La ricerca di un vaccino efficace contro il Covid-19 è in un momento cruciale. Negli Stati Uniti ha infatti avuto inizio la fase 3 della sperimentazione del candidato-vaccino sviluppato dall’agenzia biotech Moderna e dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases. Lo studio clinico si svolgerà presso cento siti di ricerca situati negli Stati Uniti e vi prenderanno parte circa 30mila volontari, che verranno poi divisi in due gruppi. Un gruppo riceverà, a distanza di 28 giorni, due somministrazioni del vaccino mentre l’altro riceverà una doppia dose di placebo. I risultati della fase 1 della sperimentazione, pubblicati sul New England Journal of Medicine, lasciano ben sperare: tutti i volontari avevano infatti sviluppato un’immunità e gli effetti collaterali erano stati minimi.

Le aspettative della scienza

Il dottor Anthony S. Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases e consigliere del presidente Trump per la gestione dell’emergenza Covid-19, ha reso noto che i primi riscontri sull’efficacia del preparato di Moderna dovrebbero essere disponibili per novembre. Fauci ha fissato un target di 150-160 infezioni per determinare l’efficacia del vaccino di Moderna che, come minimo, dovrà proteggere il 60 per cento di chi lo riceve. La sperimentazione raggiungerà il suo obiettivo una volta raggiunti i 150 casi di infezione che sono necessari per essere in grado di svolgere una comparazione statistica con il placebo e dichiarare se il vaccino fornisce una protezione adeguata. La Food and Drug Administration ha stabilito un valore di protezione di almeno il 50 per cento prima di poter autorizzare un vaccino. Il vaccino di Moderna, a differenza di altri, utilizza l’Rna messaggero per stimolare la produzione di anticorpi contro il coronavirus. Il dottor Francis Collins, direttore del National Institutes of Health, ha reso noto che l’obiettivo è quello di distribuire un vaccino efficace entro la fine del 2020. Moderna ha chiarito che, a partire dal 2021, dovrebbe essere in grado di distribuire tra i 500 milioni ed il miliardo di dosi  l’anno.

L’Operazione Warp Speed

Il progetto di Moderna è stato finanziato, insieme ad altri, dal governo americano grazie all‘Operazione Warp Speed, un’iniziativa che mira alla distribuzione di 300 milioni di dosi vaccinali sicure ed efficaci a partire dal gennaio 2021. Gli altri vaccini appoggiati da Warp Speed includono quello elaborato dalla collaborazione di Pfizer e BioNTech e quello nato dalla partnership tra l’Università di Oxford ed AstraZeneca. Quest’ultimo, peraltro, è già in fase 3 ed i ricercatori lo stanno testando in Brasile, Sudafrica e Regno Unito. Il governo americano ha investito miliardi di dollari nello sviluppo e nella produzione di un vaccino per il Covid-19 e, stando a quanto riferito da un esponente dell’Amministrazione Trump alla Reuters, grazie all’appoggio federale almeno un vaccino dovrebbe essere prodotto tra le prossime quattro e sei settimane. Le aspettative della Casa Bianca appaiono facilmente intuibili: la scoperta di un vaccino per il Covid-19 consentirebbe a Donald Trump di guadagnare un enorme credito elettorale, in grado probabilmente di ribaltare le sorti della campagna presidenziale e di far ripartire piuttosto velocemente l’economia americana, che potrebbe così riuscire ad abbandonare la recessione più in fretta di altri. Una doppia vittoria in grado di ristabilire una certa egemonia di Washington sullo scenario nazionale e globale mentre altre superpotenze, come Cina e Russia, appaiono ancora indietro. Il presidente Trump dovrà comunque fare attenzione ed evitare toni trionfalistici: in caso di fallimento, infatti, c’è il rischio che si registri un crollo rovinoso. Questa volta senza margini di recupero.

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