Il principe Harry, i soprusi di African Parks e la persecuzione del popolo Baka del Congo

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Il volto sorridente del principe Harry risalta nelle patinate campagne ambientaliste, ma dietro la retorica ecologista e nell’ombra delle foreste congolesi si nascondono vicende che la monarchia preferisce ignorare. Un’inchiesta pubblicata in prima pagina dal Daily Mail nel gennaio 2024 rivelò presunte torture, stupri e persecuzioni perpetrate per anni dalle guardie armate di African Parks, organizzazione di cui il duca di Sussex è consigliere, ai danni della popolazione indigena Baka nel Parco Nazionale di Odzala-Kokoua, nella Repubblica del Congo.

African Parks, finanziata da fondazioni internazionali e sostenuta da volti noti del jet set ecologista, ha ricevuto il principe Harry nel consiglio direttivo nel 2023, dopo sei anni in cui ne aveva presieduto le attività. Oggi è accusata di aver gestito, finanziato e protetto una vera e propria milizia, responsabile di crimini gravissimi contro una comunità che vive nella foresta da generazioni e che ne conosce ogni segreto. I Baka non sono passanti, sono cacciatori-raccoglitori, gente che ha costruito un equilibrio con l’ambiente senza bisogno di slogan. Ma il loro sapere non ha valore nei consigli delle ONG.

I Baka soffrono tanto che potremmo essere già morti”, ha detto un uomo della comunità al giornalista Ian Birrell.  L’affermazione esprime una profonda rassegnazione, ma sottende anche un sentimento di rabbia.  Moyambi Fulbert, uno dei testimoni dell’inchiesta, ha indirizzato un messaggio chiaro al principe: “Gli direi di smettere di sostenere African Parks. È un uomo potente. Mangia bene e vive bene – ma noi ora non abbiamo nulla, ed è tutto a causa di African Parks”. Survival International, organizzazione che si occupa della difesa dei popoli indigeni, ha chiesto al principe di dimettersi. La sua posizione pubblica come sostenitore della giustizia sociale entra in conflitto diretto con le accuse che gravano sull’organizzazione che rappresenta.

Le promesse di African Parks

Le violenze denunciate non sono nuove. Survival, insieme ad altri gruppi, parla da anni degli abusi inflitti ai Baka. Ma è solo dopo la denuncia formale al principe e il clamore mediatico che African Parks ha deciso di incaricare uno studio legale di Londra, Omnia Strategy LLP, di condurre un’indagine indipendente. Il rapporto, però, non è mai stato pubblicato. L’organizzazione ha scelto di diffondere solo un riassunto in cui si ammette, in forma vaga, che “in alcuni casi si sono verificate violazioni dei diritti umani” e si esprime “rammarico per il dolore causato”.

Secondo la direttrice di Survival International, Caroline Pearce, l’indagine ha confermato “molteplici abusi” da parte delle guardie armate. “Uomini e donne Baka sono stati picchiati, torturati e stuprati nel Parco Nazionale di Odzala-Kokoua da guardaparco gestiti e pagati da African Parks. L’organizzazione lo sapeva da molti anni ma ha commissionato questa indagine indipendente solo dopo la denuncia di Survival al Principe Harry”.

In replica alle critiche, African Parks ha annunciato maggiori verifiche, incremento del personale e nuove direttive, una sequenza di promesse che, secondo Pearce, appaiono come rimedi tardivi dopo oltre un decennio di omissioni. “Non sussistono ragioni per ritenere che tali impegni saranno mantenuti ora“, ha aggiunto.

La vicenda è solo l’ultimo episodio di una lunga narrazione, quella della conservazione imposta dall’alto in nome della natura ma a discapito delle persone. I parchi nazionali, secondo la concezione di fine Ottocento, hanno sovente rappresentato unicamente un’espulsione per le popolazioni autoctone. Le terre da loro protette per secoli vengono ora recintate, sorvegliate e trasformate in riserve per turisti facoltosi o territori protetti dove accordi con compagnie minerarie, petrolifere o del legname procedono inosservati, autorizzati dagli stessi governi che ostracizzano gli indigeni definendoli “bracconieri”.

L’invasione degli stranieri

È un controsenso difficile da digerire. Le popolazioni indigene sono i migliori custodi della biodiversità. I loro territori presentano tassi di deforestazione inferiori e una ricchezza ecologica maggiore rispetto alle Aree Protette gestite dalle ONG internazionali. Eppure, sono proprio loro a subire per primi le conseguenze delle politiche ambientali generali. L’ossessione per la “wilderness” incontaminata ha generato un modello coloniale di gestione della natura, in cui il controllo è sempre esercitato da figure esterne, mentre chi ha vissuto la foresta viene allontanato da qualsiasi processo decisionale. Il caso di Odzala-Kokoua è esemplare. I Baka sono stati cacciati dalla loro terra, separati dalla foresta che dava loro cibo, medicine, legami spirituali. Oggi non possono più attraversarla, mentre i cacciatori di trofei e gli investitori stranieri continuano a operare con licenze regolari. I veri intrusi non indossano tuniche di corteccia ma giacche tecniche con il logo di fondazioni prestigiose.

African Parks non ha mai spiegato come sia stato possibile che le violenze andassero avanti per così tanto tempo sotto il suo controllo diretto. Il fatto che abbia impedito la pubblicazione del rapporto di Omnia non aiuta a dissipare i dubbi. E mentre le scuse si accumulano, le conseguenze permangono.

La radice del problema – che l’indagine non ha affrontato – è che African Parks continua ad applicare un modello di conservazione razzista e coloniale che espelle i popoli indigeni dalla loro terra, mentre degli esterni ne prendono il controllo” ha detto ancora Pearce. “Finché questo non cambierà, i Baka continueranno a essere perseguitati e le foreste che hanno protetto rischieranno di sparire”.

Il principe Harry, nel frattempo, non ha rilasciato dichiarazioni. Ma ogni giorno di silenzio rafforza l’immagine di un ambientalismo vetrina, attento alle donazioni e cieco davanti al tributo di sofferenza che la sua politica lascia dietro di sé.

Come ben sappiamo, anche i ricchi, belli e famosi hanno i loro altarini. InsideOver prova a scoprirli e, quando è il caso, a denunciarli. Il principe Harry è uno ma ce ne sono molti altri. Vuoi saperne di più? Seguici! Anzi: diventa anche tu InsideOver. Unisciti a noi, abbonati oggi!