Dopo l’elezione di Donald Trump come 47esimo presidente degli Stati Uniti lo scorso 5 novembre, molti elettori del Partito Democratico, in preda a una sorta di “isteria di massa” rispetto alla sconfitta di Kamala Harris, hanno dichiarato di voler lasciare per sempre la loro patria, dato che ora, non vi si sentono più “al sicuro”. Nonostante le schiaccianti percentuali dei voti che hanno segnato la vittoria del tycoon e il suo ritorno come Presidente degli Stati Uniti, tanti cittadini comuni “dem” si sono detti estremamente allarmati – almeno, via social – tanto che pochi giorni dopo le elezioni, Google ha segnalato un esponenziale aumento – dall’800% al 2000% stimato secondo Reuters – nelle ricerche di dati per “trasferirsi in Canada, Australia e Nuova Zelanda” da parte dei cittadini americani.
L’allarmismo dei Democratici di Hollywood: ecco chi minaccia di lasciare gli USA
Oltre ai cittadini comuni, tuttavia, a fare molto più scalpore sono state le dichiarazioni polemiche, quando non “isteriche” dei vip di Hollywood, “terrorizzati” dal ritorno di Trump, tra cui la star di Desperate Housewives Eva Longoria, notoriamente vicina alla Harris, che nel corso di un’intervista con Marie Claire di alcuni giorni fa, ha detto che non solo non vive più negli Stati Uniti, ma non vuole più viverci, preoccupata dal fatto che “la maggior parte degli americani” al contrario di lei “non è così fortunata”, per cui ora gli altri americani sarebbero “bloccati in questo paese distopico”, aggiungendo persino che la sua “ansia e tristezza sono per loro”.
Eva Longoria è del resto in ottima compagnia, dato che simili dichiarazioni e “minacce” di lasciare gli USA sono arrivate da tante altre star di Hollywood e non solo, tra cui Sharon Stone, Barbara Streisand, America Ferrera e persino Cher, che prima delle elezioni, proposito di un possibile ritorno di Trump alla Casa Bianca aveva dichiarato “Mi è quasi venuta un’ulcera l’ultima volta [che Trump era in carica]”, e che dunque, in caso di rielezione “Chi lo sa? Questa volta lascerò [il Paese]”. Ma tra tutte queste pubbliche “denunce” e allarmismi – veri o presunti – dove andranno a vivere davvero i Democratici?
Tra tanti Paesi, 9 sono diventati particolarmente interessanti per gli elettori “delusi” di Kamala Harris, dato che prevedono condizioni favorevoli per gli americani che vogliono richiedere la cittadinanza, sulla base della discendenza dei loro antenati. Fatto che, in un contesto multietnico come quello statunitense, diventa senz’altro interessante. Ecco quali sono e un piccolo “spoiler”: 7 sono Stati europei e tra loro anche l’Italia.
Destinazioni fuori dagli USA, ma anche dall’Occidente: India e Ghana
Secondo Fox News tra gli Stati non occidentali e non europei, India e Ghana sarebbero i più interessanti e utili alla “causa” dei Democratici delusi, dato che entrambi permettono, pur con diverse condizioni, di richiedere la cittadinanza sulla base della discendenza – da dimostrare – degli antenati. L’India, in particolare, non permette di avere doppia cittadinanza, ma offre un particolare status di “cittadinanza d’oltremare” (Overseas Citizenship) che include un visto permanente per ingressi multipli, oltre a privilegi economici ed educativi, con l’unico “vincolo” di dimostrare di avere un genitore o un nonno indiano. Ironicamente, tra i candidati “ideali” per la cittadinanza indiana – in via ovviamente ipotetica – rientra perfettamente propria Kamala Harris, la cui madre Shyamala Gopalan nacque propria in India.
Per quanto riguarda il Ghana, secondo una legge del Citizenship Act of Ghana, tutte le persone con un genitore ghanese, possono richiedere cittadinanza e anzi, l’intero processo mira a far tornare alle “origini” i tanti afroamericani e afrocaraibici presenti attualmente in USA, tanto che l’iniziativa avviata nel 2002, fa riferimento al 2002 come all’ “Anno del ritorno”. Dunque, gli americani con dimostrata origine africana, che secondo stime del 2014 sono almeno 136.000, possono trasferirsi a tempo indeterminato in Ghana senza bisogno di visti.
Nel cuore d’Europa: Germania, Ungheria, Polonia e Irlanda
Tra gli Stati con condizioni favorevoli per il trasferimento dei cittadini statunitensi, ci sono poi diversi Paesi europei, tra cui Germania, Ungheria, Irlanda e Polonia. La Germania, in particolare, prevede la possibilità di concessione di cittadinanza a tutti gli individui con un genitore, nonno e persino bisnonno tedesco, con disposizioni speciali per coloro i cui antenati hanno perso la cittadinanza durante il regime nazista, a causa di leggi raziali, persecuzioni politiche e/o religiose. Simile anche il caso dell’Ungheria, che consente alle persone con genitori o nonni ungheresi di rivendicare la cittadinanza, indipendentemente dal numero di generazioni all’estero.
Leggermente diverso, in termini soprattutto numerici, il discorso per Polonia e soprattutto Irlanda, considerando che i cittadini americani con origini polacche o irlandesi sono numerosissimi, con rispettivamente circa 8.8 milioni di Polish Americans (circa il 2.67% della popolazione totale degli Stati Uniti), e fino a 31.5 milioni di Irish Americans (una cifra incredibile, che corrisponde al 9.5% della popolazione americana totale, secondo Forbes).
La Polonia offre cittadinanza per discendenza a tutti coloro che possono far risalire il proprio lignaggio ad antenati nati in Polonia o nei suoi ex territori, mentre l’Irlanda considera automaticamente cittadini gli individui che hanno un genitore, nonno o bisnonno nati in Irlanda. Ovviamente è difficile che tutte queste persone siano elettori del Partito Democratico americano, ma senz’altro in caso di trasferimento in Europa, vedrebbero condizioni piuttosto favorevoli.
Mete mediterranee: Spagna, Portogallo e… Italia
Tra le mete mediterranee prediletti dai cittadini statunitensi, spiccano invece Spagna e Portogallo, interessanti non solo per trascorrervi le vacanze, ma anche per la questione cittadinanza. Secondo New York Post è “agevole” chiedere la cittadinanza a questi due Paesi, dimostrando di avere almeno un nonno originario del posto, con l’unico vincolo aggiuntivo per la Spagna di dimostrare la conoscenza base della lingua spagnola (a un livello minimo A2), oltre alla conoscenza della cultura e costituzione spagnole.
Infine, immancabilmente, tra i 9 Paesi più favorevoli cui chiedere la cittadinanza, è presente anche l’Italia. Non è infatti un segreto che, come per i cittadini con ascendenza polacca e irlandese, anche gli Italian Americans siano tantissimi (stimati a circa 16 milioni di individui), ovvero il 4.8% della popolazione USA totale, tra cui figurano anche personaggi come Alicia Keys, Lady Gaga, Leonardo DiCaprio, Robert De Niro e Al Pacino, dove Lady Gaga, DiCaprio e De Niro, hanno anche pubblicamente sostenuto Kamala Harris e/o criticato Donald Trump. Ma come funziona l’ottenimento della cittadinanza per gli Italian Americans?
Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, milioni furono gli italiani che lasciarono l’Italia per cercare fortuna negli Stati Uniti. Per questo motivo, oggi, gli italo-americani possono richiedere cittadinanza italiana per “naturalizzazione”, dimostrando dunque di avere un genitore o un “ascendente in linea retta di secondo grado” – denominazione ufficiale decisamente più vaga, ma che per questo abbraccia gradi di parentela più lontani – di origine italiana. Insomma, da Little Italy (e dal Red Carpet) a destinazione Italia, dove però, non è detto non si trovino altrettanti simpatizzanti proprio per Donald Trump.