Gli attivisti britannici per i cambiamenti climatici “minacciano” di attaccare con uno sciame di droni l’aeroporto di Heathrow, a Londra. Il gesto simbolico, secondo gli attivisti, dovrebbe bastare a creare un adeguato scompiglio e portare il governo britannico a trovare nuove e più severe misure per ridurre le emissioni di carbonio. L’aeroporto londinese era già stato il bersaglio di un’incursione da parte di un drone che aveva fatto scattare tutte le contromisure per sventare un eventuale attentato l’8 gennaio del 2019. Una precedente incursione aveva bloccato l’aeroporto di Gatwick (20 dicembre 2018) costringendo le autorità aeroportuali a fermare circa 1.000 voli e lasciare a terra oltre 100mila persone, creando danni incalcolabili a compagnie aeree e passeggeri.
La minaccia del gruppo di attivisti per il climate change noto come Heathrow Pause ha fissato come data per le incursioni clandestine il 13 settembre, e secondo quanto dichiarato dello stesso gruppo in video, l’obiettivo è proprio quelli di costringere a terra tutti i voli che toccheranno lo scalo per imprimere l’adeguata pressione sul governo. L’arma impiegata sarà una flotta di droni amatoriali, che violeranno lo spazio aereo del principale aeroporto londinese con il fine di mandare letteralmente in tilt il traffico aereo; sommandosi al caos di settembre che già si manifesta nel più grande aeroporto europeo, e aggiungendosi allo sciopero già annunciato dai piloti della British Airways, compagnia di bandiera.
Il gruppo di Heathrow Pause ha tenuto a precisare che i droni dovrebbero limitarsi a stazionare solo nei pressi dell’aeroporto, senza mettere a rischio le rotte di volo e di approccio degli aerei di linea, ed evitando dunque di mettere in alcun modo a repentaglio l’incolumità dei passeggeri, ma limitandosi a mettere a dura prova solo i loro nervi – evidentemente – perché questa azione, come nei casi precedenti, provocherà senza dubbio immensi ritardi e un effetto domino di cancellazioni di voli che si ripercuoterà in tutto il mondo.
“Questa è un’azione simbolica, usando una scappatoia legale e il sacrificio di sé dei partecipanti per attirare l’attenzione sulla crisi più grave e urgente che l’umanità abbia mai affrontato”, ha dichiarato il gruppo di attivisti, certo di non incorrere in sanzioni di alcun tipo. “L’inerzia del governo sui cambiamenti climatici e l’incombente catastrofe dell’espansione dell’aeroporto non ci offre alcuna scelta e ci obbliga ad agire”, hanno continuato gli attivisti, incuranti nei confronti delle migliaia di persone che saranno in transito nello scalo e forse dovranno affrontare spese gravose per raggiungere le loro destinazioni al di fuori dei programmi da loro stabiliti.
Secondo quanto appreso dal web, Heathrow Pause sarebbe nato da una costala del gruppo di attivismo climatico Extinction Rebellion, formazione che quest’anno ha sconvolto Londra con una serie di azioni di alto profilo. Gli anarco-attivisti hanno affermato che l’incursione dei droni avverrà con una sola ora di preavviso, ma questo dovrebbe comunque bastare alle autorità dell’aeroporto per innalzare le adeguate contromisure e scongiurare questa minaccia. Sono infatti numerose le tattiche per interdire al volo droni amatoriali e non solo – e questo comprende le tattiche di jamming impiegate in campo militare.
Per parte sua la direzione dell’aeroporto di Heathrow – che ha già avuto occasione di misurarsi con incidenti analoghi valutandone le criticità – ha dichiarato che questo piano, considerato “illegale e controproducente”, verrà bloccato, garantendo al traffico aereo di procedere regolarmente. “Siamo d’accordo con la necessità di agire sul cambiamento climatico. Questo è un problema globale che richiede impegno e azione costruttivi. Commettere reati e interrompere i passeggeri è controproducente “, ha detto un portavoce di Heathrow; tuttavia: “L’atto di pilotare droni entro 5 km da un aeroporto è illegale perché comporta rischi. Lavoreremo a stretto contatto con la Met Police e altre autorità per gestire e mitigare qualsiasi impatto che ciò possa causare”.
In risposta a questa dichiarazione il gruppo Heathrow Pause ha incalzato affermando che : “Tutti gli aderenti che piloteranno droni sono consapevoli di rischiare l’arresto e la prigione, e sono pronti ad essere arrestati“. Nonostante la ragionevolezza del monito dunque, la minaccia sembra essere stata lanciata, e i paladini del clima decisi a portare a termine questa “operazione di disturbo”.
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