C’è un passo del “manifesto” di Mark Zuckerberg che è stato bypassato dai più: quello sull’intelligenzaartificiale. Scrive il fondatore di Facebook: “Ci sono miliardi di post, commenti e messaggi condivisi sulle nostre bacheche ogni giorno e, dal momento che non è possibile analizzarli tutti, analizziamo solo i contenuti che ci vengono segnalati. Ci sono stati eventi tragici, come suicidi, o morti in diretta – e forse avremmo potuto prevenirli se qualcuno avesse capito cosa stava per accadere e ce lo avesse segnalato prima. Ci sono casi di bullismo e di violenza ogni giorno: il nostro team dovrebbe essere allertato prima. Tutte queste storie ci dimostrano che dobbiamo trovare un modo per fare di più”. Giusto e sacrosanto. Casi simili riempiono tutti i giorni le pagine di cronaca. Salvare una vita, evitare che un ragazzo o una ragazza vengano brutalizzati dai loro coetanei è doveroso.È a questo punto che, spiega il fondatore di Facebook, entra in gioco l’intelligenza artificiale: “L’IA ci consentirà di avere un approccio migliore. Stiamo sviluppando sistemi tecnologici per analizzare foto, video e contenuti. Siamo ancora in fase sperimentale e forse ci vorranno anni. Ora stiamo iniziando ad utilizzare l’Intelligenza Artificiale per cercare di capire la differenza tra una notizia sul terrorismo e la propaganda sul terrorismo in modo da poter intervenire e rimuovere i post di chi cerchi di reclutare persone per organizzazioni terroristiche. Non è facile, ma abbiamo bisogno di lavorarci per combattere il terrorismo”.E anche questa è una cosa più che giusta. I jihadisti dello Stato islamico reclutano principalmente sui social network e, in particolare, su Facebook. Fermarli, comprendere i loro piani per attaccare l’Occidente è fondamentale. Ma quali limiti avrà l’intelligenza artificiale? Potrà leggere i messaggi privati di chiunque? I miei e i tuoi per esempio? Potrà controllare ogni tuo passo? Certo, come per ogni cosa, Facebook ti darà la possibilità di scegliere. Quanti però lo faranno? E di quanti invece Facebook potrà controllare ogni scelta? Moltissimi, sicuramente.Secondo Bloomberg, “la maggior parte degli utenti accetterà o non modificherà gli standard del social network”. Facebook, secondo l’agenzia di New York, oltre a numerosi ed evidenti benefici, ha contribuito a creare una società distopica, che sta allontanando l’uomo dalla realtà. In Spagna e Portogallo si studiano i casi di chi, proprio a causa di questa piattaforma digitale, vive sotto un maggiore stress e non riesce più a relazionarsi con il prossimo. Basta guardarsi attorno. Quando si va al ristorante non si va per mangiare. Si va per scattare foto da postare su Facebook o su Instagram (che è sempre di proprietà di Zuckerberg, così come WhatsApp). È un mondo parallelo, dove la popolarità coincide con i like. Ma anche dove la violenza è gratuita perché tutti sono nascosti da uno schermo.E i passi “in avanti” che Zuckerberg farà non ci aiuteranno. Affideremo tutto di noi al social network più potente al mondo, abbandonando ogni nostro segreto nelle mani del fondatore di Facebook che, ora, non si accontenta più di essere il “sindaco” della più grande community del globo, ma aspira a diventare il presidente degli Stati Uniti d’America. Ne vale davvero la pena?

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