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Società

Dopo lo stop di Bologna, il pianista Romanovsky suonerà a Pergine Valsugana: sfida alla censura

Alexander Romanovsky, celebre pianista ucraino, torna con un’esibizione dedicata a Chopin a Pergine Valsugana.

Dopo il brusco annullamento del suo concerto a Bologna, il genio del pianoforte Alexander Romanovsky è pronto a rialzarsi, offrendo un’esibizione memorabile il 9 settembre alle 20:45 sul prestigioso palco del Teatro Comunale di Pergine Valsugana, in Trentino. Questo evento speciale, incastonato nel ricco programma del Festival Innamorarsi della Musica, sarà un omaggio vibrante a Fryderyk Chopin.

Chi è Romanovsky

Nato nel 1984 a Khar’kiv, in Ucraina, Romanovsky intraprende un viaggio musicale straordinario fin da giovanissimo. A soli tredici anni, lascia la sua terra natale per trasferirsi in Italia, dove affina il suo straordinario talento all’Accademia Pianistica di Imola sotto la guida esperta di Leonid Margarius. Il suo talento esplode a diciassette anni, quando conquista il Primo Premio al rinomato Concorso Busoni di Bolzano, un traguardo che lo proietta nell’olimpo dei grandi pianisti.

Da oltre vent’anni, il suo tocco inconfondibile risuona nei teatri più celebri del mondo: dalla maestosa Scala di Milano alla leggendaria Royal Albert Hall di Londra, dal Teatro Colón di Buenos Aires alla Sala Grande del Conservatorio di Mosca, fino alla raffinata Suntory Hall di Tokyo.

La sua carriera vanta collaborazioni con le orchestre più prestigiose d’Europa, Asia e Americhe, e nel 2007 un momento unico lo vede esibirsi al Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo, alla presenza di Papa Benedetto XVI, in occasione del 110° anniversario della nascita di Papa Paolo VI. L’ombra della cancel culture ha però attraversato il suo cammino recente.

Dopo la censura di Bologna, sul palco in Trentino

Il 5 agosto, il concerto programmato a Bologna è stato cancellato. Una delle tante vittime della cancel culture che qui sconfina nella guerra ideologica tra Occidente e Russia. E che, purtroppo, riguarda anche musica, cultura e letteratura, vedasi le crociate contro lo scrittore Fëdor Dostoevskij.

Romanovsky, tuttavia, ha saputo trasformare il silenzio in un gesto di vicinanza: da casa, ha offerto un recital trasmesso online, un dono per i fan che lo hanno sostenuto con affetto. “La musica unisce, sempre” – ha scritto sui social, definendo questo momento “un piccolo gesto” per ricambiare il calore ricevuto.

Ora, quel calore trova una nuova casa a Pergine Valsugana, grazie all’intuizione del Maestro Andrea Fuoli, Direttore Artistico del festival e grande amico del pianista. Fuoli, con passione, ha voluto riportare Romanovsky sul palco, sottolineando: “La musica, l’arte e il teatro non possono piegarsi alla censura. Con questo concerto, apriamo uno spazio di libertà e pacificazione, un messaggio universale che parla attraverso le note”. Una lezione per i censori e i nemici della cultura intesa come ponte.

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