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Un gruppo di attivisti volontari – soprannominati i “Love Commandos” – opera per le strade di Delhi con un’unica missione: offrire sostegno alle giovani coppie indiane di innamorati che vogliono semplicemente amarsi, contravvenendo alla rigida regola indiana che vieta le unioni tra caste e religioni diverse.

In India, l’abolizione delle caste non ha posto fine alla consolidata tradizione secondo la quale marito e moglie devono appartenere alla stessa casta, ed ogni violazione viene severamente perseguita e punita.

L’organizzazione non profit dei “Love Commandos” nasce con l’intento di aiutare i moderni Romeo e Giulietta indiani a realizzare il proprio sogno d’amore: le unioni tra caste diverse costituiscono un vero e proprio sacrilegio per le famiglie di appartenenza; ogni anno in India si registrano più di mille omicidi d’onore.

Lovebirds

Con l’aiuto concreto dei “Love Commandos”, le giovani coppie di innamorati fuggono dalle loro case, rifugiandosi in nascondigli segreti, dove ricevono assistenza economica e legale finché non saranno autosufficienti.

La legge indiana non vieta espressamente il matrimonio d’amore, ma la polizia – con il benestare delle famiglie – dà la caccia ai due amanti fuggiaschi con l’intento di riportarli a casa, affinché vengano torturati o addirittura uccisi per l’offesa inflitta.

L’organizzazione dei “Love Commandos” lavora nel pieno rispetto della legge, tutelando le giovani coppie di lovebirds contro vecchi retaggi culturali ed intervenendo laddove sia necessario scongiurare l’ennesimo “omicidio d’onore”.

I “Love Commandos” si trovano di volta in volta a dover affrontare i più svariati casi, che concernono diverse problematiche: ci sono coppie che hanno fretta di sposarsi in gran segreto per eludere il divieto delle rispettive famiglie, oppure coppie in cerca di un supporto legale ed un luogo sicuro di rifugio.

Spesso – volendo evitare ulteriori problemi con la polizia – i “Love Commandos” decidono, conformemente al credo religioso di ciascuna coppia, di pianificare il loro matrimonio con lo scopo di ottenere un certificato che abbia valore legale.

L’organizzazione spera (promuovendo petizioni) che la giurisdizione indiana si decida di dettare linee guida precise ed univoche sul matrimonio, che ovviino al libero arbitrio dei tanti “custodi della religione”.

The Hindu Marriage Act

Quando ad essere coinvolte sono le più alte e potenti caste indiane, alle giovani coppie non rimane che procedere per vie legali e sperare che il Tribunale adito dichiari la validità del matrimonio celebrato, riconoscendo il loro status di coniugi.

The Hindu Marriage Act – Sec. 9 – restituisce il diritto coniugale ai due sposi. I loro avvocati, appellandosi alla legge, esortano il marito a denunciare il rapimento della moglie, che a sua volta viene tenuta segregata in casa e minacciata dalla famiglia per costringerla a far richiesta di divorzio. Se saranno fortunati, i due giovani sposi potranno tornare a vivere insieme (convivere) come marito e moglie.

Rientra nelle competenze del Tribunale poter disporre anche il ricovero della ragazza presso una Protection House che agevoli il suo recupero psicologico dalle violenze subite, ma spesso ad impedirglielo subentrano ragioni burocratiche di casta, fede e posizione sociale dei due innamorati.

La cultura dell’amore

Lokendra e Priyanka (rispettivamente 27 e 23 anni) vivono nel villaggio indiano di Chapar. Lui è hindu e lei è mussulmana. Inizialmente le famiglie erano contrarie alla loro unione e promettevano di dare loro la caccia per ucciderli. Finalmente, dopo mesi di fuga, sono riusciti ad ottenere la protezione della polizia ed i genitori del ragazzo si sono convinti ad accoglierli con loro, opponendosi all’intero villaggio. La ragazza spera ancora che i suoi genitori – con l’aiuto di Dio – possano benedire il loro amore.

Il matrimonio di Sanjey e Arti è salvo: la legge ha sancito la validità dell’atto. Ogni denuncia contro di loro non avrà più alcuna conseguenza. I due ragazzi – senza rischi – potranno far ritorno al loro villaggio di Agra, anche se la madre di lei continua a non voler incontrare sua figlia: se vuol vivere in pace, dovrà dar retta alla gente della sua comunità. Le ostilità tra le due famiglie sono cessate, ma la riconciliazione tra le madri (un tempo amiche) tarderà ad arrivare.

Lì fuori ci sono ancora troppi lovebirds che continuano a lottare – fuori e dentro i Tribunali – stremati da anni di ostilità familiari. Alcuni di loro preferirebbero morire pur di non continuare a vivere nella vergogna di un amore che non può essere chiamato crimine.

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