Distributori di proiettili: la nuova follia “made in USA”

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L’America profonda è un mondo che segue logiche tutte sue, e il principale simbolo dello sbarco dell’intelligenza artificiale in due Stati della componente “Dixie” degli Usa lo conferma: in Alabama e Oklahoma stanno iniziando a venir installati distributori automatici di proiettili che funzionano come veri e propri “bancomat” delle armi da fuoco.

Diverse testate Usa riportano che nei due Stati sono apparsi negli ultimi tempi distributori di munizioni operativi a ogni ora, tutti i giorni e senza limitazioni che forniscono ai titolari di armi da fuoco proiettili in caso di necessità, rompendo la loro dipendenza da armerie e rivenditori. L’azienda produttrice si chiama American Rounds e ha installato sinora sei punti vendita: A Pell City e Tuscaloosa in Alabama, a Kingston, Lindsay, Noble e Wetumka nell’Oklahoma. Le macchine sembrano i classici distributori di cibi e bevande, hanno disegnata sopra una sfavillante bandiera americana e, cosa più curiosa, sono alimentate dall’intelligenza artificiale.

Il Ceo di American Rounds, Grants Magers, ha parlato di sostenere il “diritto rispettoso” al porto d’armi garantito dal Secondo Emendamento della Costituzione Usa e assicurato che l’applicazione delle macchine è sicura. Anche sul fronte tecnologico: le macchine American Rounds chiedono un documento d’identità e l’imposizione di un processo di controllo dell’identità tramite riconoscimento facciale per consentire al potenziale acquirente di accedere a rifornirsi di un numero illimitato di proiettili, vincolato solo dall’effettiva disponbiilità.

E le autorità locali? “Il capo della polizia di Tuscaloosa, Brent Blankley, ha confermato sul Tuscaloosa Thread che le macchine sono legali e approvate dal Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives (ATF)”, nota Newsweek. Ironia della sorte, un dispositivo che consente l’ampliamento dell’accesso degli americani di due degli Stati più conservatori a un numero maggiore di munizioni, esaltando il sentimento libertario, impone controlli d’identità e si è sdoganato dopo un via libera federale. Poco spirito America “Bibbia e fucile”, ma sono anche questi i tempi dell’Ia che entra di dominio pubblico.

L’episodio dei dispositivi di American Rounds è relativamente piccolo, ma dice molto di un’America in cui il tema del controllo sulle armi da fuoco e la loro circolazione sembra esser uscito dall’agenda pubblica. Impossibile demonizzare un’azienda che si adegua allo spirito del tempo, ma è curioso sottolineare come in questa fase, evidentemente, la presenza di quote di mercato per distributori d’armi 24/7 racconti di un’America in cui lo sdoganamento delle armi è dato per acquisito. Almeno negli Stati solidamente repubblicani e tradizionalisti come l’Alabama e l’Oklahoma.

In America 7 possessori d’armi su 10 si dicono, secondo dati Pew commentati dal Community Journal di Milwuakee, desiderosi di mantenere una pistola o un fucile a disposizione per difesa personale: “La protezione è emersa come il filo conduttore tra i possessori di armi, riflettendo un sentimento più ampio di individualismo e una mancanza di fiducia nelle istituzioni, nelle forze dell’ordine e nel governo”, ha scritto la testata del Winsconsin, e “quasi un terzo degli adulti americani rivendica la proprietà di un’arma da fuoco”. Ma i numeri delle armi circolanti, secondo lo Small Arms Survey, sono ben più ampi: nel 2018 ne erano censite 393,3 milioni su una popolazione americana di 332 milioni, e il rapporto si è sicuramente ulteriormente dilatato. In un’America polarizzata socialmente e politicamente, un ulteriore segnale di inquietudine che non va sottovalutato. Specie in tempi tanto tesi per la stabilità istituzionale della superpotenza.