Una società biofarmaceutica canadese, appaltata dal Pentagono, afferma di aver prodotto un vaccino efficace per il Covid-19 appena 20 giorni dopo aver “ricevuto la sequenza genetica” del Coronavirus. Lo stesso è stato affermato – con il medesimo beneficio del dubbio – da un laboratorio di ricerca israeliano che avrebbe ottenuto un vaccino per il virus impiegando una tecnologia “unica” che attende solo il completamento per di essere sottoposta all’approvazione della Food and Drug Administration: l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici e che deve vagliare anche il risultato ottenuto dai canadesi. Lo sviluppo di un vaccino certificato ed efficace porrebbe fine a questa crisi globale causata dal virus incubatosi in Cina (forse già a novembre) e proteggerebbe l’intera popolazione mondiale che conta sette miliardi di abitanti dalla pandemia che ormai ha toccato tutti e cinque i continenti e che non accenna a fermarsi. Evitando l’applicazione pratica di teorie bislacche come quelle proposta dai britannici: sconfiggere il virus attraverso la strategia dell'”immunità di gregge“.

A riportare queste due potenziali buone notizie sono rispettivamente il portale specializzato in analisi e difesa DefenseOne e il portale d’informazione israeliano Haaretz, e riguardano la Medicago: una società biofarmaceutica canadese con sede a Québec ma finanziata dalla Darpa – la Defense Advanced Research Projects Agency del Dipartimento della Difesa statunitense – che ha annunciato pubblicamente di aver prodotto una particella virus-simile del coronavirus a soli 20 giorni dall’ottenimento del gene del Sars-CoV-2 (ossia il virus che causa la malattia da coronavirus 2019); e il Biological Research Institute di Nes Tziona (in parte inquadrato del Corpo di Scienza delle Forze di Difesa israeliane) che ha reso noto come gli scienziati israeliani abbiano fatto, e stiano facendo, passi da gigante nelle fasi di studio pre-clinico di un vaccino; raggiungendo “progressi significativi nella comprensione del virus” legate alla “comprensione del meccanismo biologico” e allo sviluppo di anticorpi. Il risultato sarebbe la messa in produzione di un vaccino efficace che però attende una serie di approvazioni in campo internazionale. La conferma del completamento della fase di sviluppo del vaccino israeliano per il nuovo Covid-19 dovrebbe giungere nei prossimi giorni – nonostante il ministero della Difesa israeliano non abbia voluto sbilanciarsi, limitandosi a dichiarare che sono stati fatti dei “passa avanti” nella ricerca. Gli scienziati israeliani hanno tenuto a specificare come il processo di sviluppo “richieda una serie di test ed esperimenti che possono durare molti mesi prima che la vaccinazione sia considerata efficace o sicura da usare”, e il medesimo problema è stato annunciato dagli scienziati canadesi.

La Modicago ha spiegato come il suo vaccino sia stato ottenuto in tempi record sfruttando una combinazione di know-how, proteine vegetali (al posto delle consuete uova) e fondi del Pentagono, che attraverso la Darpa, nel 2010 ha sborsato 100 milioni di dollari per dare vita a un programma soprannominato “Blue Angel”, con l’obiettivo “esaminare nuove forme di scoperta e produzione di vaccini”. Gran parte di questi soldi, secondo le parole del Ceo Bruce Clark, andarono proprio a Medicago per costruire dei laboratori nella Carolina del Nord. È li che gli scienziati canadesi avrebbero trovato il vaccino in soli 20 giorni, vaccino che ora attende di essere testato e vagliato per poter entrare rapidamente in produzione. L’azienda “potrebbe produrre fino a 10 milioni di dosi al mese”, afferma il vertice di Medicago, ma il vaccino potrebbe essere disponibile solo da novembre (formalmente invece si parla di 12-18 mesi). Troppo tardi rispetto alla velocità con la quale avanza il virus. “Ci sono altri che affermano di avere dei vaccini per Covid-19”, e impiegano “tecnologie diverse. Alcuni sono vaccini a base di Rna o Dna – Spero che abbiano successo”. Gli israeliani invece non hanno specificato quale speciale tecnologia sia stata impiegata per combattere il virus che è giunto attraverso campioni isolati in Italia e Giappone. In Europa attualmente stiamo testando la reattività del Tocilizumab, anticorpo presente un farmaco per l’artrite reumatoide impiegano nel campo dell’Oncologia. A questo va ovviamente sommato lo sforzo degli scienziati militari e civili cinesi che sono in prima linea nella ricerca di un vaccino già da gennaio. Attualmente nel mondo sono oltre 150mila gli uomini e le donne contagiati da Covid-19. Oltre 5.500 gli uomini e le donne che nel contagio hanno trovato la morte. Una quantità infinitesimale della popolazione mondiale secondo una cinica visione che però non può e non deve trovare spazio nella visione d’insieme. La lotta contro il tempo prosegue e c’è speranza all’orizzonte. La moderna tecnologia e l’umanità unita nella sfida a questo unico nemico sono a lavoro notte e giorno per trovare una soluzione.

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