Una delle scale più antiche di Amman, quella di al-Kalha, era diventata un blocco di calcestruzzo nel cuore della città. Uno scempio, finché un gruppo di artisti, graffitari e studenti di ingegneria guidati da Abdul Rahman Amjad ha pensato di rimediare e di dipingerla. Una boccata di ossigeno, e di colore, in mezzo al grigio della città ma anche un messaggio politico: sui gradini ora si possono leggere i versi della famosa poesia “Identity card” del palestinese Mahmoud Darwish, con un suo ritratto. Accanto, anche i ritratti dei cantanti libanesi Fairouz e Marcel Khalife.
Amjad ha iniziato a dipingere graffiti 4 anni fa. Racconta ad Al Monitor che i giovani artisti stanno cambiando il volto della città, il loro lavoro attira l’attenzione di tutti, e ciò di conseguenza cambia anche il modo in cui sono visti dalla popolazione. Prima dell’inizio dei lavori Amjad diceva che le scale sarebbero diventate irriconoscibili, e così è stato. Ma i disegni sulla scala al-Kalha, sono solo una parte dei progetti artistici di alcuni giovani artisti giordani. La loro idea è quella di “colorare” Amman. Si concentrano soprattutto nella parte orientale della città, costellata da edifici in cemento, costruzioni non regolamentate, un sistema di fognature inadeguato.
Anche altri gruppi sono impegnati nel “riportare il colore” in città. Così ha fatto Ali al-Husni, proprietario della galleria di Ali & Rama ad Amman che ha realizzato una mostra d’arte dal vivo in Omar Bin al-Khattab Street con 13 artisti lo scorso luglio. Husni ha rivelato che vorrebbe rilanciare la vecchia strada e renderla famosa. Dimostrare che le strade di Amman non hanno solo caffè, ma sono un’occasione anche per i talenti locali.
Anche il teatro Al-Balad ha lanciato il progetto Baladk Street Art Project nel 2013, anch’esso vuole portare l’arte per le strade, attraverso la realizzazione di graffiti e murales. Nel 2014, il teatro ha messo su il progetto “Wow Baladk”, che sta per “Women and Walls”, che ha invitato artisti del Cairo ad utilizzare l’arte di strada per sollevare questioni riguardanti le donne. Da allora il teatro sceglie ogni anno un tema che gli artisti di strada trattano nei loro dipinti. Il teatro collabora con il comune di Amman per scegliere i luoghi da dipingere e fornisce biglietti di viaggio e un indennizzo per gli artisti che partecipano. Uno sponsor privato fornisce invece gratuitamente vernici e strumenti.
Mu’ath Isaeid, coordinatore del progetto Al-Bald Theatre ha raccontato ad Al Monitor che nel maggio 2015 sono stati invitati 15 artisti giordani e sei artisti provenienti dai territori palestinesi, dalla Siria, dal Libano, dall’Egitto, dalla Tunisia e dallo Yemen per dipingere sui muri della città sul tema della tolleranza.
Ma alcune opere dipinte durante le proteste in Giordania del 2011-2013, che criticavano il governo sono state cancellate dalle forze di sicurezza. L’articolo 459 del codice penale giordano proibisce di “vandalizzare proprietà pubbliche e private” e prevede una pena detentiva e un’ammenda che potrebbe raggiungere i 400 dinari giordani, circa 564 dollari.
Il sito di viaggi UCityGuides ha classificato Amman come terza città più caotica per le sue costruzioni. Ma l’architetto Raed Wehbe non è d’accordo e dichiara che Amman non è solo cemento, infatti alcune sue costruzioni sono in pietra bianca che dà un carattere unico alla città. Ora anche i graffiti sulle mura della città contribuiranno a rendere Amman più colorata.