Nell’ultima settimana Elon Musk ha dato due annunci che potrebbero cambiare il futuro della scienza.

L’eccentrico imprenditore sudafricano non è nuovo a questo genere di dichiarazioni quasi teatrali, eppure le ultime due notizie potrebbero davvero rappresentare un cambiamento radicale rispetto alla stessa concezione della vita umana per come oggi la conosciamo.

Space X e Neuralink, i veri gioielli di Elon Musk

Elon Musk, oltre a essere Amministratore delegato della famosa Tesla, ricopre lo stesso ruolo anche per altre due aziende meno conosciute, ma forse più importanti dell’impresa automobilistica. Si tratta della Space Exploration Technologies Corporation, meglio conosciuta come Space X e di Neuralink. Partiamo dalla prima. Space X è un’azienda privata americana specializzata nel campo aerospaziale.

La storia di Space X si inserisce nel preciso momento storico in cui il ruolo della Nasa è indietreggiato nelle gerarchie delle agenzie governative americane. I tempi della corsa allo spazio e della necessità sconfiggere la concorrenza sovietica sono finiti e dunque il Governo americano, dopo il 1989, ha deciso di ridurre drasticamente i fondi destinati all’agenzia spaziale più famosa al mondo. La riduzione del prestigio della Nasa ha così conseguentemente lasciato il monopolio del settore alle aziende private, come appunto Space X.

Andare sulla Luna e colonizzare Marte, gli obiettivi di Space X

Obiettivo dichiarato dell’azienda di Elon Musk è quello di ridurre i costi di accesso allo spazio e arrivare alla colonizzazione di alcuni corpi celesti del sistema solare, tra cui Marte. Ora, pare che i lavori dei tecnici di Space X siano già a buon punto. Elon Musk ha infatti annunciato trionfalmente che la sua azienda sarà in grado di arrivare sulla Luna entro il 2021, cioè fra due anni scarsi.

“Sicuramente, con un veicolo senza equipaggio, credo che potremmo tornare sul suolo lunare in due anni, quindi forse entro i due anni successivi potremmo inviare gli umani”, ha dichiarato Musk. Dunque, nel 2023 l’uomo tornerà sulla Luna. Un simile traguardo sancirebbe così in via definitiva il passaggio di consegne delle imprese aerospaziali dal settore pubblico a quello privato. I rischi di affidare un settore dall’enorme importanza scientifica nell’esclusiva competenza di soggetti privati sono tuttavia evidentemente alti.

Musk vuole collegare i cervelli ai computer

La stessa valutazione può essere fatta in merito al secondo recente annuncio di Musk. L’imprenditore sudafricano ha infatti dichiarato che l’altra sua azienda, la Neuralink sarebbe in procinto di avviare una fase sperimentale di un particolare software in grado di collegare il cervello umano a dispositivi quali smartphone e computer. In particolare, l’idea di Elon Musk e degli scienziati di Neuralink è quella di installare nei cervelli delle persone con problemi neruologici (paralisi, epilessia, morbo di Parkinson) un microchip in grado di poter aiutare la persona a interagire direttamente con il pc o lo smartphone. In futuro, afferma Musk, si pensa di riuscire ad inviare contenuti visivi anche alle persone non vedenti.

Ora, manca solo la sperimentazione umana, anche se il Ceo di Neuralink non ha esitato a confessare come “alcune scimmie sono state in grado di controllare un computer con il loro cervello”, segno evidente che la fase sperimentale vada avanti, nonostante gli ostacoli legislativi. Come per l’eventuale missione sulla Luna, anche in questo caso le conseguenze potrebbero avere risvolti inquietanti.

Innanzitutto sarebbe a rischio la privacy più intima di quelle persone che accetterebbero di collegare il cervello ai dispositivi, permettendo così un’estrapolazione di dati direttamente dai circuiti neuronali della persona. Si presenterebbe poi un problema etico non indifferente: la prospettiva di un collegamento cervello computer implica infatti una rinuncia implicita alla propria condizione di essere umano, aprendo così alla prospettiva di un transumanesimo, dove le macchine (e le aziende che le controllano) potranno avere accesso alle principali funzioni vitali delle persone.

Nel campo comunista di Goli Otok
SOSTIENI IL REPORTAGE