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Il Giappone è ufficialmente entrato nella stagione della fioritura dei ciliegi. È il periodo dell’anno, che va da fine marzo ad aprile inoltrato, in cui i sakura (termine che indica sia il fiore di ciliegio che l’albero stesso) sbocciano in tutto il Paese. Sono fiori bellissimi nel loro momento di massimo splendore, ma hanno vita breve, brevissima: fioriscono infatti solo per poche settimane, prima di cadere a terra e appassire, incarnando perfettamente la fugacità della vita.

L’hanami è la tradizione giapponese che vede le persone riunirsi sotto gli alberi in fiore, insieme a familiari e amici, per godere della bellezza dei sakura. Tuttavia, questo rituale millenario oggi deve fare i conti con due minacce sempre più concrete: il cambiamento climatico e i problemi ambientali.

La prima riguarda l’aumento delle temperature, che influenza la fioritura anticipandola e mandando in tilt i calendari accuratamente monitorati da decine di agenzie specializzate e dall’Agenzia meteorologica giapponese (Jma). La seconda è legata all’invecchiamento degli alberi, in particolare dei Prunus serrulata, che possono raggiungere i 60-70 anni e richiedono costose cure di manutenzione. In sintesi: in Giappone fa sempre più caldo e i ciliegi stanno invecchiando, senza un adeguato ricambio generazionale. Il rischio? La loro scomparsa.

Ciliegi in fiore troppo vecchi

La Jma monitora oltre 50 ciliegi “di riferimento” in tutto il Giappone. Questi alberi fioriscono normalmente per circa due settimane all’anno: dalla comparsa della prima gemma fino alla caduta dell’ultimo petalo. Sono però estremamente sensibili alle variazioni di temperatura e, oggi, sempre più vecchi.

Molti sakura, soprattutto quelli della varietà più comune, i Somei-Yoshino, sono stati piantati durante il boom economico del dopoguerra e ora stanno raggiungendo la fine del loro ciclo vitale. Per contrastare il deterioramento e l’invecchiamento, le autorità hanno avviato alcune misure: tra queste, l’abbattimento degli esemplari più anziani e a rischio crollo per fare spazio a nuove piantumazioni.

Attenzione però, perché la maggior parte delle amministrazioni locali non dispone né dei fondi né della manodopera necessari per agire in modo efficace. A dare una mano è appena arrivata… un’app.

L’app che salva i sakura del Giappone

Ci ha pensato Kirin Brewery, una delle principali aziende giapponesi di bevande, a lanciare un’applicazione innovativa che sfrutta la fotocamera di smartphone e tablet per monitorare la salute dei ciliegi grazie all’Intelligenza artificiale. Si chiama Harekaze Action Sakura Ai Camera e permette di stimare l’età di un albero a partire da una semplice foto scattata con il cellulare.

L’immagine, insieme alla geolocalizzazione, viene caricata in un database accessibile alle autorità locali, che possono così individuare gli alberi più fragili e intervenire per tempo. Un’azione utile anche per prevenire incidenti, come quello avvenuto a Kyoto nell’aprile 2024, quando un ciliegio è crollato ferendo un passante.

Dal 2024, Kirin Brewery effettua donazioni alle autorità locali per sostenere la cura e la conservazione dei ciliegi in fiore. L’azienda – che produce le bevande più consumate dai cittadini giapponesi durante l’hanami – spera che la Sakura Ai Camera possa produrre effetti positivi nel lungo periodo. Sia per i sakura, sia per la propria reputazione.

“Il progetto continuerà a proteggere i fiori di ciliegio nel lungo termine, poco alla volta, iniziando da ciò che possiamo fare, in modo che le persone possano godersi l’hanami anche nelle primavere future”, ha spiegato Risa Shioda, membro del progetto Kirin Brewery.

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