Quando la realtà supera la fiction. I filmati registrati da (almeno) una delle videocamere posizionate al di fuori dalla cella del carcere di New York dove il 10 agosto scorso si sarebbe suicidato il finanziere Jeffrey Epstein sarebbero “inutilizzabili”. A renderlo noto è il Washington Post, che cita alcune fonti investigative che stanno indagando sulle circostanze della morte del milionario americano. Il quotidiano spiega che al momento non è chiaro il motivo per cui alcuni filmati registrati fuori dalla cella di Epstein siano così danneggiati o imperfetti da essere inutilizzabili dagli investigatori o cosa sia visibile in quelli non compromessi. Sull’incidente stanno indagando sia l’Fbi che il Dipartimento di Giustizia, che stanno tentando di determinare cosa sia realmente accaduto.

Non è nemmeno noto, al momento, se la criticità riscontrata nella registrazione dei filmati abbia avuto una durata limitata o se si si tratti di un problema più ampio di manutenzione che affligge il Metropolitan Correctional Center, il carcere dove è morto suicida Jeffrey Epstein. Come sia potuto succedere, è ciò che stanno tentando di appurare gli inquirenti. Ma il sistema carcerario americano e il Dipartimento di Giustizia sono sotto accusa. Come ha spiegato il New York Times, il giorno della morte del finanziere nessuno ha controllato la sua cella per diverse ore sebbene fossero stati pianificati dei controlli ogni mezz’ora. In seguito, il direttore ad interim dell’Ufficio federale delle carceri degli Stati Uniti, Hugh Hurwitz, è stato rimosso dal suo incarico dal ministro della giustizia William Barr.

Jeffrey Epstein lasciato solo in cella: perché?

Secondo quanto emerso nelle scorse settimane, sempre da fonti citate dal Washington Post, sarebbero stati almeno otto i membri del personale dell’Ufficio federale delle carceri (Federal Bureau of Prisons) che hanno ignorato l’ordine di non lasciare il miliardario Jeffrey Epstein da solo nella sua cella. Stando alle informazioni diffuse, il fatto che al corrente di tale ordine vi fossero così tante persone tra impiegati e supervisori avrebbe allarmato gli investigatori, che al momento stanno lavorando per verificare se la mancanza sia da imputare ad un intento criminale o a semplice incompetenza.

Due delle guardie penitenziarie che avevano il compito di vigilare sull’uomo, accusato di abusi su minori e sfruttamento della prostituzione minorile, sono invece state messe in congedo amministrativo. “Potrebbero essere intraprese ulteriori azioni se le circostanze lo giustificano”, ha dichiarato la portavoce del dipartimento di Giustizia, Kerri Kupec. Shirley Skipper-Scott, direttrice del carcere, è stata trasferita in un ufficio regionale nel nord-est, ed è stata sostituita da James Petrucci, direttore della prigione federale di Otisville, New York.

Gli investigatori vogliono vederci chiaro, tant’è che, come riportato dalla Cnn nei giorni scorsi, sarebbero addirittura 20 le guardie carcerarie della prigione federale di New York che hanno ricevuto un mandato di comparizione di fronte al grand jury. Gli inquirenti intendono, attraverso le loro deposizioni, cercare di ricostruire con esattezza quello che è successo la notte in cui il 66enne miliardario si è impiccato nella sua cella. Troppe le domande che cercano ancora una risposta.

Le amicizie altolocate di Epstein: Woody Allen, Clinton, il Principe Andrea

Lo scandalo Epstein ha coinvolto di recente anche il Principe Andrea, duca di York, secondo figlio maschio della Regina Elisabetta. Virginia Giuffre, una delle accusatrici del finanziere, ha testimoniato di essere stata costretta ad avere rapporti sessuali con il Principe a Londra quando aveva 17 anni, poi a New York e sull’isola privata di Epstein ai Caraibi. Buckingham Palace ha ripetutamente respinto le accuse, definendole “false e senza fondamento”. Tuttavia, il Principe si sarebbe dichiarato disponibile a collaborare con l’Fbi sulla vicenda di Jeffey Epstein, se gli verrà richiesto. “I membri della famiglia reale sono sempre pronti a collaborare con la polizia in maniera appropriata”, hanno detto le fonti di Buckingham Palace, facendo capire che il secondogenito della regina Elisabetta è disponibile a collaborare con le autorità sia americane che britanniche.

Jeffrey Epstein ha scontato 13 mesi di carcere circa 10 anni fa dopo aver raggiunto un accordo con i pubblici ministeri. È stato arrestato nuovamente a luglio e accusato di aver sfruttato dozzine di ragazze minorenni dal 2002 al 2005. Epstein aveva, tra le proprie amicizie e conoscenze, politici e celebrità di tutto il mondo, tra cui il regista Woody Allen, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump – con il quale, però, ebbe un litigio – e soprattutto l’ex presidente Bill Clinton. I registri di volo ottenuti da Fox News hanno dimostrato che Clinton ha compiuto almeno 26 viaggi a bordo del Boeing 727 di Epstein, soprannominato “Lolita Express”, dal 2001 al 2003.

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