Diventa fotoreporter IMPARA DAI PROFESSIONISTI

I dati parlano chiaro. In Russia il numero di morti per coronavirus è aumentato di 652 unità in un giorno rispetto ai 611 di quello precedente. Come riporta la Tass questo è il valore più alto raggiunto dall’inizio della pandemia. In totale nella Federazione Russa sono 134.545 le persone morte da quando è cominciata l’infezione, ed il numero di casi confermati è aumentato di 20.616 in una sola giornata, portando il totale a 5493557. In termini relativi, l’aumento, rispetto al giorno precedente, è dello 0,38%. In particolare al 28 giugno, sono stati rilevati 2.453 casi al giorno nella regione di Mosca (contro i 2722 del giorno prima, che era il valore massimo dall’inizio della pandemia), 1374 a San Pietroburgo, 336 nella regione di Nizhny Novgorod, 318 nella regione di Bryansk, 315 nella Repubblica di Buriazia. Il numero di russi guariti dal Covid-19 ammonta a 14697 al giorno, arrivando così ad un totale di 4984037. La percentuale di pazienti dimessi, secondo dati ufficiali, è di circa il 90,7% del numero totale dei contagiati.

Qualche giorno fa Sergey Sobyanin, sindaco della capitale russa, ha detto che i ricoverati in città ammontano a 12mila, in quella che, secondo lui, è una situazione paragonabile ai picchi delle scorse ondate. È sempre Sobyanin a riferire che la situazione a Mosca per quanto riguarda l’incidenza del Covid si sta rapidamente deteriorando. Una dinamica abbastanza inaspettata in quanto più del 60% dei moscoviti è stato malato o è stato vaccinato. Le autorità pertanto non si aspettavano certamente un aumento dell’incidenza ma una sua diminuzione e sempre il sindaco di Mosca afferma che molto probabilmente si tratta di nuovi ceppi, più aggressivi e in rapida diffusione.

Ma cosa sta succedendo in Russia? Perché il Paese che ha creato il primo vaccino contro Sars-CoV-2 al mondo sta subendo quella che sembra essere una nuova ondata? La risposta sembra che si possa trovare non solo nella maggiore aggressività dell’ultima variante del virus, ma anche nel comportamento dei russi, che hanno pochissima fiducia nel vaccino e sono restii a vaccinarsi.

Secondo un recente sondaggio di Morning Consult, solo il 16% dell’intera popolazione russa è attualmente vaccinato, il 28 intende farlo ma, fattore rilevante, il 37% non intende farlo. Una percentuale molto alta se paragonata a quella di altri stati europei come la Francia (17%) la Germania (16%) e l’Italia (8%). Tutti Paesi duramente colpiti dalla pandemia nei mesi scorsi.

Questa scarsità di fiducia dei russi verso lo Sputnik V è stata imputata, dal Cremlino, alla disinformazione che arriva dall’occidente ma una così alta percentuale non è spiegabile solo con la propaganda antivaccinale dei no vax o con la campagna (breve peraltro) di messa in dubbio dell’efficacia del ritrovato russo: lo studio di Lancet che la certifica ha sostanzialmente ribaltato questa visione. Deve esserci qualcosa di più profondo, come se fossimo davanti a un’intima sfiducia dei russi per i ritrovati medici casalinghi.

La situazione è così preoccupante che lo stesso presidente Vladimir Putin si è affidato più volte ai media per cercare di convincere la sua popolazione a vaccinarsi. Recentemente, dalla televisione di Stato, ha infatti detto che “il nostro compito comune ora è concentrare tutti gli sforzi, tutte le risorse per proteggere i cittadini dal coronavirus e dalle sue conseguenze. Prima di tutto, è necessario aumentare il tasso di vaccinazione. Abbiamo tutto il necessario per farlo” e ha aggiunto, in una seconda occasione che “oggi in Russia, dati i volumi di produzione, possiamo vaccinare chiunque lo desideri, ma il problema, fenomeno comune nel nostro Paese, è che le persone sono diffidenti nei confronti di tutte queste procedure”. Procedure che stanno per essere rese obbligatorie nonostante il parere contrario della popolazione.

Secondo un altro sondaggio del portale Superjob.ru, infatti, quasi due terzi dei russi (il 63%) non approva l’idea di vaccinazione obbligatoria e tra i cittadini di età compresa tra 35 e 44 anni, questa percentuale sale al 67%.

Il governo sta cercando quindi di prendere tutti i provvedimenti possibili affinché la popolazione si vaccini, anche usando metodi che ricordano quelli coercitivi. Dmitry Peskov, portavoce del presidente Putin, ha affermato recentemente che non sarà possibile evitare discriminazioni nel contesto della vaccinazione contro il coronavirus, poiché le persone senza immunità non potranno lavorare. La capitale, essendo la città più popolosa ed il cuore pulsante della Russia, sta facendo da apripista per questa campagna: la vaccinazione è diventata obbligatoria nei settori dei servizi al pubblico a Mosca, e anche se non c’è l’obbligo personale, sono i datori di lavoro che devono avere il 60% del personale attivo vaccinato. Quindi presumibilmente licenzieranno alcuni di quelli che si rifiuteranno.

Si è arrivati anche a prendere in considerazioni scelte drastiche: come riporta il Kommersant, le cure mediche “di routine” a Mosca saranno fornite solo se si è vaccinati. Ad affermarlo è stato il Dipartimento della Salute della capitale. L’eccezione sarà fatta per i pazienti con malattie oncologiche e del sangue e parimenti l’assistenza di emergenza sarà fornita a tutti i moscoviti, indipendentemente dalla presenza di anticorpi. Il dipartimento ha dichiarato in un comunicato stampa che le nuove misure sono state “introdotte esclusivamente per proteggere i pazienti” spiegando che i ricoverati in ospedale “hanno a priori le difese immunitarie indebolite”, ed è impossibile escludere contatti negli ospedali e isolare ogni paziente. “Pertanto aumenta il rischio di infezione in caso di introduzione del virus in ospedale. Dopo le operazioni chirurgiche, in caso di infezione, il rischio di gravi complicazioni, inclusa la morte, aumenta notevolmente”, ha proseguito, concludendo che “il diritto a ricevere cure mediche non è limitato”.

Oltre al “bastone”, la municipalità di Mosca offre anche la “carota” per cercare di invogliare la popolazione a vaccinarsi. Sempre il sindaco Sobyanin ha messo in palio ogni settimana cinque automobili per i nuovi vaccinati. Tutti questi provvedimenti, alcuni molto seri altri molto meno, sono comunque indice del fatto che la Russia ha un problema interno rilevante per quanto riguarda l’efficacia della pubblicizzazione della campagna vaccinale, e a quanto pare non riesce a conquistare “i cuori e le menti” della propria popolazione, che ora si ritrova ad affrontare un’altra ondata epidemica.

.
Sogni di diventare fotoreporter?
SCOPRI L'ACADEMY