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È stato un sequestro record quello annunciato mercoledì dalle autorità giordane, che in un’abitazione nei pressi di Amman hanno rinvenuto 13,2 milioni di pasticche di Captagon, lo stupefacente usato dai jihadisti dello Stato Islamico e diffusissimo in Medio Oriente e nei paesi del Golfo. Il carico record di droga sequestrato, definito da Amman “il più importante nella storia del regno”, trovato nelle asciugatrici di casa di uno dei tre trafficanti, due giordani e uno “straniero di origini arabe”, era destinato ad “un altro Paese”. Questo è quanto ha chiarito il ministero degli Interni giordano, senza però fornire informazioni più precise in merito.Per approfondire: Isis ora punta tutto sulle donneMeglio conosciuto come la “droga dell’Isis”, o “droga della Jihad”, il Captagon è uno stimolante di tipo anfetaminico molto diffuso in Medio Oriente, e salito all’onore delle cronache quando alcune siringhe contenenti questa sostanza sono state rinvenute nel covo di Salah Abdeslam e degli altri membri del commando jihadista che organizzarono gli attentati del 13 novembre a Parigi. La stessa droga era presente anche nel sangue di uno degli attentatori di Sousse, in Tunisia, ed è stata trovata dai combattenti curdi nelle postazioni del Califfato in Siria. Prodotto principalmente proprio in questo Paese, il Captagon è uno stimolante che contiene fenitillina. Assumendolo non si sente più lo stimolo della, fame, del sonno, la resistenza del sistema nervoso viene potenziata e, soprattutto, si allentano i freni inibitori, e non si sente più la paura. Per questo i jihadisti ne fanno largo uso, sia in battaglia, sia negli attentati, per sentirsi invincibili ed esorcizzare la paura, spesso mescolando la sostanza con la caffeina o altri adulteranti per potenziarne l’effetto.Il costo è bassissimo, e va dai 5 ai 20 dollari. Anche per questo, secondo i dati diffusi dall’ultimo rapporto mondiale sulle droghe dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc), la produzione e il consumo di questa droga è aumentato vertiginosamente in Medio Oriente, e spesso a gestire la produzione e il traffico sono proprio i gruppi jihadisti. L’aumento della produzione e del traffico di questa droga, si legge nel rapporto, è tanto più preoccupante, considerando che si sviluppa in una regione interessata da conflitti, instabilità, porosità dei confini, scarso controllo governativo in molte aree. Il traffico della droga dell’Isis parte dalla Siria e dal Libano, e arriva fino in Sudan e in Turchia. La Giordania rappresenta, invece, uno dei principali Paesi di transito. Qui, solo nella prima metà del 2016, le autorità giordane hanno arrestato oltre 13mila sospetti trafficanti e hanno sequestrato più di sei tonnellate di sostanze stupefacenti.