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Il conto alla rovescia è terminato. La Cina trattiene il fiato per il gaokao, il temibile esame di ammissione all’università che ogni anno – dal 1952, fatti salvi gli anni della Rivoluzione Culturale – decide la sorte accademica di milioni e milioni di studenti. Si tratta di uno dei test più impegnativi del mondo. Dura dai due ai quattro giorni (dipende dal programma degli argomenti da esaminare) e consente agli studenti che hanno appena terminato le scuole superiori di capire cosa potranno fare “da grandi”.

A differenza di quanto accade negli Stati Uniti e in Europa, in Cina l’iscrizione all’università passa infatti solo ed esclusivamente attraverso il gaokao, che resta l’unico fattore determinante per l’eventuale ammissione dei canditati ai vari atenei del Paese.

I punteggi conseguiti a questo esame rappresentano in sostanza la garanzia del successo (o dell’insuccesso) degli studenti. I quali, in base al risultato ottenuto, vengono considerati idonei o meno all’accesso universitario. E, soprattutto, indirizzati verso specifiche università a seconda di come è andato il loro test.

Futuro in bilico

Il gaokao, dunque, non rappresenta soltanto un’importante pietra miliare nella formazione degli studenti cinesi, ma anche un punto di svolta fondamentale nel plasmare il loro futuro. L’esame, pilastro del sistema educativo della Cina, determina i percorsi di milioni di studenti e influenza in modo significativo l’allocazione delle risorse educative nella società.

Uno studente cinese, infatti, una volta terminato il liceo non può iscriversi ad una qualsiasi università in base alla propria preferenza. La conditio sine qua non per proseguire nell’istruzione universitaria passa attraverso un buon risultato ottenuto con il gaokao.

Non solo: l’esito dell’esame indirizzerà i singoli candidati verso le migliori o peggiori università del Paese. Detto altrimenti, soltanto realizzando un esame eccellente un candidato potrà sperare di iscriversi e frequentare gli atenei più prestigiosi della Cina.

Come funziona il gaokao

Ma come funziona concretamente il gaokao? Anche se varia da provincia a provincia, l’esame comprende generalmente prove di letteratura cinese, matematica e una lingua straniera (nella maggior parte dei casi inglese). Gli studenti che hanno scelto le “arti socio-politiche” come specializzazione al liceo, devono sostenere test aggiuntivi relativi a storia, politica e geografia. Quelli che hanno scelto scienze, sosterranno invece test di fisica, chimica e biologia.

Prima dell’esame (o subito dopo, dipende dalle province) gli studenti devono compilare un modulo per elencare, in ordine di preferenza, le università che vorrebbero frequentare. Ogni college ha un punteggio di ammissione ben definito (la Tsinghua, per esempio, ha un tasso di accettazione inferiore a quello di Harvard): soltanto se gli studenti soddisfano tale requisito potranno essere ammessi. In caso contrario, verranno rifiutati dalle università desiderate e trasferiti ad un’altra scuola – di minor prestigio – in linea con il loro risultato.

Se, invece, uno studente non dovesse soddisfare alcun requisito di ammissione, allora per quell’anno accademico perderà completamente la possibilità di frequentare l’università (un aspetto, questo, che in passato ha causato vari suicidi tra studenti sotto pressione). In ogni caso, il gaokao non ha limiti di età ufficiali, e dunque i cittadini cinesi possono tecnicamente ripeterlo quante volte vogliono (sono innumerevoli le persone che, ambendo ad un futuro roseo, hanno tentato l’esame decine e decine di volte).

Sotto pressione

In Cina, l’ultimo anno delle scuole superiori è spesso dedicato ai preparativi in vista del gaokao. Significa, in sostanza, che gli studenti effettuano prove di esame e simulazioni quasi ogni giorno, sotto una pressione estrema.

Quando arriva il grande giorno, l’intero Paese entra in una sorta di psicosi di massa. Per garantire che gli studenti arrivino in tempo agli esami le autorità adottano molteplici misure di sostegno. Alcuni esempi? In passato i funzionari dei trasporti di Shanghai hanno consentito ai candidati al test di avere accesso prioritario a tutte le stazioni della metropolitana, oltre all’utilizzo gratuito dei taxi.

Secondo i dati del ministero dell’Istruzione quest’anno si sono registrati al gaokao 13,42 milioni di studenti (più dell’intera popolazione del Portogallo).

Anche se dall’esterno il gaokao può apparire come un metodo brutale ed estenuante, in Cina è considerato il modo più giusto per selezionare i migliori talenti – secondo metodi meritocratici – in un Paese che deve fare i conti con una popolazione formata da oltre 1,4 miliardi di persone, e con un gap economico ancora rilevante tra le famiglie che vivono nelle grandi metropoli e quelle che abitano nelle aree rurali.  

Federico Giuliani

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