In inglese si chiamano claw crane o anche claw machine. Alla lettera: “gru artiglio” o “macchine artiglio“. Per chi ancora non lo avesse capito, sono quei grandi cabinati da intrattenimento, di forma rettangolare o quadrata e delimitati da pareti trasparenti, che offrono la possibilità di vincere i premi contenuti al loro interno afferrandoli con un braccio meccanico.
Chi vuole tentare la fortuna o, meglio ancora, mettere alla prova le proprie abilità, non deve far altro che inserire un gettone o una moneta nella parte bassa dell’apparecchio, prendere il comando dell’unica levetta presente sul cabinato e con questa controllare l’arpione penzolante dal tetto del box.
L’obiettivo del gioco è semplice: spostare l’artiglio esattamente sopra il premio desiderato, collocato in un “prato” pieno zeppo di altri premi proprio sotto l’arpione. Nel tempo indicato da un piccolo monitor – di solito dai 30 ai 60 secondi – il giocatore può spostare il braccio meccanico e prendere le misure.
Una volta sicuro di aver fatto la mossa giusta, non dovrà far altro che premere il pulsante accanto alla levetta. A quel punto, come per magia, l’artiglio si abbasserà, aprendosi, per raccogliere l’oggetto richiesto. Il più delle volte l’operazione termina con un fallimento. Con premi afferrati di striscio o fatti cadere sul più bello…

La nuova moda delle clawn machine
Se in Italia siamo abituati ad incontrare questi cabinati in sale giochi (sempre più rare) e nei corridoi dei centri commerciali, in Asia esistono interi negozi che ospitano soltanto cabinati simili. E, strano ma vero, frequentati da giovani e meno giovani, attratti dalla possibilità di portarsi a casa peluche giganti e altro ancora.
Nell’intero continente asiatico i numeri raccontano un fenomeno in continua crescita. Secondo Cognitive Market Research, nel 2023 le macchine artiglio hanno mosso un mercato globale dal valore di 2.154,9 milioni di dollari: la regione Asia-Pacifico ha dominato la scena rappresentando oltre il 35% di questo fatturato complessivo.
Nel frattempo, ha raccontato la pubblicazione Nikkei Asian Review, c’è chi sta pensando di affittare negozi e negozietti nei principali quartieri di Hong Kong per riempirli con decine di claw machine. Non si tratta di un business a lungo termine, ma di un modo intelligente per capitalizzare dalla crisi degli affitti che ha da tempo travolto l’ex colonia britannica (rispetto al picco del 2015, in alcuni casi ci sono stati crolli fino al 90%).
Qui, infatti, affittare uno spazio per ospitare macchine artiglio può costare intorno ai 750-800 dollari al mese. Dove sta il guadagno? Se un commerciante vende un pupazzo, può incassare soltanto il prezzo derivante dalla vendita del prodotto. Se, però, quello stesso peluche viene piazzato in un cabinato, il guadagno può teoricamente essere illimitato. Almeno finché le persone continueranno a mettere le loro monetine nei box…

Problemi e opportunità
L’aumento delle clawn machine in un Paese può non rappresentare un segnale positivo. “Quanto più negozi di macchine del genere ci sono in una città o in una nazione, tanto più questo riflette un peggioramento dell’economia”, ha spiegato Stanley Poon, amministratore delegato dell’agenzia Centaline Property.
A Hong Kong, e non solo lì, i problemi del commercio al dettaglio hanno raffreddato il mercato immobiliare. Significa che la domanda di spazi è debole, e questo danneggia anche rendimenti degli affitti. I proprietari di immobili sono dunque costretti a fare i conti con la realtà. Alcuni di loro, che un tempo avrebbero preferito lasciare i loro negozi vuoti, hanno abbassato le loro pretese e sono adesso disposti ad affittare anche ad attività di fascia bassa, e per brevi periodi.
In un contesto del genere non mancano le novità. Un esempio? Invece di peluche e giocattoli economici, le macchinette sono spesso piene di snack, bevande, videogame o persino beni di prima necessità come la carta igienica. E ancora: gli artigli attirano i ragazzini ma anche le famiglie.
Attenzione, infine, alle zone d’ombra: non mancano i proprietari di clawn machine che si muovono a cavallo del gioco d’azzardo, consentendo ai giocatori di vincere denaro usando un artiglio per lanciare i dadi. Si tratta di un grande interrogativo dal punto di vista legale, visto che le macchine ad artiglio non richiedono una licenza per il gioco d’azzardo…

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