In tutto il mondo si corre per raggiungere quanto prima un vaccino contro il Covid-19, la malattia generata dal coronavirus che in questo 2020 ha bloccato le attività e fermato le economie in molte parti del globo. Ma, prima ancora di questo traguardo, ad alimentare le speranze per il raggiungimento di un mezzo in grado di frenare le paure anti Covid è una cura che arriva da Israele. Si tratta, in particolare, di una terapia in grado di generare la neutralizzazione del virus e dunque di permettere al paziente di guarire evitando di veder aggravare le proprie condizioni si salute.

Gli anticorpi in grado di neutralizzare il Covid

Il 5 maggio scorso i ricercatori dell’Israel Institute for Biological Research, avevano annunciato trionfalmente l’isolamento di alcune proteine che, immesse all’interno del corpo di un paziente affetto dal Covid-19, potrebbero portare ad una graduale guarigione: “Non si tratta di un vaccino, quindi non permetterà di prevenire la malattia – si erano affrettati però a ribadire i ricercatori israeliani – ma può essere un ottimo punto di partenza per una cura efficace, in grado di salvare vite”. Dunque, in attesa che arrivi il tanto auspicato vaccino che permetterebbe la prevenzione dell’insorgere della patologia, sarebbe già un grande risultato perfezionare una cura in grado di evitare la degenerazione della malattia.

L’obiettivo più alla portata dei ricercatori israeliani, è dunque quello di giungere ad un qualcosa in grado di fermare l’insorgenza delle più gravi conseguenze del Covid. E se il 5 maggio scorso è stato annunciato in tal senso un primo grande passo, sul finire di questo mese dall’istituto israeliano sembrano arrivare nuove buone notizie. In particolare, sarebbero sette i tipi di anticorpi isolati in grado di fermare la degenerazione della malattia causata dal Covid. Le sperimentazioni sarebbero in fase avanzata, i risultati sarebbero positivi ed ora si attendono nuovi test prima della commercializzazione su vasta scala del farmaco. Una circostanza quest’ultima in grado di far tirare un sospiro di sollievo a milioni di persone in tutto il mondo, che usufruirebbero di una cura efficace in grado di neutralizzare la malattia.

Prosegue la corsa al vaccino

Nel frattempo però, la gara per la scoperta e commercializzazione del vaccino va avanti. Negli stessi laboratori dove gli israeliani hanno annunciato il via ad una possibile nuova importante cura, proseguono i test per scovare in tempi brevi un vaccino. Anche su questo fronte dalle stanze dell’istituto a trapelare è un certo ottimismo. Sul vaccino però, si sta lavorando in tutto il mondo: dalla Cina agli Stati Uniti, dall’Italia alla Gran Bretagna, sulla sostanza in grado di prevenire il contagio da Sars-Cov2 sono diversi gli studi in corso.

Tuttavia, sul vaccino si nutrono ancora dubbi legati alle tempistiche: i più ottimisti parlano di fine anno come momento in cui poter giungere alla fine delle sperimentazioni, soltanto dopo invece si potrà eventualmente far diffondere il vaccino in tutto il mondo. Per questo sono sempre di più i laboratori impegnati in primo luogo a trovare una cura efficace, in grado di arrestare la malattia.

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