Skip to content
Società

La campagna contro il crimine in rete: scuole, centri estivi e persino ospedali

La Polizia Postale è in prima linea per diffondere la cultura digitale, che è soprattutto cultura della sicurezza.

Cybersummer è il nome della nuova campagna estiva di prevenzione sui rischi legati alla navigazione in rete della Polizia di Stato, rivolta a bambini e ragazzi delle scuole primarie e secondarie che frequentano i centri estivi, centri sportivi e centri di aggregazione giovanile. Inoltre, quest’anno l’attività è stata estesa anche ai ricoverati nei reparti pediatrici di alcuni ospedali.

Grazie alla preziosa collaborazione dei nosocomi, infatti, per gli operatori della Polizia Postale è possibile portare la Cybersummer anche ai piccoli pazienti: oltre a rispondere a tutte le loro curiosità sulla rete, sulle nuove tecnologie e i suoi trend, uomini e donne della Polizia Postale distribuiranno ai pazienti le brochure dell’iniziativa e alcuni gadget.

Fino ad oggi, gli operatori della Postale hanno incontrato circa 5.000 tra ragazzi, operatori e genitori. Un’attività, questa, che rientra in una strategia più ampia di sensibilizzazione e di creazione di una cultura digitale che poi è anche cultura della sicurezza. Troppo spesso, infatti, si pensa che i pericoli della rete siano relegati in un ambito che non ci appartiene, che restino, in poche parole, intrappolati dietro uno schermo. Non è così e la realtà che viviamo ce lo dimostra di giorno in giorno.

I più esposti sono indubbiamente i giovanissimi, che hanno spesso a disposizione dispositivi elettronici di cui non comprendono a fondo il potenziale, utilizzandoli senza la supervisione di un adulto. Si tratta di un problema culturale, che espone i minori a minacce molto serie, in primis l’adescamento da parte di pedofili che imperversano nella rete a caccia di prede.

Sono infatti in preoccupante aumento i casi di adescamento ma anche di sexstortion, ovvero di estorsioni a sfondo sessuale, che corrono principalmente sui sistemi di messaggistica dei più noti social network. Con questa attività, la Polizia Postale cerca di incidere nella coscienza collettiva e rendere il lavoro dei cyber criminali più difficile e, magari, del tutto inutile.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.