Giappone vs Corea del Nord ma è (solo) una partita…

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Il Kim Il Sung Stadium, un impianto da 70.000 posti incastonato nel cuore di Pyongyang, in Corea del Nord, ospiterà la gara valida per le qualificazioni ai Mondiali di calcio del 2026 tra i padroni di casa della Repubblica Popolare Democratica di Corea e il Giappone, in programma il 26 marzo.

L’urna della Fifa, per uno strano scherzo del destino, ha inserito nello stesso girone due nazionali separate da una profonda rivalità storica. In Corea, sia al Nord che al Sud, è infatti ancora vivo il ricordo della colonizzazione nipponica avvenuta tra il 1910 e il 1945. Un evento traumatico, questo, che ancora oggi continua a segnare i rapporti tra Corea del Sud e Giappone, nonostante entrambi siano partner statunitensi in prima linea nel contenimento cinese e nordcoreano nello scacchiere asiatico.

Il ministero degli Esteri di Tokyo ha fatto sapere che il team nipponico e i giornalisti accreditati a seguire Corea del Nord-Giappone saranno accompagnati da 14 funzionari governativi, responsabili di assistere gli atleti e gli inviati dei media nelle procedure di ingresso oltre il 38esimo parallelo – Tokyo e Pyongyang non hanno rapporti diplomatici – oltre che nell’affrontare eventuali situazioni impreviste.

Non ci saranno supporter giapponesi al Kim Il Sung Stadium, mentre dovrebbe esserci l’infernale tifo dei sostenitori locali – attesi in 50.000 – ad accompagnare la Corea del Nord in quella che si preannuncia essere molto più di una partita di pallone. Lo stesso, ma a parti invertite, accadrà giovedì 21 marzo a Tokyo, dove cinque giorni prima di Corea del Nord-Giappone è in programma il primo atto del doppio confronto tra i due rivali geopolitici: Giappone-Corea del Nord.

Corea del Nord e Giappone: tra gelo e disgelo

La Federcalcio giapponese aveva chiesto di spostare il secondo confronto da Pyongyang ad un luogo neutrale a causa delle preoccupazioni per la mancanza di trasparenza operativa nordcoreana – comprese le informazioni sui visti e sulla logistica – ma la Confederazione calcistica asiatica ha risposto picche. “Probabilmente potrebbero accadere molte cose inaspettate. Dobbiamo solo essere preparati”, ha dichiarato Hajime Moriyasu, Ct della nazionale giapponese.

Di inaspettato, intanto, c’è che la Corea del Nord è tornata ad organizzare un evento sportivo internazionale sul proprio territorio dopo gli anni della pandemia di Covid-19 e della chiusura totale del Paese al mondo esterno, a conferma di come Pyongyang intenda continuare ad allentare le restrizioni per tornare alla completa normalità.

Ancor più inaspettato, qualche settimana fa, è stato l’insolito ramoscello d’ulivo teso dalla Corea del Nord al Giappone. La potente sorella del leader nordcoreano Kim Jong Un, Kim Yo Jong, ha tratteggiato una prospettiva ottimistica sulle future relazioni nippo-nordcoreane, lasciando intendere che il primo ministro giapponese, Fumio Kishida, potrebbe presto visitare Pyongyang. Miss Kim ha detto che i due Paesi “possono inaugurare un nuovo futuro insieme”, dopo le recenti dichiarazioni di Kishida che aveva espresso il “forte bisogno” di cambiare il rapporto tra Nord Corea e Giappone.

Kishida ha dichiarato al parlamento giapponese all’inizio di febbraio di voler tenere un vertice con Kim e di supervisionare personalmente le discussioni ad alto livello con Pyongyang. Un eventuale faccia a faccia sarebbe il primo tra i leader delle due nazioni da quando l’ex primo ministro giapponese Junichiro Koizumi si recò a Pyongyang nel maggio 2004 e convinse Kim Jong Il, padre dell’attuale leader nordcoreano, a rilasciare cinque cittadini giapponesi che erano stati rapiti dalle spie del Nord.

Kishida spera di fare progressi sulla sorte di altri cittadini giapponesi rapiti dal Nord negli anni Settanta e Ottanta, di cui 12 sono ancora ufficialmente registrati come detenuti nel Nord. In cambio, Pyongyang potrebbe ottenere un fondamentale allentamento delle sanzioni economiche.

Il ritorno di Han

Chissà che le due gare di qualificazione ai mondiali in calendario non possano fornire agli entourage di Kim e Kishida il pretesto di tastare il terreno per capire quando e come procedere con la diplomazia.

In attesa di ulteriori sviluppi, Corea del Nord-Giappone offre un’altra storia da raccontare. Già, perché la stellina nordcoreana Han Kwang Son è tornata sotto i riflettori ed pronta a brillare di nuovo. Il giovane attaccante nato a Pyongyang, classe 1998, compare nella lista dei convocati della Repubblica Popolare Democratica di Corea per il doppio match contro il Giappone.

Han, ex Cagliari, Perugia e Juventus, era arrivato in Italia nel 2015 nell’ambito di un particolare programma sportivo. È stato il primo nordcoreano a segnare un gol in Serie A (al Torino, nel 2017, con la maglia dei rossoblù). Tuttavia, proprio mentre l’hype nei suoi confronti cominciava a salire in concomitanza con il trasferimento ai bianconeri, nel 2020 il ragazzo viene ceduto all’Al-Duhail, in Qatar.

Nel 2021, complice l’inasprimento delle tensioni internazionali contro la Corea del Nord e l’avvento del Covid, di Han si perdono le tracce. In mezzo a mille indiscrezioni mai confermate c’è chi sostiene che il giocatore abbia trascorso tre anni rinchiuso in un’ambasciata nordcoreana, ipotizzando addirittura che si trovasse in Italia. Molto più semplicemente, secondo fonti a conoscenza della vicenda consultate da InsideOver, l’attaccante sarebbe rientrato in patria insieme ad ogni altro nordcoreano all’estero.

E in Corea del Nord, Han, è rimasto fino ad oggi, militando nel club locale del 25 Aprile. Nel novembre 2023 ecco il ritorno sotto la luce dei riflettori: l’attaccante era titolare nella sfida Corea del Nord-Myanmar gara valida per le solite qualificazioni asiatiche ai Mondiali 2026 (nel 6-1 finale, nel tabellino dei marcatori, c’era anche il suo nome). Han potrebbe di nuovo tornare in campo contro il Giappone. E, a son di grandi giocate, favorire – sportivamente parlando – il disgelo tra Kim e Kishida.