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Società

Flop del vaccino Sanofi: l’Italia aveva prenotato 40 milioni di dosi

Il candidato vaccino per il Covid-19 realizzato dalle aziende farmaceutiche Sanofi e GSK è incappato in un grave incidente di percorso che ne ritarderà l’immissione sul mercato, inizialmente prevista per la metà del 2021 ed ora slittata alla fine dell’anno....
Sanofi Francia (La Presse)

Il candidato vaccino per il Covid-19 realizzato dalle aziende farmaceutiche Sanofi e GSK è incappato in un grave incidente di percorso che ne ritarderà l’immissione sul mercato, inizialmente prevista per la metà del 2021 ed ora slittata alla fine dell’anno. Le aziende hanno reso noto che “i risultati intermedi dello studio di fase 1/2 hanno mostrato una risposta immunitaria paragonabile a quella dei pazienti guariti dal Covid-19 negli adulti di età compresa tra 18 e 49 anni, ma una bassa risposta immunitaria negli anziani probabilmente a causa di una concentrazione insufficiente dell’antigene”.

Si tratta di una problematica significativa dato che la grande maggioranza dei decessi dovuti al Covid-19 sono concentrati tra chi ha più di 60 anni (con un’incidenza più elevata tra gli over 70 e gli over 80) e che sono proprio i più anziani a necessitare di una copertura vaccinale efficace. Per cercare di risolvere il problema verrà realizzato, a partire dal febbraio 2021, uno studio di fase 2b per migliorare la formulazione dell’antigene ed utilizzando come termine di paragone un vaccino già approvato.

Un problema da risolvere

Il vaccino prodotto dalla multinazionale francese Sanofi in collaborazione con GSK era considerato uno dei preparati più promettenti, insieme a quelli realizzati da Pfizer-Biontech, AstraZeneca-Oxford, Moderna e Johnson e Johnson, da gran parte della comunità internazionale. La Commissione Europea aveva siglato, nel mese di settembre, un contratto con Sanofi-GSK che avrebbe dovuto consentire agli Stati membri dell’Unione di acquistare fino a 300 milioni di dosi del vaccino e di donarne una parte agli Stati con reddito medio-basso. Un problema di fondamentale importanza anche per l’Italia, dal momento che l’azienda francese aveva concluso con il governo l’accordo per 20 milioni di dosi subito e 40 per tutto il 2021. Ipotesi a questo punto tramontata.

La presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen aveva espresso entusiasmo per il raggiungimento dell’intesa ed aveva affermato che “il contratto di oggi con Sanofi-GSK dimostra ancora una volta l’impegno della Commissione europea a garantire un accesso equo a vaccini sicuri, efficaci e a prezzi contenuti”. La Commissione Europea ha elaborato una strategia per favorire lo sviluppo e la diffusione di vaccini contro il Covid-19. Il successo è legato alla capacità di assicurarsi quante più dosi possibili dai diversi produttori per riuscire a raggiungere, nel Vecchio Continente, l’immunità di gregge. Nei primi mesi del 2021 non ci saranno dosi disponibili per tutti ed il fallimento di Sanofi può aggravare la situazione. La Commissione ha raggiunto accordi con sei aziende per acquistarne i vaccini. 300 milioni di dosi verranno fornite da BioNTech-Pfizer, 300 milioni da AstraZeneca, 300 milioni da Sanofi, 225 milioni da CureVac, 200 milioni da Johnson e Johnson ed 80 milioni da Moderna.

Un futuro sempre più vicino

Il 2021 sarà, con tutta probabilità, nell’anno della riscossa della comunità internazionale contro il Covid-19. Il virus SARS-CoV-2, che ha già infettato decine di milioni di persone e ne ha uccise più di un milione e mezzo in tutto il mondo, dovrebbe venire ridimensionato da una serie di vaccini efficaci e dagli anticorpi monoclonali, in grado di impedire il progresso della patologia verso forme più gravi e già impiegati negli Stati Uniti anche per curare il presidente Donald Trump.

Il contenimento della pandemia è necessario per far ripartire gli apparati produttivi e le economie di molti Paesi, ormai prostrati da mesi di recessione ed anche per  fare tornare alla normalità le vite quotidiane di miliardi di esseri umani. Il raggiungimento dell’immunità di gregge mediante una campagna vaccinale, che dovrà coprire almeno il 60-70 per cento della popolazione di un singolo Stato, non è un obiettivo semplice e potrà essere centrato grazie ad una sinergia di sforzi ed impegno a più livelli. Alcuni ostacoli potrebbero però ritardare questo processo e bisognerà capire quanto dura l’immunità fornita dal vaccino contro il Covid-19 e capire se bisognerà vaccinare o meno chi ha già avuto la malattia.





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