Sullo sfondo dell’epidemia di Covid-19, il Regno Unito è alle prese con un’altra minaccia e a lanciare l’allarme è la National Crime Agency (NCA), l’agenzia anti-crimine nazionale: nell’arco di un anno è raddoppiato il numero dei criminali violenti, su spinta dell’aumento delle bande di strada ma, soprattutto, dei circuiti della pedofilia organizzata. Sono proprio questi ultimi, costantemente monitorati dalle autorità, che stanno pensando a come trasformare la crisi sanitaria in corso in un’opportunità per avvicinare bambini soli e vulnerabili.

L’emergenza pedofilia

Il numero di persone coinvolte nel crimine organizzato e/o nei circuiti della pedofilia organizzata è raddoppiato nell’ultimo anno: gli individui monitorati dalle autorità sono passati da 180mila a 350mila e la maggior parte di essi, 300mila circa, è implicata in gravi reati a sfondo sessuali con i bambini. Le cifre sono contenute nell’ultimo rapporto della NCA e sono realmente allarmanti, perché palesano l’esistenza di un vero e proprio mondo criminale, nascosto ma sempre più esteso e, soprattutto, sempre più capace di mimetizzarsi, di riciclare impunemente ingenti somme di denaro e di sfuggire al controllo della polizia informatica attraverso l’uso di tecnologie sempre più sofisticate.

Lynne Owens, la direttrice della Nca, ha spiegato che “il crimine organizzato e violento continua ad uccidere più persone di ogni altra minaccia alla sicurezza nazionale e ha un impatto corrosivo sul Regno Unito ed i suoi cittadini”.

Non è soltanto il censimento dei criminali noti a darle ragione, ma anche i dati su vittime, operazioni ed arresti: ogni mese vengono incarcerate più di 500 persone per pedofilia e 700 bambini entrano sotto la custodia delle autorità, sono decuplicate le denunce provenienti dalle autorità scolastiche inerenti la scoperta di possibili abusi su bambini con bisogni speciali e disabilità, l’anno scorso la polizia postale ha scoperto 132mila siti web nei quali venivano pubblicati contenuti estremi, ritraenti bambini abusati; infine i detenuti per pedofilia compongono circa un ottavo della popolazione carceraria totale – più di 9mila su 83mila.

Sempre la Nca prosegue, invitando le autorità a mantenere elevata l’attenzione, perché mentre il paese vive l’emergenza Covid-19 i pedofili stanno discutendo sui forum virtuali come sfruttare la crisi per avvicinare i bambini soli e trascurati, i cui parenti sono magari ricoverati o impegnati nel lavoro agile da casa. La denuncia è corroborata da riscontri: il numero dei rapporti riguardanti i minori a rischio è rimasto stabile nonostante scuole ed asili siano temporaneamente chiusi; praticamente la riduzione dei tentativi di approccio fisico è stata perfettamente controbilanciata dai tentativi di cattura in rete.

La questione delle bande

L’ultimo rapporto della Nca solleva anche il problema del crimine organizzato, che nel Regno Unito non è rappresentato esclusivamente dalle mafie in senso stretto ma dalle bande di strada. Fra Inghilterra, Irlanda del Nord, Galles e Scozia, attualmente operano 4.772 gruppi criminali ed un quarto di essi ricorre alla violenza come metodo di gestione degli affari. Pratica comune alla maggior parte di queste bande, etnicamente variegate, è anche il ricorso alla “manodopera” minorile, ossia al reclutamento di bambini per condurre le attività più rischiose, come la vendita di stupefacenti in strada o i pestaggi.

Nel rapporto si segnala come ormai l’età del gangster-bambino si sia abbassata in maniera preoccupante: aumentano le segnalazioni di 11enni reclutati dalle bande, impiegati per compiere vari reati.

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