L’intero dipartimento del Pas-de-Calais, situato nella Francia nord-orientale, sarà oggetto di un lockdown nel fine settimana del 6-7 marzo. I residenti non potranno lasciare le proprie abitazioni, tra le 6 di sabato e le 18 di domenica, se non per ragioni lavorative, mediche, per fare esercizio fisico per non più di un’ora al giorno ed in un raggio di cinque chilometri da casa e per alcune altre eccezioni. Il lockdown del weekend va ad aggiungersi al coprifuoco nazionale, in vigore tra le 18 e le 6.  Le restrizioni sono state annunciate dal primo ministro Jean Castex che non ha chiarito per quanto tempo rimarranno in vigore. Il primo ministro ha inoltre annunciato che tre nuovi dipartimenti, Hautes-Alpes, Aisne e Aube sono stati aggiunti alla lista di 20 già attenzionati. Bisognerà capire se anche qui andranno rafforzate le misure anti-Covid introducendo, ad esempio, il lockdown nel fine settimana. Nella lista sono inclusi quei dipartimenti dove il tasso di incidenza è in crescita ed è superiore ai 250 casi per 100mila abitanti negli ultimi sette giorni, dove le varianti del Covid-19 rappresentano più del 50 per cento dei casi e dove la pressione sugli ospedali è critica. Il tasso di incidenza di Pas-De-Calais è di 411, quasi il doppio della media nazionale di 220. Il lockdown nel weekend è già in vigore a Nizza e dintorni, dove le infezioni sono state anche 800 per 100mila abitanti ed a Dunkirk, dove il tasso di incidenza è di 1,039.

Un tunnel senza uscita

L’onda lunga della seconda ondata pandemica non vuole abbandonare la Francia. Parigi le ha provate tutte per abbassare la curva dei contagi su livelli accettabili, ma gli sforzi chiesti ai francesi non hanno prodotto risultati significativi. Gli indicatori epidemiologici sono peggiorati a partire dal mese di settembre ed in quella occasione sono stati adottati i primi provvedimenti restrittivi in alcune grandi città, come Marsiglia ed Aix en Provence, dove sono stati chiusi bar e ristoranti per due settimane. Le misure sono state poi applicate ad altri grandi città, come Parigi, ed alla fine di ottobre è stato imposto il coprifuoco dalle 21 alle 6 nei dipartimenti più colpiti dal virus. Il provvedimento, nel giro di poco, è stato esteso a tutta la nazione ed a novembre è stato imposto anche un lockdown nazionale. Il confinamento è riuscito a piegare la curva dei contagi, ma non a sufficienza ed anche dicembre è stato segnato da nuove restrizioni. Il lockdown ha lasciato spazio ad un confinamento notturno, dalle 20 mentre le riaperture  di musei, cinema, teatri, bar e ristoranti non hanno mai avuto luogo. L’inizio del 2021 ha coinciso con un nuovo rialzo dei contagi e con le decisioni di rafforzare il coprifuoco, imposto dalle 18 in poi e di chiudere i centri commerciali. Le mosse repressive non si sono, però, rivelate efficaci. La media mobile dei nuovi casi settimanali, dal 13 gennaio ad oggi, ha oscillato in una fascia compresa tra 18mila e 21mila e non è stato possibile ripristinare il tracciamento, allentare le restrizioni o consentire agli ospedali di lavorare in condizioni più agevoli.

Un quadro complesso

Il presidente Emmanuel Macron sta cercando di evitare un terzo lockdown nazionale che potrebbe rivelarsi disastroso da un punto di vista economico e politico ad appena 14 mesi dalle elezioni presidenziali. La situazione, però, è in via di deterioramento. I posti letto occupati in terapia intensiva sono 3,400, il 50 per cento dei nuovi casi sono stati provocati dalla variante inglese del Covid-19 e la lentezza della campagna vaccinale può avere serie conseguenze. Diversi esperti hanno chiarito che ci sono poche possibilità di contenere la diffusione del Covid-19 senza un lockdown che però, secondo il ministro della Salute, potrebbe anche non tornare mai più. Il portavoce del governo francese Gabriel Attal ha dichiarato che alcune delle restrizioni potrebbero essere rimosse intorno alla metà di aprile e che i tassi di infezione stanno diminuendo tra i gruppi che sono stati vaccinati, in primis gli anziani. Il presidente Macron ha dichiarato che saranno offerti vaccini a tutta la popolazione adulta entro la fine dell’estate ed al momento 2.2 milioni di francesi su una popolazione di 67 milioni di abitanti hanno ricevuto almeno una dose mentre 250mila sono stati completamente immunizzati. I problemi di approvvigionamento di AstraZeneca e Pfizer hanno rallentato la velocità delle somministrazioni alla fine di gennaio ma un piano destinato a velocizzare le vaccinazioni dovrebbe provare a risolvere le problematiche.