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In Europa il vaccino realizzato da AstraZeneca e Università di Oxford è finito nell’occhio del ciclone e continua a essere motivo di accesi dibattiti. Dall’altra parte del mondo, in Asia, una sorte simile sta toccando l’antidoto sviluppato da Pfizer e BioNTech. Il contesto è diverso, visto che nel primo caso il casus belli era collegabile a presunti problemi sanitari provocati dall’AZD1222, mentre alla base della decisione adottata da Hong Kong e Macao ci sarebbe un grattacapo con l’imballaggio di alcuni lotti del Pfizer-BioNTech. Il risultato, tanto nell’Unione europea che nei due Paesi asiatici, è stato tuttavia identico: sospensione dei due vaccini in questione.

Certo, la vicenda AstraZeneca è in parte rientrata in seguito al sostanziale via libera rilasciato dall’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, che ha di fatto riabilitato l’immagine del vaccino. Ma la diffidenza nei confronti dell’azienda anglo-svedese ha raggiunto limiti inimmaginabili. Come se non bastasse, ogni governo ha scelto di recepire le indicazioni dell’Ema a suo modo. Diversi Stati del Nord Europa, come Norvegia, Svezia, Danimarca e Finlandia, non hanno ancora ripreso a somministrare il vaccino. Altri lo hanno fatto, pur adottando limitazioni in base all’età dei pazienti, mentre altri ancora non hanno adottato restrizioni. Resta da capire quali saranno le conseguenze a Hong Kong e Macao.

I problemi di Pfizer-BioNTech

Il “danno” subito dall’immagine di AstraZeneca potrebbe quindi avere ripercussioni anche in vista dell’imminente futuro. Quanto capitato a Pfizer-BioNTech è ancora in fase embrionale e, almeno dalle prime indiscrezioni, non dovrebbe riguardare l’aspetto sanitario. Sappiamo che Hong Kong e Macao hanno annunciato la sospensione della loro campagna vaccinale con il vaccino BNT162b2 dopo esser state informate dal laboratorio di un problema con il confezionamento di alcuni lotti di fiale. “Come misura precauzionale, l’attuale vaccinazione dovrebbe essere sospesa durante l’indagine”, ha fatto sapere l’esecutivo hongkonghese in un comunicato.

Entrambi i territori hanno detto di aver preso la decisione dopo essere stati contattati da Fosun, l’azienda farmaceutica cinese che distribuisce il vaccino Pfizer-BioNTech in Cina. Ma che cosa è successo? Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, il personale locale di Hong Kong avrebbe segnalato oltre 50 casi di imballaggi difettosi, tra cui fiale incrinate che perdevano il liquido. Le autorità hanno quindi optato per la cancellazione “fino a nuovo avviso” delle prenotazioni in tutti i 21 centri di vaccinazione allestiti in città che garantivano la somministrazione del prodotto.

Sospensione a Hong Kong e Macao

Dal canto suo, la dottoressa Constance Chan Hon-yee, Director of Healt di Hong Kong, ha dichiarato in una conferenza stampa che il personale che lavora al programma di vaccinazione Covid-19 nella città aveva già segnalato otto casi di fiale incrinate e 22 problemi di pressione dell’aria con conseguenti perdite. In seguito, sono state effettuate altre 16 segnalazioni di sigilli alle fiale allentati o fuori posizione, e 11 casi relativi alla presenza di macchie o segni sull’esterno dei contenitori di vetro.

La sospensione delle vaccinazioni è stata descritta come una misura precauzionale. Al momento non ci sarebbero prove che capaci di suggerire eventuali rischi sanitari connessi a dosi mal impacchettate. Fosun – che, come anticipato, si occupa della distribuzione del Pfizer-BioNTech in Cina – avrebbe spiegato di essere stato avvisato da BioNTech in merito a un piccolo numero di vaccini di un lotto con problemi di tenuta della fiala. Ora, in attesa di chiarire la vicenda, intanto, una piccola ombra si è estesa anche sull’immagine del vaccino Pfizer-BioNTech. Un’ombra che, molto probabilmente – almeno a giudicare dalle versioni fornite – finirà presto per evaporare come neve al sole. Non prima di aver minato ulteriormente la fiducia dei cittadini.