Sono durissime le accuse lanciate nei confronti dell’amministrazione Trump dallo scrittore americano Douglas Kennedy e pubblicate sul quotidiano francese Le Monde. E nonostante siano in linea con il pensiero che tanti – Americani e non – si sono fatti in questi ultimi giorni sin dall’assalto ai magazzini della settimana scorsa sono destinate a lasciare il segno nell’opinione pubblica americana.
All’interno del suo “J’accuse”, Kennedy parla di una totale cecità di fronte alla forza invasiva del Covid-19 e delle sbagliate volontà americane di non fermare con anticipo la diffusione tramite il lockdown con il solo scopo di salvaguardare gli interessi economici del Paese. E secondo lui saranno state proprio queste incaute misure che potranno cambiare per sempre il volto degli Stati Uniti, sotto il proprio aspetto economico, sociale e di interposizione internazionale che hanno segnato gli ultimi 50 anni di storia statunitense.
L’eclissi delle dottrine di Milton Friedman
La politica americana così come la conosciamo e il liberismo – ispirato alle dottrine di Milton Friedman -da essa propinato potrebbero essere giunti alla fine dei loro giorni: morti a causa proprio della cecità nei confronti di un nemico che non era mai stato affrontato. Per fare queste osservazioni, Kennedy si è basato proprio sul sistema sanitario americano che – nonostante le migliorie imposte dall’Obamacare – è rimasto sostanzialmente legato alle assicurazioni private. L’idea di doversi affidare alle proprie capacità economiche per essere curati è legato secondo lui ad un concetto di darwinismo sociale, figlio del mondo neoliberista forgiato per anni dai presidenti repubblicani e mai ostacolato dalle controparti democratiche.Tuttavia, l’orrore di morti che causerà il Covid-19 sarà in grado di cambiare l’immaginario collettivo americano, allontanandolo dalle posizioni tenute anche dall’opinione pubblica sino ai nostri giorni.
Gli Stati Uniti cambieranno volto?
Se gli Stati Uniti cambieranno o meno il proprio volto, molto dipenderà dal numero di morti che provocherà il Coronavirus in questo 2020. Tuttavia, i numeri pubblicati dagli esperti possono già evidenziare uno scenario nel quale l’impatto percepito sarà molto forte e difficilmente digeribile dall’opinione pubblica americana. E in questo scenario, le ingenti richieste inerenti ad un cambio di passo da parte dell’amministrazione federale saranno tali da sconvolgere l’approccio americano alle questioni economiche e sociali che siamo stati abituati a conoscere fino a qualche giorno fa.
Un’apertura verso l’assistenzialismo pubblico richiederebbe però un notevole aggravio di costi da parte del governo, con i fondi necessari che dovrebbero a questo punto essere reperiti tramite un cambiamento del proprio apparato fiscale e tramite il taglio dell’attuale spesa pubblica americana. E se negli Stati Uniti si parla di spesa pubblica, lo sguardo può essere rivolto soltanto verso due direzioni: esercito e intelligence, i due fiori all’occhiello del colosso nordamericano.
Ridurre il proprio esercito o limitare le operazioni di spionaggio cambia però totalmente il volto ad un Paese che per mezzo secolo ha fondato la propria politica estera sulla capacità di reperire informazioni cruciali e sulla forza del proprio apparato militare. Esattamente come – sul piano economico – un incremento della pressione fiscale danneggia le possibilità di successo di quello che viene considerato il sogno americano per eccellenza: il successo economico del privato.
Come cambiano gli scenari mondiali?
Fino al 1989, il Mondo è stato abituato all’eterno dualismo Stati Uniti – Unione sovietica: con le due potenze pronte ad intervenire in qualsiasi parte del globo. Dopo la caduta del muro di Berlino, questa prerogativa è rimasta valida soltanto per Washington, con Mosca che soltanto negli ultimi anni è stata in grado di risollevarsi sul piano internazionale. Ma se anche gli Stati Uniti dovessero retrocedere sotto questo piano, quali saranno gli equilibri mondiali che ne deriveranno?
A dir la verità, rispondere alla domanda significherebbe essere in possesso di una sfera di cristallo: soprattutto a causa delle grandi variabili dettate dall’impatto del Covid-19 a livello globale che ancora devono essere decifrate. Tuttavia, ciò che è certo già da settimane è che Mondo così come lo conoscevamo – almeno sotto il profilo economico – è morto con l’esplosione della pandemia in Europa.
Con il venir meno delle dottrine della globalizzazione, cade in fondo lo stesso modo di far politica degli Stati Uniti e che hanno contraddistinto gli ultimi decenni e, da qui, la necessità di riscrivere i grandi equilibri mondiali. Equilibri che, come è sempre stato, verranno stabiliti dalle grandi potenze internazionali in base alla propria forza ed alla propria presenza nel Mondo. Ed è in questa chiave che un chiudersi a guscio da parte degli Usa potrebbe significare allentare la presa su molte zone calde della Terra – come il Venezuela, Cuba, Medio Oriente a titolo di esempio – che potrebbe cambiare la percezione del Mondo che attualmente abbiamo.