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Guerra e droghe, dai Vichinghi ai nazistial Jazeera titola così un curioso servizio, dedicato ad un altrettanto curioso argomento, l’uso delle sostanze psicotrope in battaglia.  Come fa notare il network del Qatar, il legame fra stupefacenti e conflitti è molto antico e diffuso ancora oggi sia in termini di consumo al fronte, sia come merce di scambio per l’acquisto di equipaggiamenti per milizie e terroristi. Ma non solo…VietnamLa droga toglie il dolore, aumenta l’eccitazione, provoca dipendenze e, talvolta, ridisegna anche un teatro bellico. Nel 1972, lo storico americano Alfred W. MC Coy pubblica una ricerca nella quale sostiene che Air America (AA – compagnia di bandiera sfruttata in cover operations) avrebbe trasportato eroina per conto del leader Hmong Vang Pao, quest’ultimo capo di una etnia che i servizi segreti americani avevano addestrato in Laos per contrastare l’esercito comunista. Più tardi, la tesi di una complicità dei piloti di AA nel contrabbando fu smentita ; certa, invece, la larga diffusione di eroina fra le truppe statunintensi in Indocina, un fenomeno che ha causato casi di grave dipendenza ed impedito a molti reduci un completo e sano reinserimento nella società civile.Seconda Guerra MondialeLaddove il soldato non la consuma per vizio o per dimenticare gli orrori a cui assiste, la droga è un potente lenitivo di cui non si può fare a meno, specie quando il conflitto è mondiale. Fino al 1945, sia gli Alleati sia l’Asse dispongono di kit di primo soccorso contenenti dosi di morfina, prezioso aiuto dopo aver ricevuto una palla nello stomaco o averso la gamba su una mina. In forma di tubetto, la morfina si inietta con un piccolo ago. Risultati quasi immediati, ma il rischio di dipendenza è elevatissimo ; stesso problema che provoca il Pervitin (capsule di metanfetamina) in uso fra i tedeschi e il Solfato di Benzedrina (anfetamina) che acuisce i sensi e la capacità di reazione degli aviatori della Royal Air Force. Un amico prezioso quando si combatte a migliaia di metri di quota, peccato che provochi anche gravi stati allucinatori : è proprio durante la guerra, infatti, che nasce il mito del Gremlin, lo spiritello dispettoso che, a detta dei piloti, si divertirebbe a divorare le parti meccaniche degli aerei.L’oppioIl più antico e, forse, più diffuso narcotico è l’oppio il cui utilizzo al Jazeera attribuisce addirittura agli antichi Romani. In realtà, l’uso di psicotropi è molto antecedente ai Cesari : già nel Neolitico, infatti, particolari rituali prevedevano droghe ; droghe che compaiono fra i rimedi proposti dal Papiro di Ebers per calmare i bambini. Il papiro, uno dei più antichi testi di scienza medica, risale al Regno del Faraone Amenhotep I, 1550 anni prima della nascita di Cristo.

L’oppio è ancora coltivato nelle stesse regioni in cui i papaveri sbocciavano tre millenni fa come in Afghanistan dove gli ettari coltivati a « poppy » sono oltre 209 mila per un guadagno, ad ettaro, di circa 4500 dollari (dati report United Nations Office on Drugs and Crimes, 2013). Un lucroso giro d’affari che coinvolge trafficanti, terroristi e forze armate : come già raccontato dagli Occhi della Guerra, lungo il confine afgano-tagiko Mosca schiera un’intera divisione motorizzata in supporto delle autorità locali tagike per il contrasto ad un un narcotraffico i cui proventi finanziano sia i criminali, sia le organizzazioni del terrore che minano la sicurezza dell’area centro asiatica e della Federazione russa.

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