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Società

I Canadair di Roma al fianco della Grecia contro gli incendi: l’egemonia italiana nella risposta ai disastri

Negli ultimi giorni, la Grecia è stata travolta da un’ondata di incendi forestali devastanti, alimentati da temperature elevate che hanno superato i 40 gradi e da una prolungata siccità. In risposta a questa emergenza, l’Italia ha dimostrato ancora una volta...

Negli ultimi giorni, la Grecia è stata travolta da un’ondata di incendi forestali devastanti, alimentati da temperature elevate che hanno superato i 40 gradi e da una prolungata siccità. In risposta a questa emergenza, l’Italia ha dimostrato ancora una volta la sua solidarietà inviando due velivoli Canadair CL415 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, accompagnati da una squadra di quattordici operatori, tra piloti, tecnici e personale di coordinamento del Dipartimento della Protezione Civile. L’intervento, attivato attraverso il Meccanismo Europeo di Protezione Civile, istituito nel 2001 e rafforzato nel 2019, rappresenta un esempio concreto di cooperazione internazionale per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici. 

Emergenza incendi in Grecia

La Grecia sta vivendo una delle estati più difficili degli ultimi anni. Le alte temperature, unite alla scarsità di piogge, hanno creato le condizioni perfette per la propagazione di incendi boschivi su vasta scala. Le regioni dell’Attica, del Peloponneso e isole come Kithira sono state le più colpite, con migliaia di ettari di vegetazione distrutti e numerosi centri abitati evacuati per garantire la sicurezza di residenti e turisti. Nel 2023, a causa dell’incendio di Evros, uno dei più grandi mai registrati in Europa, che ha devastato oltre 93.000 ettari, la Grecia ha registrato un aumento dell’83% delle superfici bruciate rispetto alla media degli ultimi vent’anni.

Tuttavia, il 2024 è stato un anno relativamente positivo, con superfici bruciate significativamente ridotte grazie a un’efficace gestione degli incendi. Nel 2025, sebbene la Grecia abbia affrontato numerosi incendi, come quelli a Evia, nell’Attica e nell’Acaia e nelle isole di Kithira e Chio, la maggior parte è stata domata rapidamente, dimostrando un miglioramento nella risposta operativa delle forze antincendio locali. Di fronte a questa crisi, le autorità greche hanno richiesto supporto internazionale tramite l’Emergency Response Coordination Centre (ERCC) di Bruxelles, il cuore operativo del Meccanismo Europeo di Protezione Civile.

L’Italia ha risposto prontamente, come già accaduto in passato in situazioni analoghe, inviando risorse strategiche per contrastare i roghi. Nella serata di domenica 27 luglio 2025, due Canadair CL415 italiani sono decollati dall’aeroporto di Ciampino, diretti alla base di Elefsis, in Grecia, per operare principalmente nella regione dell’Attica, dove le fiamme ancora attanagliano le aree intorno ad Atene. I velivoli sono progettati per la lotta aerea antincendio e possono operare efficientemente in regioni ricche di specchi d’acqua, grazie alla loro capacità di caricare fino a 6.000 litri di estinguente direttamente da laghi o mari. A supporto dei piloti, una squadra di quattordici operatori, composta da personale del Dipartimento della Protezione Civile e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, è stata dispiegata per garantire il coordinamento con le autorità greche. I velivoli italiani hanno operato al fianco dei mezzi di soccorso greci, concentrandosi su focolai critici come un difficile incendio boschivo a Evia centrale, due significativi incendi nel cuore dell’Attica che minacciavano abitazioni e un incendio a Kithira. In pochi giorni, i Canadair hanno effettuato decine di sortite, con centinaia di lanci d’acqua, contribuendo a contenere la propagazione delle fiamme.

Il Meccanismo Europeo di Protezione Civile, istituito nel 2001, si è rivelato uno strumento cruciale per coordinare la risposta alle emergenze. Come sottolineato dal Commissario europeo per la Gestione delle Crisi, Janez Lenarčič, “la risposta rapida dell’UE è essenziale in queste situazioni. Ringrazio i Paesi che hanno dimostrato solidarietà alla Grecia”. Oltre all’Italia, anche Francia, Polonia, Romania e Slovacchia hanno inviato mezzi e personale, con un totale di 220 vigili del fuoco e 65 veicoli dispiegati sul territorio greco nel 2023.

L’intervento italiano ha ancora una volta rappresentato un simbolo della profonda solidarietà che lega Italia e Grecia, due nazioni mediterranee accomunate dalle comuni sfide ambientali. L’Ambasciatore d’Italia ad Atene, Paolo Cuculi, ha visitato gli equipaggi italiani nella mattinata di martedì 29 luglio, esprimendo il suo apprezzamento per il loro lavoro.

L’intervento dei nostri Canadair ha confermato la tradizionale solidarietà che lega l’Italia alla Grecia e il comune impegno nell’affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici”, ha dichiarato Cuculi. “Abbiamo registrato la gratitudine del Governo ellenico e dell’opinione pubblica greca, che riconoscono l’importanza di questa collaborazione”. Anche il Ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, ha sottolineato l’importanza dell’azione coordinata a livello europeo. In un comunicato ufficiale, ha ribadito che “gli incendi boschivi si confermano una tipologia di rischio per cui la solidarietà e la tempestività garantita attraverso il Meccanismo di Protezione Civile europeo sono particolarmente preziose”. Musumeci ha anche evidenziato la necessità di superare il monopolio nella produzione di Canadair, un problema che limita la capacità dell’UE di potenziare la propria flotta antincendio: “Occorre porre fine al regime di monopolio che vige da sempre nella produzione di questi speciali velivoli”.

Fiamme che non danno tregua

L’intensificarsi degli incendi boschivi in Europa non è un fenomeno da ignorare. Le ondate di calore estremo, come quella che ha colpito la Grecia con temperature elevate in pochi giorni, sono destinate a diventare sempre più frequenti. L’UE sta investendo in strumenti come l’EFFIS per monitorare i roghi in tempo reale e rafforzare la resilienza delle comunità. In Italia, le risorse del PNRR sono destinate a migliorare le capacità operative della Protezione Civile e a sviluppare tecnologie innovative per la gestione delle emergenze. Secondo il Commissario Lenarčič, “la transizione ecologica è la risposta più efficace per limitare i danni di questi devastanti eventi naturali”. La prevenzione e informazione rimangono una priorità: l’UE ha già rafforzato il pool rescEU, che nel 2025 comprende 28 aerei e 4 elicotteri dislocati in 10 Stati membri, oltre a oltre 540 vigili del fuoco pronti a intervenire in tutta Europa.

L’Italia stessa, che in passato ha registrato anche oltre 1.100 richieste di soccorso aereo per incendi boschivi, è ben consapevole della necessità di investire in prevenzione e tecnologie innovative. “Le risorse stanziate dal governo, anche nell’ambito del PNRR, saranno destinate a rafforzare le capacità operative del Servizio nazionale di Protezione Civile e a sviluppare strumenti di coordinamento e governance”, ha dichiarato Musumeci.

L’impegno continuo dei Vigili del Fuoco italiani

Negli ultimi anni, l’Italia ha ripetutamente risposto alle richieste di assistenza internazionale, inviando i propri velivoli in Svezia (2018), Israele (2025) e altre nazioni colpite da emergenze simili. Allo stesso tempo, il nostro Paese ha beneficiato del supporto di altri Stati membri, come quando la Francia ha inviato due Canadair in Sardegna nel 2021. Questo criterio di assistenza reciproca è alla base del Meccanismo Europeo di Protezione Civile, che si conferma uno strumento indispensabile per affrontare le catastrofi naturali su scala continentale. Mentre i Canadair italiani continuano a operare in Grecia, l’attenzione rimane alta. I roghi, sebbene in alcune aree stiano mostrando segnali di miglioramento, continuano a minacciare vaste zone del Paese. 

Il ruolo della Protezione Civile ellenica

Dopo gli incendi devastanti del 2021, il Servizio Antincendio Greco, braccio operativo della Protezione Civile ellenica, ha istituito un pool di 90 Ufficiali di Collegamento per migliorare la gestione delle forze straniere. Questo programma, nato dall’esperienza del Tenente Colonnello Vasileios Bikas, funzionario del Meccanismo Europeo di Protezione Civile e responsabile della Cellula di Coordinamento degli Ufficiali di Collegamento, ha permesso una cooperazione più fluida tra le forze locali e quelle internazionali. Un esempio significativo è stato l’intervento della Tenente Colonnello Christina Chrysikou, nominata Ufficiale di Collegamento per la missione italiana dei Canadair CL-415 dal 27 al 30 luglio 2025. Il suo ruolo è stato cruciale per coordinare le operazioni, rispondendo alle necessità logistiche e operative degli equipaggi italiani. Il programma di preposizionamento, avviato tra il 2021 e il 2022 come progetto pilota sotto la guida dell’allora Ministro della crisi climatica e della protezione civile greca ed ex parlamentare europeo Christos Stylianides, ha permesso di schierare anticipatamente 204 vigili del fuoco da Bulgaria, Francia, Germania, Norvegia, Romania e Finlandia. Nel 2025, il programma è arrivato a coinvolgere 14 paesi partecipanti: Austria, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Moldavia, Romania, Finlandia, Germania, Norvegia, Slovacchia, Croazia, Cipro, Svezia, Portogallo e 5 nazioni ospitanti: Francia, Grecia, Portogallo, Spagna e, per la prima volta, l’Italia. Questo approccio preventivo consente ai vigili del fuoco europei di acclimatarsi, allenarsi e operare come una squadra unita, riducendo i tempi di risposta durante le emergenze. Un esempio recente è l’intervento immediato delle unità ceche e rumene a Keratea, in Attica, l’8 agosto 2025, dove l’equipaggiamento compatibile e il coordinamento con gli Ufficiali di Collegamento greci hanno garantito un’efficacia operativa senza precedenti.

Il programma di preposizionamento fornisce anche attrezzature standardizzate, come manichette antincendio di tipo greco, uniformi ignifughe e divisori d’acqua, risolvendo problemi di compatibilità emersi in passato, come durante la missione rumena del 2021 in Attica, in cui i pompieri scoprirono che i raccordi delle loro autobotti non erano compatibili con quelli dei sistemi idrici greci. L’ inconveniente, che ha inizialmente ostacolato il rifornimento d’acqua, è stato in seguito risolto con soluzioni improvvisate grazie all’ingegno locale ma ha anche messo in luce la necessità di una standardizzazione.

Questo approccio non solo migliora l’efficienza, ma trasforma i paesi mediterranei in un “campus aperto” per la formazione antincendio, condividendo conoscenze ed esperienze tra i vigili del fuoco europei. Come sottolineato dal Tenente Colonnello Bikas, “il pericolo è comune, e la preparazione, l’addestramento e la cooperazione sono le chiavi per rafforzare la protezione civile in Europa”. La collaborazione tra Italia e Grecia, unita all’impegno dell’UE, rappresenta un passo avanti verso un modello di risposta coordinata e sostenibile alle crisi climatiche.

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