Vuoi diventare giornalista d'inchiesta?
ULTIMI POSTI

“Donne bellissime, tradizione, no cancel culture, economia che sopravvive a mille sanzioni, riscaldamento ed acqua a prezzi moderati”, recita un video lanciato dall’ambasciata della Federazione russa in Spagna e subito diventato virale. Più che propaganda, infatti, appare come palese motteggio della grave situazione energetica che il Vecchio Continente vive dopo la drastica riduzione delle forniture di gas russo. E che, il 2 agosto, Ursula von der Leyen ha ricordato in un discorso che invita gli europei a prepararsi alla riduzione dei consumi.

“Non tardare, l’inverno sta arrivando”, chiosa il narratore del video, infilando il dito nella piaga. Il concetto è: le sanzioni hanno piegato voi non certo noi. Dunque, vieni nel Paese che ha vinto, prima dell’inverno (parola più parola meno). 

Le argomentazioni ci sono tutte: economia stabile, riscaldamento, nessuna cancel culture e rispetto delle tradizioni. Hai detto niente! Ma prima di accettare il caloroso invito è bene sapere qualcosa in più sulla Russia…

Chi scrive ha avuto modo di visitare Mosca due volte, ospite del Governo della Capitale, nell’ambito di un media trip organizzato per mostrare alla stampa occidentale i progressi dell’amministrazione cittadina per fare di Mosca una capitale all’avanguardia tecnologica, della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente. Nella seconda occasione ci furono invece mostrati i cantieri per i Mondiali di Calcio Russia 2018. 

Certo, eravamo dei privilegiati destinati, inoltre, a vedere ciò che l’ospite gradiva vedessimo. Ma i giornalisti, per quanto da molti ritenuti fessi, proprio fessi non sono, né in Italia né all’estero. 

Difficile, infatti, dimenticare gli operai che maneggiavano solventi chimici con protezioni risibili che, probabilmente, toglievano non appena il gruppo di visitatori voltava l’angolo. Inoltre, il traffico della città destinata a diventare un polo di sostenibilità, era qualcosa d’infernale: certo, tutte le grandi capitali soffrono del problema smog, eppure quella sfilza di Suv e supercar, affiancata da tante vecchie, acciaccate e fumose Lada ed Uaz rammentava che la corsa verso il futuro era rallentata dall’impossibilità di una parte della popolazione a dotarsi di mezzi più moderni. 

Si gira solo con la guida. Puoi affrancarti solo dietro comunicazione del luogo in cui vai alla guida stessa. La Russia ha conosciuto per la prima volta la democrazia con Eltsin, periodo di tali confusione, caos e depressione economica d’aver fatto rimpiangere a molti il vecchio sistema sovietico. La stabilità è arrivata con Vladimir Putin e con la sua “formula democratica” capace di fondere elementi di modernità agli unici modelli politici che i russi conoscano: quello zarista e quello dell’Urss. 

Non è un caso che guide, personale dell’albergo, anche clienti in viaggio o persone conosciute una sera in un locale evitino l’argomento “politica”, dirottando la conversazione sul calcio – vera passione dei russi – , sul tempo o sull’arte. Ecco, i russi sono orgogliosi conoscitori della loro cultura (sentimento che dovremmo trasmettere anche noi ai nostri ragazzi, e non solo ai ragazzi) ma, memori dei tempi dell’Unione sovietica, sanno che è bene evitare discussioni su governo, polizia ed Armata, specie se si hanno opinioni dissonanti. 

Ciò non deve scoraggiare visitatori o aspiranti lavoratori: il legame con l’Italia è, storicamente, fortissimo sopravvissuto alle sanzioni del 2014 e un ora po’ incrinato a causa della linea marcatamente filo-ucraina adottata dal governo Draghi e condivisa da tutti i principali partiti. Ma l’Italia è l’Italia e gli Italiani sempre, particolarmente amati. 

Tanto per dare un’idea, numerica, di questo amore, l’export del made in Italy in Russia ha superato i sette miliardi di euro all’anno fino al 2020, attestandosi ad 1,5 miliardi nei primi mesi del 2022 in piena fase guerra/sanzioni.

Molte sono poi le aziende italiane in attività nella Federazione, addirittura industrie casearie riuscite a produrre un succedaneo della mozzarella di bufala campana con il latte delle bufale del Caucaso. Non è l’originale, certo, ma sotto sanzioni puoi fare due cose: rivolgerti al mercato nero o adeguare il palato. 

Un Paese straordinario, dunque, più bello di come lo rappresenti il video dell’ambasciata. Molto più bello! Ma da imparare a conoscere e da maneggiare con cura: identità, storia, mentalità, tessuto sociale, clima sono differenti dai nostri. E, propaganda a parte, qualora accettaste l’invito dello speaker, sappiate che difficilmente troverete alloggio nei superbi edifici del classicismo socialista, semmai negli orrendi, stagnanti Chruščëvka che deturpano la vista della periferia di Mosca, muovendovi in realtà nelle quali la lingua ed un po’ di comprensibile diffidenza verso gli occidentali potrebbero creare all’inizio qualche ostacolo.

Imparare ad informarsi, quindi, sia per avere un quadro più completo ed obiettivo di quanto quotidianamente ci è narrato del conflitto russo-ucraino, sia per non cadere vittima della propaganda anti-russa e nemmeno di quella pro-russa.

L’indomani della crisi del ’29, anche Thomas Sgovio e 50mila cittadini statunitensi abbandonarono, alla cieca, gli Usa alla volta del paradiso sovietico, affascinati dalle promesse dell’ufficio commerciale russo in America e del partito comunista americano. Le cose, narrerà Sgovio, andarono un tantino diversamente da quanto auspicato…

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.