Doppio fallo ovvero: un’inchiesta sul tennis e il mondo delle scommesse. Cominciamo con il micro betting… (1)

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Breve intro per non “tennisti”: lo sport, nell’immaginario collettivo, è uno degli ltimi baluardi della meritocrazia: un mondo dove la fatica, il talento e il rispetto delle regole determinano chi vince e chi perde. Il tennis, con la sua eleganza e la sua disciplina, incarna perfettamente questo ideale. Ma dietro le quinte di questo spettacolo si muove un’industria multimiliardaria, quella delle scommesse sportive, che ha stretto con il tennis un legame tanto redditizio quanto problematico, creando un conflitto di interessi che mina le fondamenta etiche del gioco. Per comprendere appieno questa dinamica, è necessario chiarire alcuni concetti fondamentali per chi non è un addetto ai lavori.

Come funziona il mondo del tennis

Immaginiamo il tennis professionistico non come un unico campionato, ma come una piramide. Alla punta ci sono i tornei famosissimi e ricchissimi che tutti conoscono (Wimbledon, Roland Garros, ecc.), dove giocano le star mondiali. Ma la base di questa piramide è enorme e invisibile ai più: è formata da centinaia di tornei minori, chiamati Challenger e ITF. Qui competono migliaia di atleti, spesso giovanissimi, che non hanno fama né ricchezza e lottano ogni settimana per guadagnare qualche punto nel ranking e per pagarsi le spese. È in questa “zona d’ombra” che si concentra gran parte della nostra analisi.

Il Micro Betting, l’evoluzione della scommessa

Tradizionalmente, si scommetteva sull’esito finale di una partita: “Chi vincerà?”. Oggi, grazie alla tecnologia e a Internet, la scommessa è diventata istantanea e incredibilmente dettagliata. Il micro-betting è la forma più estrema di questo fenomeno: permette di puntare denaro non sul risultato finale, ma su eventi minuscoli all’interno della partita. Per esempio: chi vincerà il prossimo punto? Ci sarà un ace? Questo trasforma ogni singolo scambio in un’opportunità di gioco d’azzardo. Questo rende evidentemente facile, per lo scommettitore a bordo campo, cercare di influenzare l’andamento del singolo punto (urlando durante lo svolgimento del punto, per esempio). Per completare il quadro già fosco, quotidianamente i giocatori (specialmente i meno importanti) subiscono insulti e minacce, anche di morte come vedremo, da parte degli scommettitori.

Il ruolo dei Fornitori di Dati...

Per offrire scommesse su ogni punto, le agenzie di betting hanno bisogno di ricevere le informazioni dalla partita in tempo reale. Qui entrano in gioco aziende tecnologiche specializzate, come Sportradar. Queste società sono i “fornitori di dati”: raccolgono ogni evento di ogni partita, anche la più piccola, e vendono questo flusso di informazioni alle agenzie di scommesse di tutto il mondo, che lo usano per creare le quote per il micro-betting.

… e il ruolo dei media

Qui il sistema diventa ancora più convoluto. Spesso sentiamo commentatori e giornalisti sportivi condannare con forza gli abusi degli scommettitori o i rischi della ludopatia. Tuttavia, come si vedrà nell’articolo, quegli stessi media sono parte integrante del problema. Le trasmissioni sportive sono inondate di pubblicità di agenzie di scommesse. Alcuni colossi mediatici, come Sky, possiedono addirittura le proprie agenzie (Sky Bet), creando un collegamento diretto tra la visione della partita e la possibilità di scommetterci sopra. Il punto cruciale è che i proventi derivanti da questa pubblicità e da queste partnership sono esattamente ciò che permette ai media di acquistare i costosissimi diritti TV per trasmettere i tornei. Si crea così un circolo vizioso: le federazioni incassano vendendo i diritti ai media; i media pagano questi diritti con i soldi ricevuti dalle agenzie di scommesse; le agenzie di scommesse, a loro volta, prosperano grazie ai dati e alla visibilità offerti dal sistema del tennis.

Il conflitto fondamentale

Ora il quadro è completo. Da un lato, le regole del tennis proibiscono categoricamente a giocatori e staff di scommettere. Dall’altro, le stesse organizzazioni che governano il tennis e i media che lo raccontano sono economicamente dipendenti da quel mondo, in un intreccio di interessi che sa di ipocrisia.

Il conflitto di interessi è palese. Da un lato, l’International Tennis Integrity Agency (ITIA) impone un muro invalicabile tra gli atleti e il mondo delle scommesse, sanzionando duramente giocatori e staff. Dall’altro, le stesse istituzioni dello sport — federazioni, circuiti e tornei — monetizzano il gioco firmando accordi multimilionari con quella stessa industria, dalla quale la stessa ITIA dipende per il proprio finanziamento. È un paradosso che mina l’etica stessa del gioco.Questa piaga, tuttavia, non ha il suo epicentro sotto i riflettori, ma nell’ombra. Mentre nei tornei maggiori, il controllo soffocante e l’attenzione mediatica globale rendono la corruzione un’operazione ad alto rischio, il vero terreno di caccia è altrove. Il cancro prolifera nei circuiti minori, i Challenger e gli ITF. Lì, dove i controlli sono quasi inesistenti, è molto più facile avvicinare un sedicenne in difficoltà economica e dire: “Facciamo un accordo per il prossimo punto”. L’ambiente è infinitamente più vulnerabile e la tentazione per un atleta che fatica a pagarsi le spese di viaggio diventa enorme. Attraverso l’analisi dei flussi finanziari, dei regolamenti e delle sanzioni, questa inchiesta intende svelare la portata di questa ipocrisia, dimostrando che non si tratta di un’anomalia occasionale, ma di una caratteristica strutturale del modello di business del tennis moderno.

L’integrazione delle scommesse nel tennis

Per comprendere la vera portata di questa alleanza, basta seguire il denaro. Un fiume di denaro che scorre dalle principali società di scommesse e finisce per irrigare l’intero sistema del tennis. Non si tratta di qualche sponsorizzazione isolata, ma di una dipendenza economica pervasiva e crescente che si estende dai più alti vertici delle federazioni fino ai più piccoli tornei professionistici, diventandone la linfa vitale. La Federazione Internazionale di Tennis (ITF), l’organo di governo mondiale del tennis, ha stretto partnership dirette e di alto profilo con società di scommesse, ponendo i loro marchi al centro delle sue competizioni più prestigiose. Un caso emblematico è l’accordo con Stake.com. L’ITF ha nominato Stake, un marchio leader nel settore delle scommesse e del gioco, come “Partner Ufficiale per le Scommesse della Coppa Davis e della Billie Jean King Cup”. Questo accordo vede un logo di scommesse collocato nel cuore della “Coppa del Mondo del Tennis”, gli eventi a squadre più importanti di questo sport, un ecosistema di eventi in cui il partner dati ufficiale dell’ITF è Sportradar (una partnership di lunga data conclusa alla fine del 2024, quando la società è stata sostituita dalla rivale Infront).

La versione ufficiale

Ciò che rende questa partnership particolarmente significativa è la giustificazione fornita dall’ITF. I comunicati stampa ufficiali sottolineano che l’accordo è stato raggiunto dopo “una dovuta diligenza condotta in linea con le regole dell’ITF per la sponsorizzazione delle scommesse (sviluppate in consultazione con l’International Tennis Integrity Agency)”. Questa dichiarazione è cruciale: rivela il coinvolgimento dell’organo di integrità nella valutazione di un accordo che le sue stesse regole proibirebbero a un giocatore o a un allenatore. Ciò crea un paradosso in cui l’entità responsabile di garantire l’integrità avalla per l’organo di governo una partnership commerciale che sarebbe considerata una violazione per un individuo.

Questa tendenza non è nuova. Già nel 2015, l’ITF aveva annunciato un accordo triennale con Betway per la Coppa Davis e la Fed Cup, affermando esplicitamente che la partnership era “pienamente conforme alle regole e alle interpretazioni del Programma Anti-Corruzione del Tennis”. Questo dimostra un modello di comportamento consolidato nel tempo, volto a integrare i ricavi delle scommesse nella struttura finanziaria della federazione. ITF ci dice questo: ”A titolo di contesto, la WTA ha una partnership per i diritti sui dati con Stats Perform, l’ATP con Sportradar e l’ITF con Infront (ndr. Non secondo i nostri dati, sarebbe Infront).

Gli organi di governo di tutti gli sport stringono partnership con fornitori che mettono a disposizione i dati ufficiali agli operatori di scommesse regolamentati. Scommettere sullo sport è inevitabile, pertanto è fondamentale che i dati utilizzati a tale scopo provengano da un’unica fonte ufficiale. Questo è il motivo per cui ATP, WTA e ITF hanno stretto partnership rigorosamente vagliate con fornitori di dati ufficiali: senza di esse, le scommesse sul tennis potrebbero avvenire su mercati non regolamentati, basandosi su dati non ufficiali, sui quali non esiste alcuna vigilanza e il deterrente per i corruttori è minimo o inesistente.

Attraverso la vendita dei dati ufficiali, gli organi di governo generano ricavi che vengono reinvestiti nello sviluppo e nella promozione di questo sport, oltre che in meccanismi di tutela dell’integrità, come l’International Tennis Integrity Agency e i servizi di supporto per i social media”.

(1 continua)