Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY

Lo spopolamento della Grecia ha una vittima sempre più palese nel settore scolastico ed educativo. E l’onda lunga del crollo della natalità negli anni bui dell’austerità imposta al Paese mediterraneo dalla Troika (Unione Europea, Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale) e della crisi economica di Atene si manifesta in tutta la sua forza.

L’austerità scolastica della Grecia

Il governo di Kyriakos Mitsotakis ha deciso che per il periodo scolastico in arrivo non riapriranno 721 delle 13.748 scuole elementari del Paese, un calo netto del 5% da un anno scolastico all’altro deciso dal Ministero dell’Educazione e degli Affari Religiosi che in Grecia gestisce il mondo dell’istruzione. Sofia Zacharaki, titolare del dicastero e compagna di Mitsotakis nel partito conservatore Nuova Democrazia, sta coordinando la gestione di un piano di tagli dettato dal ripido calo delle iscrizioni, che porterà alcuni alunni greci a doversi spostare di 80 chilometri per frequentare le elementari.

Quest’anno la popolazione studentesca greca sarà di 1,2 milioni di persone, inferiore di 150mila unità a quella del 2018-2019, con un calo dell’11% in sei anni che è concentrato non solo sulle isole o nelle aree spopolate del mondo rurale ma anche nell’Attica e nella capitale Atene. Aumentano, anche le cosiddette “scuole sospese” prossime alla chiusura. Come spiegato da Ekathimerini, “una scuola viene sospesa se non raggiunge un minimo di 15 studenti” e può essere in questo status al massimo per tre anni prima di essere definitivamente chiusa.

Crisi economica, crisi demografica, crisi educativa

Una vera batosta alla popolazione scolastica arriva ora per effetto del duro colpo subito dalla natalità nel contesto degli anni compresi tra il 2008 e il 2015, in cui Atene subì prima la Grande Recessione e la crisi del debito sovrano e poi l’imposizione di un’agenda di austerità che ha portato, nel successivo decennio, a un severo ridimensionamento dello Stato e degli standard di vita da cui solo con il contributo di alcuni settori come il turismo e l’abbattimento del costo del lavoro il Paese ha faticato a riprendersi, entrando però nel novero delle economie strutturalmente più fragili d’Europa.

La natalità in Grecia è strutturalmente in calo da decenni e non è più sopra il tasso di sostituzione naturale della popolazione dal 1983, quando scese dal 2,03 dell’anno precedente a 1,94 figli per donna. Nel 2008-2009, però, dopo un periodo di crescita nel decennio precedente, si attestava ancora a 1,5 figli per donna. L’onda lunga della crisi la precipitò in pochi anni a 1,29 figli per donna, inaugurando un trend di rimbalzi e contrazioni che lo ha fatto assestare a 1,26 figli per donna nel 2024, non facendola più riprendere dal flesso post-crisi.

I greci: sempre meno, sempre più poveri

Del resto, nota Greek Reporter, tra gli altri fattori “la grave crisi economica del Paese, iniziata nel 2008, ha provocato un esodo su larga scala di giovani greci istruiti in cerca di migliori opportunità all’estero. Questa fuga di cervelli ha ulteriormente ridotto il numero di persone nel pieno della loro età fertile e lavorativa“.

Da 11,2 milioni di persone del 2010 la popolazione ellenica è scesa agli attuali 9,9 milioni in 15 anni, un calo dell’11,6%, il Pil è pari a due terzi del massimo pre-crisi e quello pro capite inferiore del 22% ai livelli del 2008. I greci sono sempre meno, destinati a contrarsi ulteriormente in numero e più poveri, in termini relativi e assoluti, dell’era pre-crisi e pre-austerità. Il tramonto del settore educativo segue il collasso dei servizi pubblici, come la sanità, e la privatizzazione di molti asset critici che svenarono Atene nell’ora più buia della tensione finanziaria. La crisi demografica è l’ultimo frutto avvelenato del rigore. E l’ipoteca sul futuro di una Grecia oggi mai chiamata a capire come uscire da questa crisi divenuta esistenziale.

Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. Unisciti a noi, abbonati oggi!

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto