Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Tedros Ghebreyesus, sarebbe stato a conoscenza della censura relativa al rapporto in cui si denunciavano le carenze del piano pandemico dell’Italia. Ad informarlo, lo scorso 28 maggio, Francesco Zambon, un ricercatore italiano presso l’Oms che segnalò anche di aver subito minacce di licenziamento. Questa è la ricostruzione dei fatti secondo la trasmissione di Rai 3, Report, ribadita anche da una mail che lo stesso Zambon avrebbe inviato proprio a Ghebreyesus.
Detto in altre parole, Zambon, autore di un rapporto sulla risposta italiana al coronavirus, poi ritirato dall’Oms, a maggio avrebbe avvertito i suoi superiori in merito a ciò che sarebbe potuto accadere (rischi sanitari per gli altri Paesi) nel caso in cui quel documento cruciale fosse sparito dalla circolazione (come in effetti sarebbe accaduto). Dunque, i piani alti dell’istituto con sede a Ginevra sarebbero stati a conoscenza dei fatti. Come evidenziato da una lunga inchiesta dell’Associated Press, l’Oms avrebbe rimosso quel documento il giorno dopo la pubblicazione sul proprio sito web. Per questo motivo Zambon, funzionario che ha coordinato il lavoro, avrebbe fatto appello direttamente al capo dell’Organizzazione per avvertire della scomparsa del rapporto.
Nuove critiche all’Oms
Zambon, sempre secondo quanto riferito dall’AP, avrebbe fatto notare a Ghebreyesus che far sparire quel rapporto avrebbe minato la credibilità dell’Oms e che ogni ulteriore tentativo di censura avrebbe compromesso l’indipendenza dell’agenzia e le sue relazioni con i Paesi donatori finanziatori della ricerca. Ricordiamo che il documento scomparso era stato scritto da Zambon e da un team di consulenti esperti di salute pubblica dell’Oms. Era stato pubblicato il 13 maggio, dopo aver ricevuto le necessarie approvazioni all’interno del sistema delle Nazioni Unite.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha in seguito dichiarato che il report è stato ritirato per via di alcune “inesattezze fattuali”. L’agenzia ha inoltre negato di aver ricevuto pressioni dal governo italiano per rimuovere la ricerca. Travolta dalle critiche di aver privato i Paesi di dati pandemici potenzialmente utili a evitare lo stesso destino dell’Italia a causa della rimozione del suddetto rapporto, l’Oms ha affermato di aver offerto un altro meccanismo per valutare le risposte alla pandemia di Covid-19. Un meccanismo tuttavia implementato soltanto due mesi dopo il ritiro del documento della discordia.
Il rapporto “censurato”
Nel rapporto sparito dai radar, tutti i riflettori erano puntati sulla preparazione dell’Italia ad affrontare la pandemia di Covid-19 (il nostro Paese, tra l’altro, è stato teatro della situazione epidemiologica più mortale d’Europa). In quel testo si rilevava come il Ministero della Salute italiano non aggiornasse il suo piano di preparazione alla pandemia influenzale dal 2006. Il piano del 2006 era stato semplicemente riconfermato nel 2016-2017, senza subire alcun aggiornamento, e appariva “più teorico che pratico”. “Impreparati per una tale marea di pazienti gravemente malati, la reazione iniziale degli ospedali è stata improvvisata, caotica e creativa. Ci è voluto del tempo prima che una guida formale diventasse disponibile”, si leggeva nel rapporto in merito alle prime fasi dell’emergenza coronavirus in Italia.
Il programma Report sostiene inoltre che il funzionario dell’Oms, Ranieri Guerra, che ha lavorato come tramite con il governo italiano durante la pandemia, abbia chiesto al ricercatore Zambon di applicare una correzione. Quale? Che il piano di preparazione dell’Italia fosse “aggiornato” nel 2016, anche se la versione del 2016 era identica a quella del 2006. Guerra era stato incaricato della prevenzione nel Ministero della Salute italiano dal 2014 al 2017, quando il piano avrebbe dovuto essere rivisto. Secondo AP, lo stesso Guerra scrisse all’allora ministro della Salute dicendo che il piano doveva essere aggiornato.
Dal canto suo, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa, Guerra ha affermato di non aver motivo e nemmeno l’autorità per censurare lo studio dell’Organizzazione mondiale della sanità in cui si denunciavano le carenze del piano pandemico italiano. “La decisione di rimuovere il documento dal sito web è stata presa dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS a causa di inesattezze di fatto”, ha affermato l’OMS. Le ombre si infittiscono sempre di più.