È destinata a creare scalpore la proposta lanciata dal ministro degli esteri tedesco Heiko Maas relativa alla possibilità che in futuro vaccinati e non vaccinati possano ricevere un trattamento differente da parte dello Stato. L’idea, al momento non ancora nei piani ufficiali di Berlino ma possibile soluzione al vaglio della gerenza del Paese per procedere in futuro ad una graduale riapertura, ha già trovato molte opposizioni in patria. Tuttavia, proprio questa proposta potrebbe essere la strada che verrà seguita dal governo federale tedesco, sempre più nella necessità non soltanto di salvaguardare la salute dei cittadini ma anche quella del proprio patrimonio economico nazionale.

I vaccinati andranno per primi al cinema

“Una persona vaccinata non porta via a nessuno un ventilatore”. Con queste parole, riportate dall’agenzia di stampa Reuters, il ministro degli esteri tedesco Maas ha sottolineato come in futuro la Germania potrebbe procedere con delle riaperture a doppio binario. Ossia? Ossia la possibilità che coloro che sono già stati vaccinati abbiano la possibilità, prima degli altri, di ritornare gradualmente alla normalità. Partendo dalla possibilità di andare al cinema sino ad arrivare ai ritrovi privati, dunque, il panorama sociale tedesco potrebbe essere il primo a dividersi veramente tra vaccinati e non vaccinati, divenendo avanguardia ed al tempo stesso anche laboratorio sociale di cosa significherà davvero la convivenza con il coronavirus.

Proprio l’utilizzo di questo doppio binario, però, apre la strada anche ad alcune criticità. Non tutti infatti, specularmente a quanto accade con le altre vaccinazioni, avranno la possibilità di vaccinarsi. Persone con gravissime patologie non compatibili con la somministrazione del vaccino infatti non potrebbero dunque accedere ai vantaggi dell’essersi sottoposti al trattamento, benché potenzialmente in possesso della volontà di effettuarlo. E soprattutto, andrebbe a creare una ulteriore divisione nella società che non solo potrebbe essere alla base di disordini civili ma anche mettere in dubbio le fondamenta stesse dello Stato di diritto (e della libertà di scegliere se sottoporsi o meno al vaccino).

È necessario salvare salute ed economia

Come sottolineato nei precedenti passaggi, l’obiettivo della strategia sperimentale che Berlino potrebbe mettere in campo è indirizzata al tentativo di salvare allo stesso tempo sia salute dei cittadini sia il patrimonio economico della Germania. Messo pesantemente sotto stress e soprattutto con una prospettiva di ripresa purtroppo ben più lunga del previsto, anche Berlino teme che nonostante le solide basi di partenza e le capacità di intervento da parte dello Stato la popolazione del Paese possa subire una nuova e gravissima recessione economica.

Il tentativo dunque di sdoppiare il trattamento è da intendersi dunque come un tentativo di far ripartire in totale sicurezza l’economia, permettendo a coloro che sono immuni di far ripartire i consumi, mantenere in vita le attività e, gradualmente, poter tornare tutti quanti alla normalità. Tuttavia, anche con questo accorgimento la strada sembra ancora molto lunga, soprattutto considerando i ritmi con i quali sta procedendo la vaccinazione in Germania e considerando dunque il tempo necessario affinché una parte abbastanza grande della popolazione possa essere considerata immune al coronavirus.

Certamente, sotto questo profilo la Germania potrebbe però rivelarsi il laboratorio d’osservazione dell’approccio proposto, nonostante i limiti evidenziati anche all’interno dello stesso Paese. Soprattutto, potrebbe rivelarsi anche la cartina al tornasole di come questa misura potrebbe essere accettata dalla popolazione, tenendo considerato anche l’alto numero di proteste anti-lockdown che si sono verificate in Germania negli ultimi mesi. E in questo scenario, evidenziare come questa soluzione possa divenire la soluzione per il futuro (oppure essere definitivamente scartata).