Migliaia di opere d’arte, tra cui tele, disegni e sculture sono state rubate durante la guerra della Bosnia-Erzegovina, in particolare durante gli anni dal 1992 al 1995. Il Centro contro il traffico di opere d’arte (CPKU), con sede a Tuzla, si batte per porre un argine a questo fenomeno. E aiuta l’ufficio dell’Interpol bosniaco affinché mappi le opere d’arte in modo che vengano anche ricercate all’estero. Di recente l’Interpol ne ha aggiunto altre 13 alla sua lista. Il database finora ne conteneva solo 14.
Nel 2021 Novi Sad, una città nel nord della Serbia, sulle sponde del fiume Danubio, sarà capitale europea della cultura. E’ la prima volta che tocca ad una città al di fuori dell’Unione europea. Molte le mostre previste, tra cui quella della collezione di Duro Popovic, che ha al suo interno alcune delle opere nella lista dell’Interpol.
Popovic in passato aveva avuto legami molto stretti con Mihail Kertes, ex direttore delle dogane della Repubblica federale della Jugoslavia. Grazie all’aiuto di Kertes, Popovic avrebbe ottenuto aiuti per un ammontare di diversi milioni di dinari. E avrebbe investito questi soldi per l’acquisto di opere d’arte. Popovic è una persona influente nel paese e un importante collezionista. Possiede più di 1200 opere di grande valore, però molte hanno origine sospetta.
La regione è stata finora riluttante a combattre il traffico di opere d’arte. Ma ora esiste una Commissione per la restituzione di beni culturali di valore tra Serbia e Croazia ed è recente l’iniziativa della Slovenia affinché la Serbia restituisca 313 opere d’arte.
Intanto il CPKU continua la sua battaglia che prevede anche la sensibilizzazione dei cittadini nella lotta a questo crimine. Ha pubblicato un manuale per facilitare il lavoro di magistrati e funzionari. I suoi esperti intervengono all’interno dei procedimenti che riguardano opere d’arte. E forma magistrati, poliziotti e personale dei musei nella lotta a questo reato sempre più diffuso.
Quando ci si immerge nel traffico di opere d’arte si può trovare di tutto: dai reperti archeologici, alle opere comprate dai boss per riciclare i soldi sporchi, alle tele utilizzate come strumento di corruzione. E i personaggi di questo mondo sono altrettanto ambigui. Da collezionisti senza scrupoli ad avidi tombaroli. Un mondo grigio e illecito che traffica con la bellezza.