, pur altissime, “sono ridicole visto il giro d’affari del gruppo Servier, che si aggira intorno ai 4.7 miliardi di euro annui”, ha spiegato l’avvocato delle parti civili in causa, Jean- Christophe Coubris. Dal canto loro, le stesse parte civili chiedono un miliardo di euro di risarcimento per le perdite subite.

Nell’occhio del ciclone è finita anche l’ex senatrice Marie-Thérèse Hermange, accusata di aver modificato un rapporto parlamentare sul Mediator per minimizzare la responsabilità del gruppo farmaceutico. La decisione della giustizia francese arriva in un momento delicatissimo, a pochi giorni dalla vicenda AstraZeneca e nel bel mezzo della guerra dei vaccini anti Covid. La sensazione è che l’esito del Mediator possa adesso creare delle ripercussioni sulla fiducia del popolo francese nei confronti delle Big Pharma e dei loro prodotti.