Coralli, spiagge bianche, acque cristalline  e hotel da sogno è questo il ritratto che agenzie turistiche e depliant di viaggio fanno delle Seychelles, un paradiso tropicale, un arcipelago di 115 isole nel cuore dell’oceano indiano, Mecca del turismo internazionale tanto che ogni anno sono oltre 350mila i vacanzieri, principalmente russi, francesi, tedeschi e italiani, che atterrano a Mahé per godersi un soggiorno di puro relax, sole, natura e divertimento in uno dei posti più incontaminati del pianeta. Questo è il lato delle Seychelles scolpito nell’immaginario comune e alimentato dall’industria del turismo, però esiste anche un altro volto del Paese africano: un volto drammatico, fatto di primati agghiaccianti, invisibile alla maggior parte di visitatori, ma ormai diffuso come una metastasi nella società e nella comunità locale. Le Seychelles sono infatti il primo Paese al mondo per numero di eroinomani in rapporto alla popolazione locale. Su 94mila abitanti delle Seychelles, oltre 6mila sono consumatori di eroina, significa che il 10% dei Seychellois sono tossicodipendenti.

A far luce sulla tragedia che si sta consumando nelle isole dell’ Oceano Indiano è stata un’inchiesta della Bbc . Il media britannico ha spiegato innanzitutto perché queste terre siano diventate l’Eldorado dei narcotrafficanti e come mai il consumo della sostanza oppiacea si sia diffuso in modo così esponenziale negli ultimi anni tra i giovani, e non solo, dell’arcipelago africano. La risposta, il network inglese, l’ha ricercata in due fattori: il primo è che non esiste un reale controllo alle frontiere e quindi l’assenza di autorità e la presenza di confini porosi hanno attirato l’attenzione dei cartelli dei narcotrafficanti che hanno visto in queste terre un facile luogo di approdo e smercio di tonnellate di stupefacenti. La seconda ragione invece viene ricercata in un motivo più sociale, ovvero l’assoluta dipendenza della popolazione, e soprattutto dei giovani, dal turismo. Gran parte della comunità locale ha ormai accettato l’idea di crescere e invecchiare con la consapevolezza che la propria vita deve essere modellata a misura dei 350mila turisti che ogni anno arrivano, insieme ai capitali, sulle spiagge delle isole. La frustrazione dettata dalla consapevolezza che la propria vita deve essere subordinata a esigenze e comfort dei visitatori, essendo quest’ultimi sinonimo di introiti, ha portato a un annichilimento dei sogni e delle prospettive e con un assottigliamento delle aspirazioni e un dilagare della frustrazione, ecco che l’eroina ha impiegato molto poco tempo per penetrare nel tessuto sociale e diffondersi a macchia d’olio.

Levina Mosses è un’ex tossicodipendente che ha deciso di raccontare la sua storia ai media internazionali. La donna ha iniziato a drogarsi quando aveva 17 anni, il suo ex moroso, e poi anche padre dei suoi figli, era uno spacciatore ed è stato lui a introdurla all’eroina. ”All’epoca il mio ragazzo era un pusher, quindi non ho mai dovuto pagare per le droghe. Ma dopo anni di abuso di eroina, ne avevo abbastanza. La mia unica opzione era quella di trovare la forza per pulirmi oppure la mia vita sarebbe finta”. Lavinia Mosses ha lasciato il suo ragazzo, ha iniziato un percorso di disintossicazione e riabilitazione e oggi lavora come consulente delle persone dipendenti facendo della sua storia personale una risorsa per aiutare chi sta attraversando un incubo analogo a quello che lei ha sconfitto.

Il governo delle Seychelles, per far fronte all’emergenza della droga, ha deciso di adottare tutt’altra politica rispetto a quella del pugno di ferro e della repressione indiscriminata messa in campo dal presidente delle Filippine Rodrigo Duterte, infatti la tossicodipendenza, nell’arcipelago africano,viene tratta dal governo delle Seychelles come una vera e propria malattia. Patrick Herminie, capo della Agency for the Prevention of Drug Abuse and Rehabilitation (Apdar), ha così parlato ai microfoni di Seychelles News Agency: ”La situazione della droga alle Seychelles è chiaramente una minaccia per l’esistenza del paese. Oltre il 10 percento della nostra forza lavoro non è in grado di lavorare poiché abusa di droghe e molti sono anche colpiti da altre malattie come l’HIV e l’epatite C”, poi ha proseguito spiegando il lavoro che l”’Agenzia per la prevenzione dell’abuso di droghe e la riabilitazione” svolge: ‘”L’Agenzia è stata istituita nell’agosto 2017 e abbiamo introdotto il MMP, (programma di mantenimento del Metadone). I pazienti hanno due possibilità: aderire a un MMP ad alta soglia, che include un periodo di trattamento durante il quale il paziente viene ricoverato per impegnarsi nella disintossicazione o il programma a bassa soglia, che si concentra sulla riduzione del danno. In entrambi i casi chi aderisce ha accesso a supporto medico e psicosociale. Attualmente abbiamo oltre 2mila persone registrate e il 68% di loro sta rispondendo in modo positivo alla terapia”.

Ma le logiche dei trafficanti di droga non concepiscono né scrupoli e neppure commiserazioni ed ecco che per affrontare le politiche dell’esecutivo di Victoria e il programma di distribuzione di Metadone, gli spacciatori hanno deciso di abbassare drasticamente il costo dell’eroina per riappropriarsi così di quella fetta di mercato che le terapie di disintossicazione hanno loro strappato. Alle Seychelles, prima delle misure atte a contrastare la dipendenza dagli stupefacenti, un grammo di eroina costava circa 1’000 rupie, più o meno 70 dollari. Oggi, sul mercato, un gramo di eroina lo si trova anche a 30 rupie, poco più di 2 dollari statunitensi. Inoltre una nuova minaccia si sta delineando all’orizzonte dell’arcipelago africano: l’arrivo di droghe sintetiche la cui dipendenza non può essere trattata con il Metadone: ”Non abbiamo ancora numeri ufficiali ma sappiamo che i rivenditori stanno iniziando a importare nuove droghe che non possiamo trattare con il Metadone”, ha affermato sempre Patrick Herminie, ‘speriamo che l’agenzia sia in grado di adattarsi rapidamente e riesca ad affrontare anche le nuove minacce in arrivo”.